IL

LIBRO DI MORMON

UN ALTRO TESTAMENTO

DI GESÙ CRISTO

 

Il Libro di Mormon

Prefazioni

1 Nefi

2 Nefi

Giacobbe

Enos

Giarom

Omni

Parole Di Mormon

Mosia

Alma

Helaman

3 Nefi

4 Nefi

Mormon

Ether

Moroni

 

 

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IL

LIBRO DI MORMON

 

RACCONTO SCRITTO SU

TAVOLE PER

MANO DI MORMON

TRATTO DALLE TAVOLE DI NEFI

 

1          Si tratta dunque di un compendio degli annali del popolo di Nefi, ed anche dei Lamaniti — Scritto ai Lamaniti, che sono un residuo del casato di Israele, come pure ai Giudei e ai Gentili — Scritto per comandamento, ed anche per spirito di profezia e di rivelazione — Scritto, sigillato e nascosto per il Signore affinché non venisse distrutto — Per venire alla luce per dono e potere di Dio per essere interpretato — Sigillato per mano di Moroni e nascosto per il Signore, per venire alla luce a tempo debito per mezzo dei Gentili — La sua interpretazione per dono di Dio.

2          Inoltre un compendio tratto dal Libro di Ether, che è la storia del popolo di Giared, che fu disperso al tempo in cui il Signore confuse la lingua del popolo, mentre costruiva una torre per arrivare al cielo — Che è per mostrare al rimanente del casato di Israele quali grandi cose il Signore ha fatto per i loro padri, e perché possano conoscere le alleanze del Signore, e che non sono rigettati per sempre — Ed anche per convincere i Giudei e i Gentili che GESÙ è il CRISTO, l'ETERNO IDDIO, che si manifesta a tutte le nazioni — Ed ora, se vi sono degli errori, sono gli errori degli uomini; perciò non condannate le cose di Dio, affinché siate trovati senza macchia dinanzi al seggio del giudizio di Cristo.

 

Traduzione originale dalle tavole in inglese

di Joseph Smith jun.

 

 

Pubblicato dalla

Chiesa di Gesù Cristo

dei Santi degli Ultimi Giorni

 

Prima edizione inglese pubblicata

a Palmyra, New York, USA, nel 1830

 

 

 

 

 

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INTRODUZIONE

 

1          Il Libro di Mormon è un libro di sacre Scritture paragonabile alla Bibbia. È una storia dei rapporti tra Dio e gli antichi abitanti delle Americhe e contiene la pienezza del Vangelo eterno.

2          Il libro fu scritto da molti antichi profeti per spirito di profezia e di rivelazione. Le loro parole, scritte su tavole d'oro, furono citate e compendiate da un profeta-storico chiamato Mormon. Il racconto contiene la storia di due grandi civiltà. Una venne da Gerusalemme nel 600 a.C. e in seguito si divise in due nazioni, conosciute come Nefiti e Lamaniti. L'altra venne molto prima, quando il Signore confuse le lingue alla Torre di Babele. Questo gruppo è conosciuto come Giarediti. Dopo migliaia di anni tutti furono distrutti eccetto i Lamaniti, ed essi sono i principali antenati degli Indiani americani.

3          L'evento culminante raccontato nel Libro di Mormon è il ministero svolto personalmente dal Signore Gesù Cristo presso i Nefiti poco dopo la Sua risurrezione. Esso espone le dottrine del Vangelo, delinea il piano di salvezza e spiega agli uomini quello che devono fare per trovare pace in questa vita e salvezza eterna nella vita a venire.

4          Dopo che Mormon ebbe portato a termine i suoi scritti, consegnò il racconto a suo figlio Moroni, che vi aggiunse alcune parole sue e nascose le tavole nella Collina di Cumora. Il 21 settembre 1823 lo stesso Moroni, come essere glorificato e risorto, apparve al profeta Joseph Smith e gli impartì istruzioni riguardanti gli antichi annali e la loro finale traduzione in lingua inglese.

5          A tempo debito le tavole furono consegnate a Joseph Smith, il quale le tradusse per dono e potere di Dio. Questo racconto è stato pubblicato in molte lingue come nuova e ulteriore testimonianza che Gesù Cristo è il Figlio del Dio vivente, e che tutti coloro che vengono a Lui e obbediscono alle leggi e alle ordinanze del Vangelo possono essere salvati.

6          Riguardo a questo racconto il profeta Joseph Smith disse: "Ho detto ai fratelli che il Libro di Mormon è il più giusto di tutti i libri sulla terra e la chiave di volta della nostra religione, e che un uomo si avvicina di più a Dio obbedendo ai suoi precetti che a quelli di qualsiasi altro libro".

7          Oltre a Joseph Smith, il Signore provvedette a che altre undici persone vedessero personalmente le tavole d'oro e fossero testimoni speciali della verità e della divinità del Libro di Mormon. Le loro testimonianze scritte sono qui incluse come "La Testimonianza di Tre Testimoni" e "La Testimonianza di Otto Testimoni".

8          Invitiamo tutti gli uomini di ogni dove a leggere il Libro di Mormon, a meditare in cuor loro il messaggio che esso contiene e poi chiedere a Dio, Padre Eterno, nel nome di Cristo se il libro è vero. Coloro che fanno ciò e chiedono con fede, otterranno una testimonianza della sua verità e divinità per potere dello Spirito Santo (vedi Moroni 10:3–5).

9          Coloro che ricevono questa divina testimonianza del Santo Spirito verranno anche a conoscere tramite lo stesso potere che Gesù Cristo è il Salvatore del mondo, che Joseph Smith è il Suo rivelatore e profeta in questi ultimi giorni e che la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni è il regno del Signore nuovamente stabilito sulla terra in preparazione della seconda venuta del Messia.

 

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LA TESTIMONIANZA DI TRE TESTIMONI

 

1          SIA RESO NOTO a tutte le nazioni, tribù, lingue e popoli ai quali giungerà quest'opera: che noi, per grazia di Dio Padre e di nostro Signore Gesù Cristo, abbiamo veduto le tavole che contengono questi annali, che sono la storia del popolo di Nefi ed anche dei Lamaniti, loro fratelli, ed anche del popolo di Giared, che venne dalla torre di cui si è parlato. E sappiamo pure che esse sono state tradotte per dono e potere di Dio, poiché la Sua voce ce lo ha dichiarato; pertanto sappiamo con certezza che quest'opera è vera. Noi attestiamo pure che abbiamo veduto le incisioni che sono sulle tavole; ed esse ci sono state mostrate per potere di Dio e non dell'uomo. E dichiariamo con parole sobrie che un angelo di Dio scese dal cielo e portò e posò le tavole dinanzi ai nostri occhi, perché potessimo guardarle e vederle con le loro incisioni; sappiamo che è per grazia di Dio Padre e di nostro Signore Gesù Cristo che noi vedemmo e rendiamo testimonianza che queste cose sono vere. E ciò è prodigioso ai nostri occhi. Nondimeno la voce del Signore ci comandò di darne testimonianza; pertanto, onde essere obbedienti ai comandamenti di Dio, rendiamo testimonianza di queste cose. E sappiamo che se saremo fedeli a Cristo, purificheremo le nostre vesti dal sangue di tutti gli uomini e saremo trovati senza macchia dinanzi al seggio del giudizio di Cristo, e dimoreremo eternamente con Lui nei cieli. E sia reso onore al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, che sono un solo Dio. Amen.

 

            OLIVER COWDERY

            DAVID WHITMER

            MARTIN HARRIS

 

 

 

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LA TESTIMONIANZA DI OTTO TESTIMONI

 

1          SIA RESO NOTO a tutte le nazioni, tribù, lingue e popoli ai quali giungerà quest'opera: che Joseph Smith jun., traduttore di quest'opera, ci ha mostrato le tavole di cui si è parlato, che hanno l'aspetto dell'oro; e abbiamo toccato con le nostre mani tutti i fogli che il detto Smith ha tradotto; e abbiamo veduto su di esse le incisioni, e tutto questo ha l'aspetto di un'opera antica, di singolare fattura. E rendiamo testimonianza con parole sobrie che il detto Smith ce le ha mostrate, poiché le abbiamo vedute e soppesate, e sappiamo con sicurezza che il detto Smith ha ricevuto le tavole di cui abbiamo parlato. E diamo i nostri nomi al mondo, per testimoniare al mondo ciò che abbiamo veduto. E non mentiamo, Dio ce ne sia testimone.

 

            CHRISTIAN WHITMER

            JACOB WHITMER

            PETER WHITMER, JUN.

            JOHN WHITMER

            HIRAM PAGE

            JOSEPH SMITH, SEN.

            HYRUM SMITH

            SAMUEL H. SMITH

 

 

 

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TESTIMONIANZA DEL PROFETA JOSEPH SMITH

 

1          Parole dello stesso profeta Joseph Smith riguardo alla venuta alla luce del Libro di Mormon:

2          "La sera del... 21 settembre [1823]... mi misi a pregare e a supplicare il Dio onnipotente...

3          Mentre stavo così invocando Iddio, mi accorsi che nella mia camera stava apparendo una luce che diventava sempre più intensa, finché la camera fu più illuminata che a mezzogiorno. Immediatamente apparve un personaggio al mio capezzale; stava ritto a mezz'aria, poiché i suoi piedi non toccavano terra.

4          Egli aveva un'ampia veste del più squisito candore. Era un candore che sorpassava ogni altro candore terrestre che io avessi mai visto; né credo proprio che alcunché di terrestre potesse apparire così straordinariamente bianco e brillante. Le sue mani erano nude, e anche le sue braccia al di sopra dei polsi; i suoi piedi pure erano nudi, e le gambe, leggermente al di sopra delle caviglie. Anche la sua testa e il suo collo erano scoperti. Potei constatare che non portava nessun'altra veste ad eccezione di questa tunica e, siccome essa era aperta, potevo vedere il suo petto.

5          Non solo la sua veste era straordinariamente bianca, ma tutta la sua persona era gloriosa oltre ogni dire, ed il suo aspetto veramente come il lampo. La camera era straordinariamente luminosa, ma non tanto splendente come immediatamente attorno alla sua persona. Quando lo guardai per la prima volta, ne fui spaventato; ma tosto il timore mi lasciò.

6          Mi chiamò per nome, e mi disse che era un messaggero mandatomi dalla presenza di Dio, e che il suo nome era Moroni; che Iddio aveva un'opera da farmi compiere; e che il mio nome sarebbe stato conosciuto in male e in bene fra tutte le nazioni, razze e lingue, ossia che se ne sarebbe parlato bene e male fra tutti i popoli.

7          Disse che esisteva un libro nascosto, scritto su tavole d'oro, che dava un racconto degli antichi abitanti di questo continente e della loro origine. Disse pure che vi era contenuta la pienezza del Vangelo eterno, come era stato consegnato dal Salvatore a quegli abitanti.

8          Disse anche che vi erano due pietre in archi d'argento — e queste pietre, fissate a un pettorale, costituivano il cosiddetto Urim e Thummim — nascosti con le tavole; e chi le possedeva e le usava era chiamato Veggente nei tempi antichi; e che Dio le aveva preparate per la traduzione del libro.

 

* * * * * * *

 

9          Egli mi disse ancora che quando avrei ottenuto le tavole di cui aveva parlato — poiché il tempo in cui le avrei ottenute non era ancora giunto — non avrei dovuto mostrarle a nessuno, né le tavole, né il pettorale con l'Urim e il Thummim, eccetto a coloro ai quali mi sarebbe stato ordinato di mostrarle, sotto pena di venir annientato. Mentre conversava così con me in merito alle tavole, la visione si aprì alla mia mente ed io potei vedere il luogo ove si trovavano le tavole, e ciò avvenne così chiaramente e distintamente, che riconobbi il posto quando lo visitai.

10        Dopo questa comunicazione vidi che la luce della stanza cominciava a concentrarsi proprio attorno a colui che mi aveva parlato, e così continuò finché la stanza rimase di nuovo al buio, salvo appunto intorno a lui; e d'un tratto vidi come un passaggio che si apriva direttamente verso il cielo, ed egli vi ascese fino a che scomparve completamente, e la camera rimase di nuovo com'era prima che questa luce celeste facesse la sua comparsa.

11        Rimasi a meditare sulla singolarità di tale scena, e grandemente mi meravigliavo di ciò che mi aveva detto questo straordinario messaggero quando, nel mezzo della mia meditazione, mi accorsi improvvisamente che la mia camera ricominciava a illuminarsi e, in un istante, lo stesso messaggero celeste fu di nuovo al mio capezzale.

12        Egli ricominciò a raccontarmi esattamente le stesse cose che aveva detto nella sua prima visita, senza la minima variazione. Ciò fatto, egli mi annunciò che grandi castighi stavano per colpire la terra, con grandi desolazioni per carestia, spada e peste; e che questi gravi castighi avrebbero colpito il mondo in questa generazione. Avendo così parlato, ascese di nuovo come aveva fatto prima.

13        A questo punto le impressioni esercitate sul mio spirito erano così profonde che non potei più prendere sonno, e giacqui sopraffatto dallo stupore per quanto avevo veduto e udito. Ma quale non fu la mia sorpresa, quando scorsi nuovamente lo stesso messaggero al mio capezzale e lo udii ripetermi ancora una volta le stesse cose di prima; e mi mise in guardia, dicendomi che Satana avrebbe cercato di tentarmi (a causa delle condizioni d'indigenza della famiglia di mio padre) a ottenere le tavole con lo scopo di arricchirmi. Questo egli me lo proibì, dicendomi che, per ottenere le tavole, non avrei dovuto avere in mente altro scopo se non la gloria di Dio, e di non lasciarmi influenzare da nessun altro motivo che quello di edificare il Suo regno; altrimenti non avrei potuto ottenerle.

14        Dopo questa terza visita ascese di nuovo in cielo come prima, lasciandomi ancora una volta a riflettere sulla singolarità di ciò che avevo appena sperimentato; ma quasi immediatamente dopo che il messaggero celeste se ne fu dipartito per la terza volta, il gallo cantò e mi accorsi che il giorno era imminente; cosicché i nostri colloqui erano durati per tutta quella notte.

15        Poco dopo mi alzai dal letto e, come al solito, mi avviai ai necessari lavori quotidiani; ma, cercando di lavorare come le altre volte, mi resi conto che le mie forze erano così svanite da rendermi completamente impotente. Mio padre, che stava lavorando con me, si accorse che non stavo bene e mi disse di tornare a casa.  Mi misi in cammino con questo intento, ma mentre cercavo di scavalcare la palizzata del campo ove ci trovavamo, le forze mi mancarono completamente, caddi a terra impotente e rimasi per qualche tempo del tutto incosciente di ogni cosa.

16        La prima cosa di cui mi ricordo fu una voce che mi parlava, chiamandomi per nome. Alzai gli occhi e vidi lo stesso messaggero in piedi al di sopra del mio capo, circondato da luce come prima. Egli allora mi riferì di nuovo tutto ciò che mi aveva detto la notte precedente, e mi ordinò di andare da mio padre e di dirgli della visione e dei comandamenti che avevo ricevuti.

17        Io obbedii: tornai da mio padre nel campo e gli riferii tutto. Egli mi rispose che ciò veniva da Dio, e mi disse di andare a fare quanto il messaggero mi aveva ordinato. Lasciai il campo e mi recai al luogo ove il messaggero mi aveva detto che si trovavano le tavole; e, grazie alla chiarezza della visione che avevo avuto in merito, riconobbi il luogo nell'istante in cui vi giunsi.

18        In prossimità del villaggio di Manchester, contea di Ontario, Stato di New York, si trova una collina di dimensioni considerevoli, la più elevata di tutte le circostanti. Sul versante occidentale di questa collina, non lungi dalla cima, sotto una pietra di dimensioni considerevoli, si trovavano le tavole, depositate in una cassa di pietra. Questa pietra era spessa e arrotondata al centro della sommità, e più sottile verso i bordi, cosicché la parte mediana era visibile a fior di terra, ma i bordi erano, tutt'intorno, ricoperti di terra.

19        Avendo rimosso la terra mi procurai una leva, che fissai sotto il bordo della pietra, e con una leggera pressione la sollevai. Guardai dentro e vi scorsi le tavole, l'Urim e il Thummim e il pettorale, come aveva dichiarato il messaggero. La cassa in cui erano riposte era formata da pietre unite assieme da una specie di cemento. In fondo alla cassa erano poste due pietre incrociate, e su queste pietre stavano le tavole e gli altri oggetti che le accompagnavano.

20        Feci un tentativo di trarle fuori, ma il messaggero me lo vietò e mi informò di nuovo che il tempo di renderle pubbliche non era ancora venuto, né sarebbe arrivato prima di quattro anni da allora; ma mi disse di tornare in quel luogo esattamente un anno dopo, e che là mi avrebbe incontrato, e che avrei dovuto continuare a fare ciò finché sarebbe arrivato il tempo di ottenere le tavole.

21        Perciò, come mi era stato ordinato, mi recai là alla fine di ogni anno ed ogni volta vi trovai lo stesso messaggero, dal quale, ad ognuno dei nostri incontri, ricevetti istruzioni e conoscenze in merito a quanto il Signore stava per fare, e come e in qual modo il Suo regno doveva essere diretto negli ultimi giorni.

 

* * * * * * *

 

22        Finalmente arrivò il momento di ottenere le tavole, l'Urim e il Thummim e il pettorale. Il 22 settembre 1827, essendomi recato come al solito, alla fine di un altro anno, al luogo ove erano depositate, lo stesso messaggero celeste me le affidò con questa ingiunzione: che ne sarei stato responsabile, e che se le avessi perdute per mia negligenza o incuria, sarei stato reciso; ma che se avessi fatto tutto il possibile per preservarle finché lui, il messaggero, le avesse richieste, sarebbero state protette.

23        Mi resi presto conto della ragione per cui avevo ricevuto ordini così severi di tenerle al sicuro, e perché il messaggero aveva detto che, quando avessi compiuto ciò che mi era richiesto, le avrebbe reclamate di nuovo. Non appena, infatti, si seppe che erano in mio possesso, furono fatti i tentativi più strenui per strapparmele. Ogni stratagemma che poteva essere inventato a questo scopo fu messo in opera. La persecuzione divenne sempre più violenta e accanita, e delle moltitudini erano continuamente in agguato per strapparmele, se fosse stato possibile. Ma per la saggezza di Dio esse rimasero sicure nelle mie mani, finché ebbi compiuto con esse quanto mi fu richiesto. Allorché, secondo gli accordi, il messaggero le reclamò, io gliele riconsegnai, ed egli le ha in sua custodia fino a questo giorno, 2 maggio 1838".

24        Per il racconto completo, vedi Joseph Smith — Storia in Perla di Gran Prezzo, e History of the Church of Jesus Christ of Latter-day Saints (Storia della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni), volume 1, capitoli da 1 a 6.

25        Gli antichi annali così fatti uscire dalla terra, come la voce di un popolo che parla dalla polvere, e tradotti in lingua moderna per dono e potere di Dio, come è stato attestato per divina affermazione, furono pubblicati per la prima volta nel mondo in inglese nell'anno 1830, sotto il titolo di THE BOOK OF MORMON.

 

 

 

 

 

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BREVE ANALISI DEL

LIBRO DI MORMON

 

1          Il Libro di Mormon è la sacra storia dei popoli dell'antica America incisa su tavole di metallo. Nel libro stesso si parla di quattro generi di tavole di metallo:

2          1. Le tavole di Nefi, che erano di due tipi: le Piccole Tavole e le Grandi Tavole. Le prime erano più particolarmente dedicate alle questioni spirituali e al ministero e agli insegnamenti dei profeti, mentre le seconde contenevano per la maggior parte la storia secolare dei popoli interessati (1 Nefi 9:2–4). Tuttavia, dal tempo di Mosia in poi, le grandi tavole includevano anche questioni di grande importanza spirituale.

3          2. Le tavole di Mormon, che contengono un riassunto fatto da Mormon delle grandi tavole di Nefi, con molti commenti. Queste tavole contengono anche la continuazione della storia di Mormon e le aggiunte di suo figlio Moroni.

4          3. Le tavole di Ether, che contengono la storia dei Giarediti. Questi annali furono riassunti da Moroni, che vi inserì dei commenti personali e inserì questi annali nella storia generale sotto il titolo "Libro di Ether".

5          4. Le tavole di bronzo, portate dal popolo di Lehi da Gerusalemme nel 600 a.C. Queste tavole contenevano "i cinque libri di Mosè... E anche una storia dei Giudei, dal principio... fino all'inizio del regno di Sedechia, re di Giuda. E anche le profezie dei santi profeti" (1 Nefi 5:11–13). Molte parti di queste tavole, che citano Isaia e altri profeti biblici e non biblici, compaiono nel Libro di Mormon.

6          Il Libro di Mormon comprende quindici parti o divisioni principali, conosciute, con una sola eccezione, come libri, ognuno designato col nome del suo autore principale. La prima parte (i primi sei libri, fino a Omni compreso) è una traduzione delle Piccole Tavole di Nefi. Tra i libri di Omni e di Mosia troviamo un inserto chiamato Parole di Mormon. Questo inserto collega gli annali incisi sulle Piccole Tavole con il riassunto fatto da Mormon delle Grandi Tavole.

7          La parte più lunga, da Mosia al capitolo 7 di Mormon compreso, è una traduzione del riassunto fatto da Mormon delle Grandi Tavole di Nefi. La parte conclusiva, dal capitolo 8 di Mormon alla fine del volume, fu incisa dal figlio di Mormon, Moroni, il quale, dopo aver portato a termine il racconto della vita di suo padre, fece un riassunto degli annali dei Giarediti (chiamato Libro di Ether) e in seguito aggiunse le parti conosciute come Libro di Moroni.

8          Circa nell'anno 421 d.C. Moroni, ultimo dei profeti-storici Nefiti, suggellò i sacri annali e li nascose per il Signore, perché fossero portati alla luce negli ultimi giorni, come era stato predetto dalla voce di Dio per mezzo dei Suoi antichi profeti. Nel 1823 d.C. questo stesso Moroni, che allora era un personaggio risorto, apparve al profeta Joseph Smith e in seguito gli consegnò le tavole incise.

 

9          Nota riguardo alla presente edizione: alcuni lievi errori del testo si sono perpetuati nelle passate edizioni del Libro di Mormon pubblicate in inglese. La presente edizione contiene le correzioni che sono state ritenute opportune per conformare il testo ai manoscritti precedenti la pubblicazione e alle prime edizioni curate dal profeta Joseph Smith.

 

 

 

NOMI E ORDINE DEI LIBRI NEL

LIBRO DI MORMON

 

Nome

 

Primo Libro di Nefi

 

Secondo Libro di Nefi

 

Libro di Giacobbe.

 

Libro di Enos

 

Libro di Giarom

 

Libro di Omni

 

Parole di Mormon

 

Libro di Mosia

 

Libro di Alma

 

Libro di Helaman

 

Terzo Nefi

 

Quarto Nefi

 

Libro di Mormon

 

Libro di Ether

 

Libro di Moroni

 

 

 

 

 

 

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IL PRIMO LIBRO DI

NEFI

SUO REGNO E SUO MINISTERO

 

Capitoli:

1  2  3  4  5  6  7  8  9  10

11  12  13  14  15  16  17  18  19  20

21  22

 

Racconto di Lehi, di sua moglie Saria e dei suoi quattro figli, chiamati (cominciando dal maggiore) Laman, Lemuele, Sam e Nefi. Il Signore avverte Lehi di allontanarsi dalla terra di Gerusalemme, perché egli profetizza al popolo riguardo alla loro iniquità, ed essi cercano di togliergli la vita. Viaggia con la sua famiglia per tre giorni nel deserto. Nefi prende con sé i suoi fratelli e ritorna alla terra di Gerusalemme per prendere gli annali dei Giudei. Il racconto delle loro sofferenze. Prendono in moglie le figlie di Ismaele. Prendono con sé le loro famiglie e si inoltrano nel deserto. Loro sofferenze e afflizioni nel deserto. Itinerario dei loro viaggi. Arrivano alle grandi acque. I fratelli di Nefi si ribellano contro di lui. Egli li confonde e costruisce una nave. Chiamano tale località Abbondanza. Attraversano le grandi acque, giungono alla terra promessa, e così via. Ciò è secondo il racconto di Nefi; o, in altre parole, io, Nefi, ho scritto questa storia.

 

 CAPITOLO 1

 

Nefi inizia la storia del suo popolo — Lehi vede in visione una colonna di fuoco e legge da un libro di profezie — Loda Dio, predice la venuta del Messia e profetizza la distruzione di Gerusalemme — È perseguitato dai Giudei. Circa 600 a.C.

 

1  IO, Nefi, essendo nato da buoni genitori, ho dunque ricevuto qualche istruzione in tutto il sapere di mio padre; e avendo visto molte afflizioni nel corso dei miei giorni, nondimeno, essendo stato grandemente favorito dal Signore durante tutti i miei giorni; sì, avendo avuto una grande conoscenza della bontà e dei misteri di Dio, faccio dunque una storia delle mie azioni nei miei giorni.

2  Sì, faccio una storia nella lingua di mio padre, che consiste del sapere dei Giudei e del linguaggio degli Egiziani.

3  E io so che la storia che faccio è vera; e la faccio di mia propria mano, e la faccio secondo la mia conoscenza.

4  Poiché ciò avvenne all'inizio del primo anno del regno di Sedechia, re di Giuda (avendo mio padre Lehi vissuto tutti i suoi giorni a Gerusalemme); e in quel medesimo anno vennero molti profeti, profetizzando al popolo che dovevano pentirsi, o la grande città di Gerusalemme doveva essere distrutta.

5  Avvenne pertanto che mio padre Lehi essendo uscito pregò il Signore, sì, proprio con tutto il cuore, a favore del suo popolo.

6  E avvenne che, mentre pregava il Signore, venne una colonna di fuoco e si posò su una roccia davanti a lui; ed egli vide e udì molte cose; e a causa delle cose che vide e udì, fremette e tremò grandemente.

7  E avvenne che egli ritornò a casa sua a Gerusalemme e si gettò sul letto, essendo sopraffatto dallo Spirito e dalle cose che aveva visto.

8  Ed essendo così sopraffatto dallo Spirito, fu rapito in visione; sì che vide i cieli aprirsi e credette di vedere Dio assiso sul suo trono, circondato da un concorso innumerevole di angeli nell'atto di cantare e di lodare il loro Dio.

9  E avvenne che vide Uno scendere dal mezzo del cielo, e vide che il suo fulgore era superiore a quello del sole a mezzogiorno.

10  E vide pure altri dodici che lo seguivano, e il loro splendore superava quello delle stelle del firmamento.

11  Ed essi scesero e avanzarono sulla faccia della terra; e il primo venne e stette dinanzi a mio padre, gli dette un libro e lo esortò a leggere.

12  E avvenne che mentre leggeva fu riempito dello Spirito del Signore.

13  Ed egli lesse, dicendo: Guai, guai a Gerusalemme, poiché ho veduto le tue abominazioni! Sì, e molte cose lesse mio padre riguardo a Gerusalemme: ch'essa sarebbe stata distrutta con i suoi abitanti; molti sarebbero periti di spada e molti sarebbero stati portati schiavi a Babilonia.

14  E avvenne che quando mio padre ebbe letto e visto molte cose grandi e meravigliose, proruppe in grandi esclamazioni verso il Signore, quali: Grandi e meravigliose sono le tue opere, o Signore Iddio Onnipotente! Il tuo trono è alto nei cieli, il tuo potere, la tua bontà e la tua misericordia sono su tutti gli abitanti della terra; e poiché tu sei misericordioso non permetterai che coloro che vengono a te periscano!

15  E in questo modo si esprimeva mio padre nel lodare il suo Dio; poiché la sua anima gioiva e tutto il suo cuore era ricolmo a motivo delle cose che aveva veduto, sì, che il Signore gli aveva mostrato.

16  Ed ora io, Nefi, non faccio un racconto completo delle cose che ha scritto mio padre, poiché egli ha scritto molte cose che vide in visioni e in sogni; e ha scritto pure molte cose che profetizzò e disse ai suoi figli, delle quali non farò un racconto completo.

17  Ma farò un racconto delle mie azioni nei miei giorni. Ecco, faccio un riassunto della storia di mio padre, su tavole che ho fabbricato con le mie proprie mani; pertanto, dopo aver riassunto la storia di mio padre, farò allora un racconto della mia vita.

18  Vorrei dunque che sapeste che, dopo che il Signore ebbe mostrato a mio padre Lehi tante cose meravigliose, sì, riguardo alla distruzione di Gerusalemme, ecco che egli si fece avanti tra il popolo e cominciò a profetizzare e a proclamare loro le cose che aveva sia visto che udito.

19  E avvenne che i Giudei si burlarono di lui, a causa delle cose che egli attestava a loro riguardo; poiché egli attestava in verità la loro malvagità e le loro abominazioni; e attestava che le cose che aveva visto e udito, e anche le cose che aveva letto nel libro, manifestavano chiaramente la venuta di un Messia e anche la redenzione del mondo.

20  E quando i Giudei udirono queste cose, si adirarono con lui; sì, proprio come con gli antichi profeti che essi avevano scacciato, lapidato e ucciso; e cercarono pure di togliergli la vita per liberarsene. Ma ecco, io, Nefi, vi mostrerò che la tenera misericordia del Signore è su tutti coloro che egli ha scelto, a motivo della loro fede, per renderli potenti, finanche al potere di liberazione.

 

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 CAPITOLO 2

 

Lehi porta la sua famiglia nel deserto, verso il Mar Rosso — Abbandonano le loro proprietà — Lehi offre un sacrificio al Signore e insegna ai suoi figli a obbedire ai comandamenti — Laman e Lemuele mormorano contro il loro padre — Nefi è obbediente e prega con fede; il Signore gli parla, ed egli è scelto per governare sui suoi fratelli. Circa 600 a.C.

 

1  POICHÉ ecco, avvenne che il Signore parlò a mio padre, sì, in sogno, e gli disse: Benedetto sei tu, Lehi, a motivo delle cose che hai fatto; e poiché sei stato fedele e hai proclamato a questo popolo le cose che io ti ho comandato, ecco, essi cercano di toglierti la vita.

2  E avvenne che il Signore comandò a mio padre, sì, in sogno, di prendere la sua famiglia e di partire inoltrandosi nel deserto.

3  E avvenne che egli fu obbediente alla parola del Signore, pertanto fece come il Signore gli aveva comandato.

4  E avvenne che egli si inoltrò nel deserto. E lasciò la sua casa, la terra della sua eredità, il suo oro, il suo argento e le sue cose preziose e non prese nulla con sé, salvo la sua famiglia, provviste e tende, e si inoltrò nel deserto.

5  E scese lungo i confini presso la riva del Mar Rosso; e viaggiò nel deserto entro i confini che sono più vicini al Mar Rosso; e viaggiò nel deserto con la sua famiglia che consisteva di mia madre Saria e dei miei fratelli maggiori, che erano Laman, Lemuele e Sam.

6  E avvenne che, quando ebbe viaggiato per tre giorni nel deserto, egli piantò la sua tenda in una valle, presso la sponda di un fiume d'acqua.

7  E avvenne che costruì un altare di pietre, fece un'offerta al Signore e rese grazie al Signore nostro Dio.

8  E avvenne che diede a quel fiume il nome Laman, ed esso si gettava nel Mar Rosso; e la valle era ai confini presso la sua foce.

9  E quando mio padre vide che le acque del fiume si gettavano nella distesa del Mar Rosso, parlò a Laman, dicendo: Oh, possa tu essere come questo fiume e scorrere continuamente verso la fonte di ogni rettitudine!

10  E parlò anche a Lemuele: Oh, possa tu essere come questa valle, fermo e perseverante, e incrollabile nell'obbedire ai comandamenti del Signore!

11  Ora, egli disse ciò a causa della caparbietà di Laman e di Lemuele; poiché, ecco, essi mormoravano per molte cose contro il loro padre, perché era un visionario e li aveva condotti fuori dalla terra di Gerusalemme, per abbandonare la terra della loro eredità, il loro oro, il loro argento e le loro cose preziose, per perire nel deserto. E aveva fatto questo, essi dicevano, per le assurde immaginazioni del suo cuore.

12  E così Laman e Lemuele, che erano i maggiori, mormoravano contro il loro padre. E mormoravano perché non conoscevano le vie di quel Dio che li aveva creati.

13  Neppure credevano che Gerusalemme, la grande città, potesse essere distrutta, secondo le parole dei profeti. Ed essi erano come i Giudei che erano a Gerusalemme, che cercarono di togliere la vita a mio padre.

14  E avvenne che mio padre parlò loro nella valle di Lemuele, con potere, essendo riempito dello Spirito, finché essi tremarono in tutto il loro corpo in sua presenza. Ed egli li confuse, cosicché non osarono più proferire parola contro di lui; pertanto essi fecero come egli comandò loro.

15  E mio padre dimorava in una tenda.

16  E avvenne che io, Nefi, essendo molto giovane, e tuttavia alto di statura, e avendo anche gran desiderio di conoscere i misteri di Dio, invocai pertanto il Signore; ed ecco, egli mi visitò e intenerì il mio cuore, cosicché credetti a tutte le parole che erano state dette da mio padre; pertanto non mi ribellai contro di lui come i miei fratelli.

17  E parlai a Sam, facendogli conoscere le cose che il Signore mi aveva manifestato per mezzo del suo Santo Spirito. E avvenne che egli credette alle mie parole.

18  Ma ecco, Laman e Lemuele non vollero dare ascolto alle mie parole; e io, essendo addolorato per la durezza del loro cuore, alzai per loro la mia voce al Signore.

19  E avvenne che il Signore mi parlò, dicendo: Benedetto sei tu, Nefi, a motivo della tua fede, poiché tu mi hai cercato diligentemente, con umiltà di cuore.

20  E inquantoché voi obbedirete ai miei comandamenti, prospererete e sarete condotti a una terra promessa; sì, proprio una terra che ho preparato per voi; sì, una terra che è scelta sopra tutte le altre terre.

21  E inquantoché i tuoi fratelli si ribelleranno contro di te, essi saranno recisi dalla presenza del Signore.

22  E inquantoché tu obbedirai ai miei comandamenti, sarai fatto governatore e insegnante sui tuoi fratelli.

23  Poiché ecco, nel giorno in cui essi si ribelleranno contro di me, io li maledirò, sì, con una grave maledizione, ed essi non avranno alcun potere sulla tua posterità, a meno che essi pure si ribellino contro di me.

24  E se accadrà che si ribellino contro di me, essi saranno un flagello per la tua posterità, per spronarli sul cammino della rimembranza.

 

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 CAPITOLO 3

 

I figli di Lehi ritornano a Gerusalemme per ottenere le tavole di bronzo — Labano rifiuta di consegnare le tavole — Nefi esorta e incoraggia i suoi fratelli — Labano ruba i loro beni e cerca di ucciderli — Laman e Lemuele percuotono Nefi e Sam e sono rimproverati da un angelo. Circa 600–592 a.C.

 

1  E AVVENNE che io, Nefi, dopo aver parlato col Signore, ritornai alla tenda di mio padre.

2  E avvenne che egli mi parlò, dicendo: Ecco, ho fatto un sogno, in cui il Signore mi ha comandato che tu e i tuoi fratelli torniate a Gerusalemme.

3  Poiché ecco, Labano ha la storia dei Giudei e anche una genealogia dei miei antenati, ed esse sono incise su tavole di bronzo.

4  Pertanto il Signore mi ha comandato che tu e i tuoi fratelli andiate alla casa di Labano, cerchiate gli annali e li portiate quaggiù nel deserto.

5  Ed ora, ecco i tuoi fratelli mormorano, dicendo che è arduo ciò che ho richiesto loro; ma, ecco, non sono io che l'ho richiesto loro, ma è un comandamento del Signore.

6  Va' dunque, figlio mio, e sarai favorito dal Signore, perché non hai mormorato.

7  E avvenne che io, Nefi, dissi a mio padre: Andrò e farò le cose che il Signore ha comandato, poiché so che il Signore non dà alcun comandamento ai figlioli degli uomini senza preparare loro una via affinché possano compiere quello che egli comanda loro.

8  E avvenne che quando mio padre ebbe udito queste parole, fu sommamente lieto, poiché seppe che ero stato benedetto dal Signore.

9  E io, Nefi, e i miei fratelli iniziammo il viaggio nel deserto, con le nostre tende, per salire alla terra di Gerusalemme.

10  E avvenne che quando fummo saliti alla terra di Gerusalemme, io e i miei fratelli ci consultammo l'un l'altro.

11  E tirammo a sorte chi di noi dovesse entrare nella casa di Labano. E avvenne che la sorte cadde su Laman; e Laman entrò nella casa di Labano, e gli parlò mentre egli era seduto in casa sua.

12  E chiese a Labano gli annali che erano incisi sulle tavole di bronzo, che contenevano la genealogia di mio padre.

13  Ed ecco, avvenne che Labano si adirò e lo scacciò dalla sua presenza, e non volle che egli entrasse in possesso degli annali. Pertanto gli disse: Ecco, tu sei un ladro, e io ti ucciderò.

14  Ma Laman fuggì dalla sua presenza, e ci raccontò le cose che Labano aveva fatto. E noi cominciammo a essere sommamente addolorati, e i miei fratelli erano sul punto di ritornare da mio padre, nel deserto.

15  Ma ecco, io dissi loro: Come il Signore vive e come noi viviamo, non scenderemo da nostro padre, nel deserto, finché non avremo compiuto ciò che il Signore ci ha comandato.

16  Pertanto siamo fedeli nell'obbedire ai comandamenti del Signore; scendiamo dunque alla terra di eredità di nostro padre, poiché ecco, egli ha lasciato oro, argento e ogni sorta di ricchezze. E tutto ciò egli ha fatto a motivo dei comandamenti del Signore.

17  Poiché sapeva che Gerusalemme deve essere distrutta, a causa della malvagità del popolo.

18  Poiché ecco, essi hanno rigettato le parole dei profeti. Pertanto, se mio padre avesse dimorato nel paese dopo che gli era stato comandato di fuggirne, ecco avrebbe dovuto perire anche lui. Pertanto è necessario che egli fugga dal paese.

19  Ed ecco, è secondo la saggezza di Dio che noi otteniamo questi annali, per poter preservare per i nostri figlioli il linguaggio dei nostri padri.

20  E perché possiamo anche preservare per loro le parole che sono state dette dalla bocca di tutti i santi profeti, che sono state comunicate loro mediante lo Spirito e il potere di Dio, da quando il mondo ebbe inizio, sì, fino al tempo presente.

21  E avvenne che parlando in questo modo io persuasi i miei fratelli a restar fedeli nell'obbedire ai comandamenti di Dio.

22  E avvenne che scendemmo alla terra della nostra eredità, e mettemmo assieme il nostro oro, il nostro argento e le nostre cose preziose.

23  E dopo aver messo assieme queste cose, salimmo di nuovo alla casa di Labano.

24  E avvenne che entrammo da Labano, e gli chiedemmo di darci gli annali che erano incisi sulle tavole di bronzo, per i quali gli avremmo dato il nostro oro, il nostro argento e tutte le nostre cose preziose.

25  E avvenne che quando Labano vide i nostri beni, e che essi erano assai cospicui, li bramò a tal punto che ci scacciò e mandò i suoi servi ad ucciderci per potersi impadronire dei nostri beni.

26  E avvenne che fuggimmo davanti ai servi di Labano e fummo costretti ad abbandonare i nostri beni, che caddero nelle mani di Labano.

27  E avvenne che fuggimmo nel deserto, e i servi di Labano non ci raggiunsero, e ci nascondemmo nella cavità di una roccia.

28  E avvenne che Laman si adirò contro di me e anche contro mio padre; e così pure Lemuele, poiché dava ascolto alle parole di Laman. Pertanto Laman e Lemuele dissero molte parole dure a noi, loro fratelli minori, e ci percossero perfino con un bastone.

29  E avvenne che, mentre ci percuotevano con un bastone, ecco che un angelo del Signore venne e stette dinanzi a loro, e parlò loro dicendo: Perché percuotete il vostro fratello minore con un bastone? Non sapete che il Signore l'ha scelto per essere governatore su di voi, e ciò a causa delle vostre iniquità? Ecco, salirete di nuovo a Gerusalemme, e il Signore metterà Labano nelle vostre mani.

30  E dopo che l'angelo ci ebbe parlato, se ne andò.

31  E dopo che l'angelo se ne fu andato, Laman e Lemuele cominciarono di nuovo a mormorare, dicendo: Come è possibile che il Signore metta Labano nelle nostre mani? Ecco, egli è un uomo potente, e può comandare a cinquanta, sì, e può anche ucciderne cinquanta; allora perché non noi?

 

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 CAPITOLO 4

 

Nefi uccide Labano su comando del Signore e poi si impossessa delle tavole di bronzo mediante uno stratagemma — Zoram sceglie di unirsi alla famiglia di Lehi nel deserto. Circa 600–592 a.C.

 

1  E AVVENNE che parlai ai miei fratelli, dicendo: Saliamo di nuovo a Gerusalemme e siamo fedeli nell'obbedire ai comandamenti del Signore; poiché ecco, egli è più potente di tutta la terra; allora, perché non più potente di Labano e dei suoi cinquanta, sì, o anche delle sue decine di migliaia?

2  Saliamo dunque. Siamo forti come Mosè! Poiché in verità egli parlò alle acque del Mar Rosso ed esse si divisero di qua e di là, e i nostri padri le attraversarono, uscendo dalla schiavitù, su terra asciutta, e gli eserciti di Faraone li seguirono e furono annegati nelle acque del Mar Rosso.

3  Ora, ecco, sapete che ciò è vero; e voi sapete pure che un angelo vi ha parlato; potete pertanto dubitare? Saliamo! Il Signore è in grado di liberarci, proprio come i nostri padri, e di distruggere Labano, proprio come gli Egiziani.

4  Ora, quando ebbi detto queste parole, essi erano ancora adirati, e continuavano ancora a mormorare; nondimeno, mi seguirono finché giungemmo sotto le mura di Gerusalemme.

5  Ed era notte; e li feci nascondere fuori delle mura. E dopo che si furono nascosti, io, Nefi, entrai furtivamente nella città e mi diressi verso la casa di Labano.

6  Ed ero guidato dallo Spirito, non sapendo in anticipo ciò che avrei fatto.

7  Nondimeno avanzai, e quando giunsi vicino alla casa di Labano vidi un uomo che era caduto a terra davanti a me, poiché era ebbro di vino.

8  E quando mi fui avvicinato, mi accorsi che era Labano.

9  E vidi la sua spada, e la estrassi dal fodero; la sua impugnatura era d'oro puro, e di fattura sommamente raffinata; e vidi che la sua lama era del più prezioso acciaio.

10  E avvenne che fui spinto dallo Spirito a uccidere Labano; ma dissi in cuor mio: Giammai ho versato sangue umano. E mi ritrassi, e avrei voluto poter evitare di ucciderlo.

11  E lo Spirito mi disse di nuovo: Ecco, il Signore l'ha messo nelle tue mani. Sì, e io sapevo pure che aveva tentato di togliermi la vita; e sì, non voleva dare ascolto ai comandamenti del Signore; e ci aveva anche sottratto i nostri beni.

12  E avvenne che lo Spirito mi disse di nuovo: Uccidilo, poiché il Signore l'ha messo nelle tue mani;

13  Ecco, il Signore uccide i malvagi per raggiungere i suoi giusti propositi. È meglio che un sol uomo perisca, piuttosto che una nazione degeneri e perisca nell'incredulità.

14  Ed ora, quando io, Nefi, ebbi udito queste parole, ricordai le parole del Signore, che egli mi rivolse nel deserto, dicendo: Inquantoché la tua progenie obbedirà ai miei comandamenti, essa prospererà nella terra di promessa.

15  Sì, e pensai pure che essi non avrebbero potuto obbedire ai comandamenti del Signore secondo la legge di Mosè, se non avessero avuto la legge.

16  E sapevo anche che la legge era incisa sulle tavole di bronzo.

17  E ancora, sapevo che il Signore aveva messo Labano nelle mie mani per questo scopo: affinché potessi ottenere gli annali secondo i suoi comandamenti.

18  Obbedii dunque alla voce dello Spirito, e presi Labano per i capelli, e gli tagliai la testa con la sua stessa spada.

19  E dopo che gli ebbi tagliato la testa con la sua stessa spada, presi gli abiti di Labano e me ne rivestii, sì, proprio in ogni particolare, e mi cinsi i fianchi della sua armatura.

20  E dopo che ebbi fatto ciò, avanzai verso la tesoreria di Labano. E mentre mi avvicinavo alla tesoreria di Labano ecco, vidi il servo di Labano che aveva le chiavi della tesoreria. E gli comandai con la voce di Labano di entrare con me nella tesoreria.

21  Ed egli credette che fossi il suo padrone, Labano, poiché vide i vestiti e anche la spada di cui mi ero cinto i fianchi.

22  E mi parlò a riguardo degli anziani dei Giudei, sapendo che il suo padrone, Labano, era stato tra loro durante la notte.

23  E io gli parlai come se fossi stato Labano.

24  E gli dissi anche che dovevo portare le incisioni che erano sulle tavole di bronzo ai miei fratelli maggiori che stavano fuori delle mura.

25  E gli ordinai pure di seguirmi.

            2  Ed egli, credendo che parlassi dei fratelli della chiesa, e che io fossi veramente quel Labano che avevo ucciso, pertanto mi seguì.

27  E mi parlò molte volte riguardo agli anziani dei Giudei, mentre mi dirigevo verso i miei fratelli, che stavano fuori delle mura.

28  E avvenne che quando Laman mi vide fu molto spaventato, come pure Lemuele e Sam. Ed essi fuggirono dalla mia presenza, poiché credevano che io fossi Labano, che egli mi avesse ucciso e che cercasse di togliere la vita anche a loro.

29  E avvenne che io li chiamai, ed essi mi udirono; cessarono pertanto di fuggire dalla mia presenza.

30  E avvenne che quando il servo di Labano vide i miei fratelli, cominciò a tremare, ed era sul punto di fuggire dal mio cospetto e di tornare alla città di Gerusalemme.

31  Ed ora io, Nefi, essendo un uomo alto di statura e avendo anche ricevuto dal Signore molta forza, afferrai dunque il servo di Labano e lo trattenni, affinché non fuggisse.

32  E avvenne che gli dissi che se avesse dato ascolto alle mie parole, come il Signore vive e come io vivo, così, se avesse dato ascolto alle nostre parole, gli avremmo risparmiato la vita.

33  E gli dissi, anche, con un giuramento, che non doveva temere; che sarebbe stato un uomo libero come noi, se fosse sceso nel deserto con noi.

34  E gli parlai pure dicendo: Certamente è il Signore che ci ha comandato di fare questo; e non saremo noi diligenti nell'obbedire ai comandamenti del Signore? Se tu dunque scenderai nel deserto da mio padre, avrai un posto fra noi.

35  E avvenne che Zoram prese coraggio alle parole che dissi. Ora, Zoram era il nome del servo; ed egli promise che sarebbe sceso nel deserto, da nostro padre. Sì, e ci fece anche un giuramento che da quel momento in poi sarebbe rimasto con noi.

36  Ora, noi desideravamo che egli rimanesse con noi per questo motivo: affinché i Giudei non sapessero della nostra fuga nel deserto, per paura che ci inseguissero e ci annientassero.

37  E avvenne che quando Zoram ci ebbe fatto un giuramento, i nostri timori a suo riguardo cessarono.

38  E avvenne che prendemmo le tavole di bronzo e il servo di Labano, e ci inoltrammo nel deserto, e viaggiammo verso la tenda di nostro padre.

 

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 CAPITOLO 5

 

Saria si lamenta con Lehi — Entrambi gioiscono per il ritorno dei loro figli — Offrono sacrifici — Le tavole di bronzo contengono scritti di Mosè e dei profeti — Le tavole identificano Lehi come discendente di Giuseppe — Lehi profetizza riguardo alla sua posterità e alla preservazione delle tavole. Circa 600–592 a.C.

 

1  E AVVENNE che dopo che fummo scesi nel deserto da nostro padre, ecco, egli fu ricolmo di gioia, e anche mia madre Saria fu grandemente lieta, poiché in verità aveva fatto cordoglio a causa nostra.

2  Poiché ella aveva creduto che fossimo periti nel deserto; e si era anche lamentata con mio padre, dicendogli che era un visionario, dicendo: Ecco, ci hai condotti fuori dalla terra della nostra eredità, e i miei figli non sono più, e noi periamo nel deserto.

3  E con espressioni di questo tipo, mia madre si era lamentata con mio padre.

4  Ed era avvenuto che mio padre le aveva parlato, dicendo: So di essere un uomo che ha visioni; poiché, se non avessi veduto in visione le cose di Dio, non avrei conosciuto la bontà di Dio, ma sarei rimasto a Gerusalemme, e sarei perito con i miei fratelli.

5  Ma ecco, io ho ottenuto una terra di promessa. Di tutte queste cose io veramente gioisco; sì, e io so che il Signore libererà i miei figli dalle mani di Labano e li porterà di nuovo da noi giù nel deserto.

6  Ed è con queste parole che mio padre Lehi consolò mia madre Saria a nostro riguardo, mentre noi viaggiavamo nel deserto salendo alla terra di Gerusalemme per ottenere gli annali dei Giudei.

7  E quando fummo tornati alla tenda di mio padre, ecco, la loro gioia fu completa, e mia madre fu consolata.

8  Ed ella parlò dicendo: Ora so con certezza che il Signore ha comandato a mio marito di fuggire nel deserto; sì, e so pure con certezza che il Signore ha protetto i miei figli, e li ha liberati dalle mani di Labano, e ha dato loro il potere mediante il quale potessero compiere ciò che il Signore ha loro comandato. E in questo modo si esprimeva.

9  E avvenne che essi gioirono grandemente, e offrirono un sacrificio e degli olocausti al Signore; e resero grazie al Dio d'Israele.

10  E dopo che ebbero reso grazie al Dio d'Israele, mio padre Lehi prese gli annali che erano incisi sulle tavole di bronzo e li esaminò dall'inizio.

11  E vide che essi contenevano i cinque libri di Mosè, che davano un racconto della creazione del mondo e anche di Adamo e Eva, che furono i nostri primi genitori.

12  E anche una storia dei Giudei, dal principio fino all'inizio del regno di Sedechia, re di Giuda.

13  E anche le profezie dei santi profeti, dal principio fino all'inizio del regno di Sedechia; e anche molte profezie che erano state fatte per bocca di Geremia.

14  E avvenne che mio padre Lehi trovò pure sulle tavole di bronzo una genealogia dei suoi padri; pertanto apprese di essere un discendente di Giuseppe; sì, proprio quel Giuseppe che era figlio di Giacobbe, che fu venduto in Egitto e che fu preservato dalla mano del Signore perché potesse preservare suo padre Giacobbe e tutta la sua casa dalla morte per carestia.

15  E furono pure condotti fuori dalla schiavitù e dalla terra d'Egitto da quello stesso Dio che li aveva preservati.

16  E così mio padre Lehi scoprì la genealogia dei suoi padri. E anche Labano era un discendente di Giuseppe, pertanto lui e i suoi padri avevano tenuto gli annali.

17  Ed ora, quando mio padre vide tutte queste cose, fu riempito dello Spirito, e cominciò a profetizzare riguardo alla sua posterità —

18  Che queste tavole di bronzo sarebbero andate a tutte le nazioni, tribù, lingue e popoli che erano della sua posterità.

19  Pertanto disse che queste tavole di bronzo non sarebbero state mai distrutte, né sarebbero state mai logorate dal tempo. Ed egli profetizzò molte cose riguardo alla sua posterità.

20  E avvenne che fino ad allora io e mio padre avevamo obbedito ai comandamenti che il Signore ci aveva dato.

21  E avevamo ottenuto gli annali che il Signore ci aveva comandato; e li avevamo esaminati e trovato che ci erano indispensabili, sì, proprio di grandissimo valore per noi, tanto che avremmo potuto preservare i comandamenti del Signore per i nostri figlioli.

22  Pertanto era nella saggezza del Signore che li portassimo con noi, nel nostro viaggio nel deserto verso la terra di promessa.

 

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 CAPITOLO 6

 

Nefi scrive delle cose di Dio — Lo scopo di Nefi è persuadere gli uomini a venire al Dio di Abrahamo ed essere salvati. Circa 600–592 a.C.

 

1  ED ora io, Nefi, non do la genealogia dei miei padri in questa parte dei miei annali; né la darò mai in seguito su queste tavole che sto scrivendo; poiché è data negli annali che sono stati tenuti da mio padre; pertanto non la scrivo in quest'opera.

2  Poiché è sufficiente che io dica che siamo discendenti di Giuseppe.

3  E non mi importa di essere dettagliato nel fare un racconto completo di tutte le cose di mio padre, poiché esse non possono essere scritte su queste tavole; poiché io desidero spazio per poter scrivere delle cose di Dio.

4  Poiché il mio pieno intento è che io possa persuadere gli uomini a venire al Dio di Abrahamo, al Dio d'Isacco e al Dio di Giacobbe, per essere salvati.

5  Pertanto non scrivo le cose che piacciono al mondo, ma le cose che piacciono a Dio e a coloro che non sono del mondo.

6  Pertanto darò alla mia posterità il comandamento di non occupare queste tavole con cose che non hanno valore per i figlioli degli uomini.

 

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 CAPITOLO 7

 

I figli di Lehi tornano a Gerusalemme e convincono Ismaele e il suo casato a unirsi a loro nel loro viaggio — Laman e altri si ribellano — Nefi esorta i suoi fratelli ad avere fede nel Signore — Lo legano con delle corde e complottano di ucciderlo — Egli è liberato per il potere della fede — I suoi fratelli chiedono perdono — Lehi e il suo gruppo offrono un sacrificio e degli olocausti.  Circa 600–592 a.C.

 

1  ED ora vorrei che sapeste che, dopo che mio padre Lehi ebbe cessato di profetizzare riguardo alla sua posterità, avvenne che il Signore gli parlò di nuovo, dicendo che non era opportuno che egli, Lehi, conducesse la sua famiglia da sola nel deserto; ma che era opportuno che i suoi figli prendessero moglie, perché potessero suscitare una stirpe al Signore, nella terra di promessa.

2  E avvenne che il Signore gli comandò che io, Nefi, e i miei fratelli tornassimo di nuovo alla terra di Gerusalemme e conducessimo giù nel deserto Ismaele e la sua famiglia.

3  E avvenne che io, Nefi, mi inoltrai di nuovo nel deserto con i miei fratelli per salire a Gerusalemme.

4  E avvenne che salimmo alla casa di Ismaele, e trovammo favore agli occhi di Ismaele, tanto che gli riferimmo le parole del Signore.

5  E avvenne che il Signore intenerì il cuore di Ismaele e anche del suo casato, tanto che essi si misero in viaggio con noi nel deserto giù verso la tenda di nostro padre.

6  E avvenne che, mentre viaggiavamo nel deserto, ecco, Laman e Lemuele, due delle figlie di Ismaele e i due figli di Ismaele e le loro famiglie si ribellarono contro di noi; sì, contro me, Nefi, e Sam, il loro padre Ismaele e sua moglie e le sue altre tre figlie.

7  E avvenne in quella ribellione, che essi desideravano tornare alla terra di Gerusalemme.

8  Ed ora io, Nefi, essendo afflitto per la durezza del loro cuore, parlai dunque loro, dicendo, sì, proprio a Laman e a Lemuele: Ecco, voi siete i miei fratelli maggiori, e come mai siete così duri nel vostro cuore e così ciechi nella vostra mente da aver bisogno che io, vostro fratello minore, vi parli, sì, e sia di esempio per voi?

9  Come mai non avete dato ascolto alla parola del Signore?

10  Come mai avete dimenticato di aver visto un angelo del Signore?

11  Sì, e come mai avete dimenticato quali grandi cose il Signore ha fatto per noi, liberandoci dalle mani di Labano e anche facendoci ottenere gli annali?

12  Sì, e come mai avete dimenticato che il Signore è in grado di fare ogni cosa secondo la sua volontà, per i figlioli degli uomini, se accadrà che essi eserciteranno fede in lui? Siamogli pertanto fedeli.

13  E se accadrà che gli saremo fedeli, otterremo la terra di promessa; e un giorno saprete che la parola del Signore sarà adempiuta riguardo alla distruzione di Gerusalemme; poiché tutte le cose che il Signore ha detto riguardo alla distruzione di Gerusalemme dovranno essere adempiute.

14  Poiché ecco, lo Spirito del Signore cesserà presto di lottare con loro; poiché ecco, hanno rigettato i profeti e Geremia lo hanno gettato in prigione. E hanno cercato di togliere la vita a mio padre, tanto che lo hanno cacciato fuori dal paese.

15  Ora ecco, io vi dico che se tornerete a Gerusalemme, voi pure perirete con loro. Ed ora, se avete scelto, salite al paese e rammentate le parole che vi dico, che se andate voi pure perirete; poiché così lo Spirito del Signore mi spinge a parlare.

16  E avvenne che quando io, Nefi, ebbi detto queste parole ai miei fratelli, essi si adirarono contro di me. E avvenne che mi misero le mani addosso, poiché ecco, erano sommamente adirati, e mi legarono con delle corde poiché cercavano di togliermi la vita, per potermi lasciare nel deserto per essere divorato dalle bestie feroci.

17  Ma avvenne che io pregai il Signore, dicendo: O Signore, secondo la mia fede che è in te, liberami dalle mani dei miei fratelli; sì, anzi, dammi la forza di strappare questi legami con cui sono legato.

18  E avvenne che quando ebbi detto queste parole, ecco i legami si sciolsero dalle mie mani e dai miei piedi, e mi alzai dinanzi ai miei fratelli e parlai loro di nuovo.

19  E avvenne che essi si adirarono di nuovo contro di me e cercarono di mettermi le mani addosso; ma ecco, una delle figlie di Ismaele, sì, e anche sua madre e uno dei figli di Ismaele, implorarono i miei fratelli al punto che intenerirono il loro cuore; ed essi smisero di tentare di togliermi la vita.

20  E avvenne che essi furono addolorati a causa della loro malvagità, tanto che si prostrarono dinanzi a me e mi implorarono di perdonarli per ciò che avevano fatto contro di me.

21  E avvenne che io perdonai loro sinceramente tutto ciò che avevano fatto e li esortai a pregare il Signore loro Dio per ottenere il perdono. E avvenne che fecero così. E dopo che ebbero finito di pregare il Signore, ci mettemmo di nuovo in cammino verso la tenda di nostro padre.

22  E avvenne che scendemmo alla tenda di nostro padre. E dopo che io, i miei fratelli e tutto il casato di Ismaele fummo scesi alla tenda di mio padre, essi resero grazie al Signore loro Dio e gli offrirono un sacrificio e degli olocausti.

 

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 CAPITOLO 8

 

Lehi ha una visione dell'albero della vita — Egli mangia del suo frutto e desidera che la sua famiglia faccia altrettanto — Egli vede una verga di ferro, un sentiero stretto e angusto e brume tenebrose che avvolgono gli uomini — Saria, Nefi e Sam mangiano del frutto, ma Laman e Lemuele si rifiutano. Circa 600–592 a.C.

 

1  E AVVENNE che avevamo messo assieme ogni sorta di sementi di ogni specie sia di cereali di ogni specie che anche di semi di frutti di ogni specie.

2  E avvenne che mentre mio padre soggiornava nel deserto, ci parlò, dicendo: Ecco, ho avuto un sogno, o, in altre parole, ho avuto una visione.

3  Ed ecco, a causa di ciò che ho veduto, ho ragione di gioire nel Signore a motivo di Nefi, e anche di Sam; poiché ho ragione di supporre che essi e anche molti della loro posterità saranno salvati.

4  Ma ecco, Laman e Lemuele, temo grandemente per voi; poiché ecco, mi è parso di aver visto nel mio sogno un deserto oscuro e desolato.

5  E avvenne che io vidi un uomo, ed era vestito di una veste bianca; ed egli venne e stette dinanzi a me.

6  E avvenne che mi parlò e mi esortò a seguirlo.

7  E avvenne che, mentre lo seguivo, vidi che mi trovavo in una landa oscura e desolata.

8  E dopo aver viaggiato per lo spazio di molte ore nelle tenebre, cominciai a pregare il Signore affinché avesse misericordia di me, secondo la moltitudine delle sue tenere misericordie.

9  E avvenne che dopo che ebbi pregato il Signore, vidi un campo vasto e spazioso.

10  E avvenne che vidi un albero, il cui frutto era desiderabile per rendere felici.

11  E avvenne che andai innanzi e mangiai del suo frutto, e vidi che era dolcissimo più di ogni altro che avessi mai assaggiato prima. Sì, e vidi che il frutto era bianco, da superare ogni candore che avessi mai visto.

12  E come mangiai del frutto, esso riempì la mia anima d'una immensa gioia; pertanto cominciai a desiderare che anche la mia famiglia ne mangiasse; poiché sapevo che era desiderabile più di ogni altro frutto.

13  E mentre volgevo lo sguardo attorno, per poter forse scorgere anche la mia famiglia, vidi un fiume d'acqua; e scorreva là accanto, ed era vicino all'albero del quale stavo mangiando il frutto.

14  E guardai per vedere donde venisse; e ne vidi la sorgente poco distante; e alla sua sorgente vidi vostra madre Saria, e Sam e Nefi; ed essi se ne stavano come se non sapessero dove andare.

15  E avvenne che feci loro segno; e dissi anche loro a gran voce di venire da me, e di mangiare del frutto che era desiderabile più d'ogni altro frutto.

16  E avvenne che essi vennero da me e mangiarono essi pure del frutto.

17  E avvenne che io desiderai che anche Laman e Lemuele venissero a mangiare del frutto; pertanto volsi lo sguardo verso la sorgente del fiume, per poterli forse vedere.

18  E avvenne che li vidi, ma essi non vollero venire da me e mangiare del frutto.

19  E vidi una verga di ferro, e si estendeva lungo la sponda del fiume, e conduceva all'albero presso il quale io stavo.

20  E vidi pure un sentiero stretto e angusto, che costeggiava la verga di ferro, fino all'albero presso il quale io stavo; ed esso conduceva pure, passando accanto alla sorgente, a un campo largo e spazioso, come se fosse stato un mondo.

21  E vidi una schiera innumerevole di persone, molte delle quali si spingevano innanzi, per raggiungere il sentiero che portava all'albero presso il quale io stavo.

22  E avvenne che esse si fecero avanti, e si avviarono sul sentiero che conduceva all'albero.

23  E avvenne che sorse una bruma tenebrosa, sì, proprio una grandissima bruma tenebrosa, tanto che coloro che si erano avviati sul sentiero perdettero la via, cosicché vagarono lontano e si perdettero.

24  E avvenne che ne vidi altri che si spingevano innanzi, e avanzarono e afferrarono l'estremità della verga di ferro; e si spinsero innanzi attraverso la bruma tenebrosa, tenendosi stretti alla verga di ferro, sì, finché ne giunsero fuori e mangiarono il frutto dell'albero.

25  E dopo che ebbero mangiato del frutto dell'albero, volsero lo sguardo attorno, come se provassero vergogna.

26  E io pure volsi lo sguardo attorno, e vidi, dall'altra parte del fiume d'acqua, un edificio grande e spazioso, ed esso stava come se fosse in aria, alto sopra la terra.

27  Ed era pieno di gente, vecchi e giovani, maschi e femmine, e i loro abiti erano di foggia bellissima; ed erano nell'atteggiamento di chi beffeggia e puntavano il dito verso coloro che erano arrivati e avevano mangiato del frutto.

28  E dopo che questi ebbero mangiato del frutto, si vergognarono a causa di quelli che si burlavano di loro; e si sviarono su cammini proibiti e si perdettero.

29  Ed ora io, Nefi, non dico tutte le parole di mio padre.

30  Ma, per esser breve nello scrivere, ecco, egli vide altre moltitudini spingersi innanzi; ed essi vennero ad afferrare l'estremità della verga di ferro, e spinsero innanzi i loro passi tenendosi costantemente alla verga di ferro finché giunsero fuori e caddero, e mangiarono del frutto dell'albero.

31  E vide pure altre moltitudini brancolare verso quell'edificio grande e spazioso.

32  E avvenne che molti annegarono nelle profondità dell'acqua; e molti scomparvero alla sua vista, vagando per strade sconosciute.

33  E grande era la moltitudine che entrava in quello strano edificio. E dopo che erano entrati in quell'edificio, puntavano il dito a scherno verso di me e anche verso coloro che stavano mangiando del frutto; ma noi non prestammo loro attenzione.

34  Queste sono le parole di mio padre: Poiché, quanti prestarono loro attenzione, si sviarono.

35  E Laman e Lemuele non mangiarono del frutto, disse mio padre.

36  E avvenne che dopo che mio padre ebbe detto tutte le parole del suo sogno o visione, che furono molte, ci disse che, a causa di queste cose che aveva veduto in visione, temeva grandemente per Laman e Lemuele; sì, temeva che sarebbero stati rigettati dalla presenza del Signore.

37  E li esortò allora, con tutto il sentimento di un tenero genitore, a dare ascolto alle sue parole, cosicché il Signore sarebbe forse stato misericordioso verso di loro e non li avrebbe rigettati; sì, mio padre predicò loro.

38  E dopo aver predicato loro e aver anche profetizzato loro molte cose, li esortò a obbedire ai comandamenti del Signore; e cessò di parlar loro.

 

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 CAPITOLO 9

 

Nefi fa due serie di annali — Ognuna è chiamata tavole di Nefi — Le tavole più grandi contengono una storia secolare; le più piccole trattano principalmente di cose sacre. Circa 600–592 a.C.

 

1  E TUTTE queste cose mio padre vide, udì e disse mentre dimorava in una tenda nella valle di Lemuele, e anche moltissime altre cose che non possono essere scritte su queste tavole.

2  Ed ora, dal momento che ho parlato riguardo a queste tavole, ecco, esse non sono le tavole sulle quali faccio un racconto completo della storia del mio popolo; poiché alle tavole su cui faccio un racconto completo del mio popolo ho dato il nome di Nefi, pertanto sono chiamate le tavole di Nefi, secondo il mio stesso nome. E anche queste tavole sono chiamate tavole di Nefi.

3  Nondimeno, ho ricevuto un comandamento dal Signore di fare queste tavole con lo scopo speciale che vi fosse un racconto inciso del ministero del mio popolo.

4  Sulle altre tavole dovrebbe essere inciso un racconto del regno dei re e delle guerre e delle contese del mio popolo. Pertanto queste tavole trattano per la maggior parte del ministero; e le altre tavole trattano per la maggior parte del regno dei re, delle guerre e delle contese del mio popolo.

5  Pertanto il Signore mi ha comandato di fare queste tavole per un suo saggio scopo, scopo che io non conosco.

6  Ma il Signore conosce tutte le cose fin dal principio; pertanto egli prepara una via per compiere tutte le sue opere fra i figlioli degli uomini; poiché ecco, egli ha ogni potere di adempiere tutte le sue parole. E così è. Amen.

 

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 CAPITOLO 10

 

Lehi predice la schiavitù babilonese — Parla della venuta tra i Giudei di un Messia, un Salvatore, un Redentore — Lehi parla anche della venuta di colui che avrebbe battezzato l'Agnello di Dio — Lehi parla della morte e della risurrezione del Messia — Paragona la dispersione e il raduno di Israele a un albero di olivo — Nefi parla del Figlio di Dio, del dono dello Spirito Santo e della necessità di rettitudine. Circa 600–592 a.C.

           

1  ED ora io, Nefi, procedo a dare un racconto su queste tavole delle mie azioni, del mio regno e del mio ministero; pertanto, per procedere con il mio racconto, devo parlare un po' delle cose di mio padre e anche dei miei fratelli.

2  Poiché ecco, avvenne, dopo che mio padre ebbe cessato di dire le parole del suo sogno e anche di esortarli ad essere diligenti in ogni cosa, che egli parlò loro riguardo ai Giudei —

3  Che, dopo che fossero stati distrutti, anche la grande città di Gerusalemme, e molti tratti schiavi in Babilonia, secondo il tempo stabilito dal Signore, essi sarebbero tornati di nuovo, sì, sarebbero proprio stati riportati indietro, fuori dalla schiavitù, e dopo essere stati riportati indietro, fuori dalla schiavitù, avrebbero di nuovo posseduto la terra della loro eredità.

4  Sì, proprio seicento anni dal tempo in cui mio padre lasciò Gerusalemme, il Signore Iddio avrebbe suscitato un profeta fra i Giudei — sì, un Messia o, in altre parole, il Salvatore del mondo.

5  E parlò pure riguardo ai profeti, in quale grande numero avessero attestato queste cose, riguardo a questo Messia del quale aveva parlato, ossia a questo Redentore del mondo.

6  Pertanto tutto il genere umano era in uno stato perduto e decaduto e lo sarebbe stato per sempre, a meno che non avesse confidato in questo Redentore.

7  E parlò anche riguardo a un profeta che sarebbe venuto prima del Messia, per preparare la via del Signore —

8  Sì, egli si sarebbe fatto innanzi e avrebbe gridato nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri; poiché v'è uno fra voi che voi non conoscete, ed egli è più potente di me, e io non son degno di sciogliere il legaccio dei suoi calzari. E mio padre parlò molto riguardo a queste cose.

9  E mio padre disse che egli avrebbe battezzato a Bethabara, al di là del Giordano; e disse anche che egli avrebbe battezzato con l'acqua; e che avrebbe battezzato perfino il Messia con l'acqua.

10  E dopo aver battezzato il Messia con l'acqua, egli avrebbe veduto e portato testimonianza di aver battezzato l'Agnello di Dio, che avrebbe tolto i peccati del mondo.

11  E avvenne che dopo che mio padre ebbe detto queste parole, parlò ai miei fratelli riguardo al Vangelo che sarebbe stato predicato tra i Giudei, e anche riguardo al degenerare dei Giudei nell'incredulità. E dopo che essi avessero ucciso il Messia che doveva venire, egli, dopo essere stato ucciso, sarebbe risorto dai morti e si sarebbe manifestato, mediante lo Spirito Santo, ai Gentili.

12  Sì, e mio padre parlò molto riguardo ai Gentili e anche riguardo al casato d'Israele, che esso sarebbe stato paragonato ad un olivo, i cui rami sarebbero stati spezzati e dispersi su tutta la faccia della terra.

13  Pertanto, egli disse, era necessario che noi fossimo condotti di comune accordo alla terra di promessa, per adempiere la parola del Signore, che saremmo stati dispersi su tutta la faccia della terra.

14  E dopo che il casato d'Israele sarebbe stato disperso, essi sarebbero stati di nuovo radunati; ovvero alla fine, dopo che i Gentili avessero ricevuto la pienezza del Vangelo, i rami naturali dell'olivo, o i superstiti del casato di Israele, sarebbero stati innestati, cioè sarebbero venuti a conoscenza del vero Messia, loro Signore e loro Redentore.

15  E con espressioni di questo tipo mio padre profetizzò e parlò ai miei fratelli; e anche di molte altre cose che non scrivo in questo libro, poiché ne ho scritte tante quanto mi era opportuno nel mio altro libro.

16  E tutte queste cose di cui ho parlato furono fatte mentre mio padre dimorava in una tenda, nella valle di Lemuele.

17  E avvenne che dopo che io, Nefi, avendo udito tutte le parole di mio padre riguardo alle cose che aveva visto in visione, e anche alle cose che aveva detto mediante il potere dello Spirito Santo, potere ch'egli aveva ricevuto mediante la fede nel Figlio di Dio — e il Figlio di Dio era il Messia che sarebbe venuto — anch'io, Nefi, ero desideroso di poter vedere, udire e conoscere queste cose mediante il potere dello Spirito Santo, che è il dono di Dio a tutti coloro che lo cercano diligentemente, tanto nei tempi antichi quanto al tempo in cui egli si manifesterà ai figlioli degli uomini.

18  Poiché egli è lo stesso ieri, oggi e per sempre; e la via è preparata per tutti gli uomini sin dalla fondazione del mondo, se accadrà che si pentano e vengano a lui.

19  Poiché colui che cerca diligentemente, troverà; e i misteri di Dio gli verranno spiegati mediante il potere dello Spirito Santo, tanto in questi tempi come nei tempi antichi, tanto nei tempi antichi come nei tempi a venire; pertanto il corso del Signore è un unico cerchio eterno.

20  Ricorda dunque, o uomo, che per tutti i tuoi atti, sarai portato in giudizio.

21  Pertanto, se avete cercato di agire malvagiamente durante i giorni della vostra prova, sarete allora trovati impuri dinanzi al seggio del giudizio di Dio; e nessuna cosa impura può dimorare con Dio; pertanto dovrete essere rigettati per sempre!

22  E lo Spirito Santo mi dà l'autorità di dire queste cose, e non tacerle.

 

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 CAPITOLO 11

 

Nefi vede lo Spirito del Signore e gli viene mostrato in visione l'albero della vita — Vede la madre del Figlio di Dio e apprende cos'è la condiscendenza di Dio — Vede il battesimo, il ministero e la crocifissione dell'Agnello di Dio — Vede anche la chiamata e il ministero dei Dodici Apostoli dell'Agnello. Circa 600–592 a.C.

 

1  POICHÉ avvenne che dopo che ebbi desiderato di conoscere le cose che mio padre aveva visto, credendo che il Signore fosse in grado di farmele conoscere, mentre sedevo meditando nel mio cuore, fui rapito nello Spirito del Signore, sì, su un'altissima montagna che non avevo mai visto prima e sulla quale prima non avevo mai messo piede.

2  E lo Spirito mi disse: Ecco, cosa desideri?

3  E io dissi: Desidero vedere le cose che vide mio padre.

4  E lo Spirito mi disse: Credi tu che tuo padre vide l'albero di cui ha parlato?

5  E io dissi: Sì, tu sai che io credo a tutte le parole di mio padre.

6  E quando ebbi detto queste parole, lo Spirito gridò ad alta voce, dicendo: Osanna al Signore, l'altissimo Iddio, poiché egli è Dio su tutta la terra, sì, proprio su tutta. E benedetto sei tu, Nefi, perché credi nel Figlio dell'altissimo Iddio; pertanto tu vedrai le cose che hai desiderato.

7  Ed ecco questo ti sarà dato come segno, che dopo aver veduto l'albero che portava il frutto che tuo padre assaggiò, tu vedrai pure un uomo scendere dal cielo e testimonierai di lui; e dopo che avrai testimoniato di lui, porterai testimonianza che egli è il Figlio di Dio.

8  E avvenne che lo Spirito mi disse: Guarda! E guardai e vidi un albero; ed era come l'albero che aveva visto mio padre; e la sua bellezza era di gran lunga superiore, sì, superava ogni altra bellezza; e il suo candore sorpassava il candore della neve sospinta dal vento.

9  E avvenne che dopo che ebbi visto l'albero, dissi allo Spirito: Vedo che mi hai mostrato l'albero che è prezioso più di ogni altra cosa.

10  Ed egli mi disse: Cosa desideri?

11  E io gli dissi: Conoscerne l'interpretazione — poiché gli parlavo come parla un uomo, poiché vedevo ch'egli aveva la forma di un uomo; tuttavia sapevo che era lo Spirito del Signore; ed egli mi parlava come un uomo parla ad un altro uomo.

12  E avvenne che egli mi disse: Guarda! E io guardai come per osservarlo, ma non lo vidi; poiché se n'era andato dalla mia presenza.

13  E avvenne che guardai e vidi la grande città di Gerusalemme e anche altre città. E vidi la città di Nazaret; e nella città di Nazaret vidi una vergine, ed ella era straordinariamente leggiadra e pura.

14  E avvenne che vidi i cieli aprirsi; e un angelo scese, stette dinanzi a me, e mi disse: Nefi, cosa vedi?

15  E gli dissi: Una vergine più bella e più leggiadra di ogni altra vergine.

16  Ed egli mi disse: Conosci tu la condiscendenza di Dio?

17  E io gli dissi: So che egli ama i suoi figlioli; nondimeno non conosco il significato di tutte le cose.

18  Ed egli mi disse: Ecco, la vergine che vedi è la madre del Figlio di Dio, secondo la carne.

19  E avvenne che io vidi ch'ella era rapita nello Spirito; e dopo che era stata rapita nello Spirito per lo spazio di un tempo, l'angelo mi parlò, dicendo: Guarda!

20  E io guardai e vidi di nuovo la vergine che portava un bambino fra le sue braccia.

21  E l'angelo mi disse: Ecco l'Agnello di Dio, sì, proprio il Figlio del Padre Eterno! Conosci tu il significato dell'albero che vide tuo padre?

22  E io gli risposi, dicendo: Sì, è l'amore di Dio, che si effonde nel cuore dei figlioli degli uomini; pertanto è la più desiderabile di tutte le cose.

23  Ed egli mi parlò, dicendo: Sì, e la più gioiosa per l'anima.

24  E dopo che ebbe dette queste parole mi disse: Guarda! E io guardai, e vidi il Figlio di Dio avanzare tra i figlioli degli uomini, e ne vidi molti cadere ai suoi piedi e adorarlo.

25  E avvenne che io vidi che la verga di ferro che mio padre aveva visto era la parola di Dio, che conduceva alla sorgente di acque vive, ossia all'albero della vita; le quali acque sono una rappresentazione dell'amore di Dio; e vidi pure che l'albero della vita era una rappresentazione dell'amore di Dio.

26  E l'angelo mi disse di nuovo: Guarda e vedi la condiscendenza di Dio!

27  E guardai e vidi il Redentore del mondo, del quale aveva parlato mio padre; e vidi pure il profeta che avrebbe preparato il cammino dinanzi a lui. E l'Agnello di Dio si fece avanti e fu battezzato da lui; e dopo che fu battezzato, vidi i cieli aperti e lo Spirito Santo scendere dal cielo e soffermarsi su di lui in forma di una colomba.

28  E vidi che andava esercitando il suo ministero presso il popolo, in potenza e grande gloria. E le moltitudini si radunavano per udirlo; e vidi che lo scacciavano di frammezzo a loro.

29  E vidi pure dodici altri che lo seguivano. E avvenne che essi furono rapiti nello Spirito dalla mia presenza e non li vidi più.

30  E avvenne che l'angelo mi parlò di nuovo, dicendo: Guarda! E guardai, e vidi i cieli di nuovo aperti e vidi degli angeli discendere sui figlioli degli uomini; ed essi esercitavano il loro ministero presso di loro.

31  Ed egli mi parlò di nuovo, dicendo: Guarda! E guardai, e vidi l'Agnello di Dio che andava fra i figlioli degli uomini. E vidi moltitudini di persone che erano ammalate, e che erano afflitte da ogni sorta di malattie, da demoni, e da spiriti impuri; e l'angelo parlò e mi mostrò tutte queste cose. Ed esse furono guarite mediante il potere dell'Agnello di Dio; e i demoni e gli spiriti impuri venivano scacciati.

32  E avvenne che l'angelo mi parlò di nuovo, dicendo: Guarda! E io guardai, e vidi l'Agnello di Dio che era preso dal popolo; sì, il Figlio dell'eterno Iddio era giudicato dal mondo; e io vidi e ne porto testimonianza.

33  E io, Nefi, vidi che egli veniva innalzato sulla croce e ucciso per i peccati del mondo.

34  E dopo ch'egli fu ucciso, vidi le moltitudini della terra che si radunavano per combattere contro gli apostoli dell'Agnello, poiché così erano chiamati i Dodici dall'angelo del Signore.

35  E la moltitudine della terra era radunata; e vidi che essi erano in un edificio ampio e spazioso, come l'edificio che vide mio padre. E l'angelo del Signore mi parlò di nuovo, dicendo: Ecco il mondo e la sua saggezza; sì, ecco, il casato d'Israele si è radunato per combattere contro i dodici apostoli dell'Agnello.

36  E avvenne che io vidi e porto testimonianza che l'edificio grande e spazioso era l'orgoglio del mondo; e cadde, e la sua caduta fu grandissima. E l'angelo del Signore mi parlò di nuovo, dicendo: Così sarà la distruzione di tutte le nazioni, stirpi, lingue e popoli che combatteranno contro i dodici apostoli dell'Agnello.

 

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 CAPITOLO 12

 

Nefi vede in visione: la terra di promessa, la rettitudine, l'iniquità e la rovina dei suoi abitanti, la venuta dell'Agnello di Dio tra loro, come i Dodici Discepoli e i Dodici Apostoli giudicheranno Israele e la ripugnante e sozza condizione di coloro che degenerano nell'incredulità. Circa 600–592 a.C.

 

1  E AVVENNE che l'angelo mi disse: Guarda, e vedi la tua posterità ed anche la posterità dei tuoi fratelli. E guardai e vidi la terra di promessa; e vidi moltitudini di persone, sì, come fossero in numero grande quanto la sabbia del mare.

2  E avvenne che vidi moltitudini radunate per combattere una contro l'altra; e vidi guerre e rumori di guerre, e grandi stragi di spada fra il mio popolo.

3  E avvenne che vidi morire molte generazioni per via delle guerre e delle contese nel paese; e vidi molte città, sì, al punto che non le contai.

4  E avvenne che vidi una bruma tenebrosa sulla faccia della terra di promessa; e vidi lampi, e udii tuoni e terremoti e ogni sorta di rumori tumultuosi; e vidi la terra e le rocce che si fendevano; vidi montagne crollare a pezzi e vidi le pianure della terra che si fendevano e vidi molte città che sprofondavano, e ne vidi molte che venivano arse dal fuoco, e ne vidi molte che crollavano a terra a causa del terremoto.

5  E avvenne dopo che ebbi visto queste cose, che vidi il vapore tenebroso che si diradava dalla faccia della terra; ed ecco vidi delle moltitudini che non erano cadute a causa dei grandi e terribili giudizi del Signore.

6  E vidi i cieli aperti, e l'Agnello di Dio discendere dal cielo; ed egli scese e si mostrò loro.

7  E vidi pure, e ne porto testimonianza, che lo Spirito Santo scese su dodici altri; ed essi furono ordinati da Dio e scelti.

8  E l'angelo mi parlò, dicendo: Ecco i dodici discepoli dell'Agnello, che sono scelti per esercitare il ministero presso la tua posterità.

9  E mi disse: Ricordi i dodici apostoli dell'Agnello? Ecco, sono quelli che giudicheranno le dodici tribù d'Israele; pertanto, i dodici ministri della tua posterità saranno giudicati da loro; poiché voi siete del casato d'Israele.

10  E questi dodici ministri che tu vedi giudicheranno la tua posterità. Ed ecco, essi sono giusti per sempre; poiché a motivo della loro fede nell'Agnello di Dio, le loro vesti sono rese candide nel suo sangue.

11  E l'angelo mi disse: Guarda! E guardai, e vidi tre generazioni morire in rettitudine; e le loro vesti erano candide, proprio come l'Agnello di Dio. E l'angelo mi disse: Questi sono resi candidi nel sangue dell'Agnello, a motivo della loro fede in lui.

12  E io, Nefi, vidi pure molti della quarta generazione morire in rettitudine.

13  E avvenne che vidi le moltitudini della terra radunate.

14  E l'angelo mi disse: Guarda la tua posterità ed anche la posterità dei tuoi fratelli.

15  E avvenne che guardai, e vidi il popolo della mia posterità radunato in moltitudini contro la posterità dei miei fratelli; ed erano radunati per combattere.

16  E l'angelo mi parlò, dicendo: Guarda la sorgente d'acqua impura che vide tuo padre; sì, proprio il fiume di cui egli parlò; e le sue profondità sono le profondità dell'inferno.

17  E le brume tenebrose sono le tentazioni del diavolo, che acceca gli occhi e indurisce il cuore dei figlioli degli uomini e li conduce per strade spaziose affinché periscano e siano perduti.

18  E l'edificio ampio e spazioso che vide tuo padre sono le vane immaginazioni e l'orgoglio dei figlioli degli uomini. E un grande e terribile abisso li divide; sì, proprio la parola della giustizia dell'eterno Iddio, e del Messia, che è l'Agnello di Dio, del quale lo Spirito Santo porta testimonianza, dal principio del mondo fino ad ora e d'ora innanzi e per sempre.

19  E mentre l'angelo diceva queste parole, io guardai, e vidi che la posterità dei miei fratelli lottava contro la mia posterità, secondo la parola dell'angelo; e a causa dell'orgoglio della mia posterità, e delle tentazioni del diavolo, vidi che la posterità dei miei fratelli sopraffaceva quelli della mia posterità.

20  E avvenne che guardai e vidi il popolo della posterità dei miei fratelli che aveva sopraffatto la mia posterità, e avanzavano in moltitudini sulla faccia del paese.

21  E li vidi radunati in moltitudini, e vidi guerre e rumori di guerre fra loro; e in guerre e rumori di guerre vidi morire molte generazioni.

22  E l'angelo mi disse: Ecco, questi degenereranno nell'incredulità.

23  E avvenne che io vidi che, dopo che erano degenerati nell'incredulità, divennero un popolo scuro, ripugnante e immondo, pieno di pigrizia e di ogni sorta di abominazioni.

 

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 CAPITOLO 13

 

Nefi vede in visione la chiesa del diavolo istituita tra i Gentili, la scoperta e la colonizzazione dell'America, la perdita di molte parti chiare e preziose della Bibbia, il conseguente stato di apostasia dei Gentili, la restaurazione del Vangelo, la venuta alla luce di Scritture degli ultimi giorni e l'edificazione di Sion. Circa 600–592 a.C.

 

1  E AVVENNE che l'angelo mi parlò, dicendo: Guarda! E io guardai e vidi molte nazioni e molti regni.

2  E l'angelo mi disse: Cosa vedi? E io dissi: Vedo molte nazioni e molti regni.

3  Ed egli mi disse: Queste sono le nazioni e i regni dei Gentili.

4  E avvenne che io vidi fra le nazioni dei Gentili la formazione di una grande chiesa.

5  E l'angelo mi disse: Guarda la formazione di una chiesa che è la più abominevole di tutte le altre chiese, che uccide i santi di Dio, sì, li tortura e li incatena e li aggioga con un giogo di ferro e li riduce in schiavitù.

6  E avvenne che io vidi questa chiesa grande e abominevole; e vidi il diavolo che ne era il fondatore.

7  E vidi pure oro e argento e sete e porpore e stoffe ben tessute, e ogni sorta di preziosi abbigliamenti; e vidi molte meretrici.

8  E l'angelo mi parlò, dicendo: Vedi, l'oro, l'argento, le sete, le porpore, le stoffe ben tessute, i preziosi abbigliamenti e le meretrici sono i desideri di questa chiesa grande e abominevole.

9  E anche per le lodi del mondo essi distruggono i santi di Dio e li riducono in schiavitù.

10  E avvenne che io guardai e vidi molte acque; ed esse dividevano i Gentili dalla posterità dei miei fratelli.

11  E avvenne che l'angelo mi disse: Vedi, la collera di Dio è sulla posterità dei tuoi fratelli.

12  E io guardai e vidi un uomo fra i Gentili, che era separato dalla posterità dei miei fratelli dalle molte acque; e vidi lo Spirito di Dio che scese e agì su quell'uomo, ed egli avanzò sulle molte acque proprio fino alla posterità dei miei fratelli, che erano nella terra promessa.

13  E avvenne che io vidi lo Spirito di Dio che agiva su altri Gentili; ed essi uscirono fuori di schiavitù, sulle molte acque.

14  E avvenne che vidi numerose moltitudini di Gentili sulla terra di promessa; e vidi l'ira di Dio che era sulla posterità dei miei fratelli; ed essi erano dispersi davanti ai Gentili ed erano percossi.

15  E vidi lo Spirito del Signore che era sui Gentili; ed essi prosperavano e ottenevano il paese per loro eredità; e vidi che erano bianchi e molto attraenti, e belli, come quelli del mio popolo prima che essi fossero uccisi.

16  E avvenne che io, Nefi, vidi che i Gentili che erano usciti di schiavitù si umiliavano davanti al Signore; e il potere del Signore era con loro.

17  E vidi che le madri patrie dei Gentili si radunavano sulle acque e anche sulla terra, per combattere contro di loro.

18  E vidi che il potere di Dio era con loro e anche che l'ira di Dio era su tutti quelli che erano radunati per combattere contro di loro.

19  E io, Nefi, vidi che i Gentili, che erano usciti di schiavitù, erano liberati dal potere di Dio e dalle mani di tutte le altre nazioni.

20  E avvenne che io, Nefi, vidi che prosperavano nel paese; e vidi un libro, ed esso veniva diffuso fra loro.

21  E l'angelo mi disse: Conosci il significato del libro?

22  E io gli dissi: Non lo conosco.

23  Ed egli disse: Ecco, esce dalla bocca di un Giudeo. E io, Nefi, lo vidi; ed egli mi disse: Il libro che vedi è una storia dei Giudei, che contiene le alleanze che il Signore ha fatto con il casato d'Israele; e contiene pure molte delle profezie dei santi profeti; ed è una storia simile alle incisioni che sono sulle tavole di bronzo, salvo che non ce ne sono così tante; nondimeno esse contengono le alleanze che il Signore ha fatto con il casato d'Israele; pertanto sono di grande valore per i Gentili.

24  E l'angelo del Signore mi disse: Hai visto che il libro usciva dalla bocca d'un Giudeo; e quando usciva dalla bocca di un Giudeo, conteneva la pienezza del Vangelo del Signore del quale i dodici apostoli portano testimonianza; ed essi portano testimonianza secondo la verità che è nell'Agnello di Dio.

25  Pertanto queste cose passano in purezza dai Giudei ai Gentili, secondo la verità che è in Dio.

26  E dopo essere passate per mano dei dodici apostoli dell'Agnello, dai Giudei ai Gentili, vedi la formazione di quella chiesa grande e abominevole, che è la più abominevole di tutte le altre chiese; poiché, ecco, essi hanno tolto dal Vangelo dell'Agnello molte parti che sono chiare e preziosissime; e hanno anche tolto molte alleanze del Signore.

27  E hanno fatto tutto questo per poter pervertire le giuste vie del Signore, per poter accecare gli occhi e indurire il cuore dei figlioli degli uomini.

28  Pertanto tu vedi che, dopo che il libro è passato per le mani della chiesa grande e abominevole, vi sono molte cose chiare e preziose che sono state tolte dal libro, che è il libro dell'Agnello di Dio.

29  E dopo che queste cose chiare e preziose sono state tolte, esso si diffonde in tutte le nazioni dei Gentili; e dopo che è diffuso fra tutte le nazioni dei Gentili, sì, anche al di là delle molte acque che tu hai visto assieme ai Gentili che sono usciti fuori di schiavitù, tu vedi — a causa delle molte cose chiare e preziose che sono state tolte dal libro, che erano chiare alla comprensione dei figlioli degli uomini, secondo la chiarezza che è nell'Agnello di Dio — a causa di queste cose che sono tolte dal Vangelo dell'Agnello, moltissimi davvero inciampano, sì, tanto che Satana ha grande potere su di loro.

30  Nondimeno tu vedi che i Gentili che sono usciti fuor di schiavitù e che sono stati elevati dal potere di Dio sopra tutte le altre nazioni, sulla faccia della terra che è scelta sopra tutte le altre terre che è la terra riguardo alla quale il Signore Iddio fece alleanza con tuo padre che la sua posterità avrebbe posseduto come terra di loro eredità; pertanto vedi che il Signore Iddio non permetterà che i Gentili annientino completamente la mescolanza della tua posterità che è fra i tuoi fratelli.

31  E neppure permetterà che i Gentili annientino la posterità dei tuoi fratelli.

32  Né il Signore Iddio permetterà che i Gentili rimangano per sempre in quell'orribile stato di cecità in cui vedi che si trovano a causa delle parti chiare e preziosissime del Vangelo dell'Agnello che sono state celate da quella chiesa abominevole di cui hai visto la formazione.

33  Pertanto dice l'Agnello di Dio: Io sarò misericordioso verso i Gentili, fino a visitare il residuo del casato d'Israele con grandi giudizi.

34  E avvenne che l'angelo del Signore mi parlò, dicendo: Ecco, dice l'Agnello di Dio, dopo che avrò visitato il residuo del casato d'Israele — e questo residuo di cui parla è la posterità di tuo padre — pertanto, dopo che l'avrò visitato in giudizio e percosso per mano dei Gentili, e dopo che i Gentili avranno inciampato grandemente a causa delle parti molto chiare e preziose del Vangelo dell'Agnello che sono state celate da quella chiesa abominevole, che è la madre delle meretrici, dice l'Agnello — in quel giorno io sarò misericordioso verso i Gentili, tanto che farò venire alla luce per loro, mediante il mio potere, gran parte del mio Vangelo, che sarà chiaro e prezioso, dice l'Agnello.

35  Poiché ecco, dice l'Agnello: Io mi manifesterò alla tua posterità, cosicché essi scriveranno molte cose che io impartirò loro, che saranno chiare e preziose; e dopo che la tua posterità sarà stata distrutta e sarà degenerata nell'incredulità, come pure la posterità dei tuoi fratelli, ecco, queste cose saranno nascoste per venire alla luce per i Gentili, per dono e potere dell'Agnello.

36  E in esse sarà scritto il mio Vangelo, dice l'Agnello, e la mia roccia e la mia salvezza.

37  E benedetti sono coloro che cercheranno di far sorgere la mia Sion in quel giorno, poiché avranno il dono e il potere dello Spirito Santo; e se persevereranno fino alla fine, saranno elevati all'ultimo giorno e saranno salvati nel regno eterno dell'Agnello; e coloro annunzieranno la pace, sì, notizie di grande gioia, quanto saranno belli essi sulle montagne.

38  E avvenne che io vidi il residuo della posterità dei miei fratelli, e anche il libro dell'Agnello di Dio, che era uscito dalla bocca del Giudeo, che passò dai Gentili al residuo della posterità dei miei fratelli.

39  E dopo che fu passato ad essi, vidi altri libri che passavano dai Gentili a loro, per il potere dell'Agnello, per convincere i Gentili e il residuo della posterità dei miei fratelli, e anche i Giudei che erano dispersi su tutta la faccia della terra, che gli annali dei profeti e dei dodici apostoli dell'Agnello sono veritieri.

40  E l'angelo mi parlò, dicendo: Questi ultimi annali, che hai visto fra i Gentili, confermeranno la verità dei primi, che sono dei dodici apostoli dell'Agnello, e faranno conoscere le cose chiare e preziose che ne sono state tolte; e faranno conoscere a tutte le tribù, lingue e popoli che l'Agnello di Dio è il Figlio del Padre Eterno e il Salvatore del mondo; e che tutti gli uomini debbono venire a lui, altrimenti non possono essere salvati.

41  E devono venire secondo le parole che saranno confermate dalla bocca dell'Agnello; e le parole dell'Agnello saranno rese note negli annali della tua posterità, così come negli annali dei dodici apostoli dell'Agnello; pertanto saranno entrambi confermati in uno, poiché vi è un solo Dio e un solo Pastore su tutta la terra.

42  E viene il tempo in cui egli si manifesterà a tutte le nazioni, sia ai Giudei che ai Gentili; e dopo essersi manifestato ai Giudei e anche ai Gentili, allora egli si manifesterà ai Gentili, e anche ai Giudei, e gli ultimi saranno i primi, e i primi saranno gli ultimi.

 

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 CAPITOLO 14

 

Un angelo parla a Nefi delle benedizioni e delle maledizioni che cadranno sui Gentili — Vi sono soltanto due chiese: la chiesa dell'Agnello di Dio e la chiesa del diavolo — I santi di Dio in tutte le nazioni sono perseguitati dalla chiesa grande e abominevole — L'apostolo Giovanni scriverà riguardo alla fine del mondo. Circa 600–592 a.C.

 

1  E AVVERRÀ che se i Gentili daranno ascolto all'Agnello di Dio nel giorno in cui egli si manifesterà loro in parole e anche in potere, in verità, fino a togliere le loro pietre d'inciampo —

2  E non induriranno il cuore contro l'Agnello di Dio, essi saranno annoverati fra la posterità di tuo padre; sì, essi saranno annoverati nel casato d'Israele; e saranno un popolo benedetto nella terra promessa per sempre; non saranno mai più ridotti in schiavitù e il casato d'Israele non sarà più confuso.

3  E quel grande abisso che è stato scavato per loro da quella chiesa grande e abominevole, che fu fondata dal diavolo e dai suoi figli affinché egli potesse condurre le anime degli uomini giù in inferno — sì, quel grande abisso che è stato scavato per la distruzione degli uomini, sarà riempito con quelli che lo scavarono, fino alla loro completa distruzione, dice l'Agnello di Dio; non la distruzione dell'anima, salvo che sia gettata in quell'inferno che non ha fine.

4  Poiché ecco, ciò è secondo la schiavitù del diavolo e anche secondo la giustizia di Dio, per tutti coloro che opereranno nella malvagità e nell'abominazione al suo cospetto.

5  E avvenne che l'angelo parlò a me, Nefi, dicendo: Hai visto che se i Gentili si pentono, tutto andrà bene per loro; e tu hai pure conoscenza riguardo alle alleanze del Signore con il casato d'Israele; e hai anche udito che chiunque non si pente deve perire.

6  Guai dunque ai Gentili, se accadrà che induriscano il cuore contro l'Agnello di Dio.

7  Poiché verrà il tempo, dice l'Agnello di Dio, in cui io compirò un'opera grande e meravigliosa tra i figlioli degli uomini, un'opera che per un verso o per l'altro sarà perpetua, o per convincerli alla pace e alla vita eterna, o per abbandonarli alla durezza del loro cuore e alla cecità della loro mente, fino a che siano ridotti in schiavitù e anche alla distruzione sia materiale che spirituale, secondo la schiavitù del diavolo, di cui ho parlato.

8  E avvenne che quando l'angelo ebbe detto queste parole, mi disse: Ricordi le alleanze del Padre con il casato d'Israele? Io gli dissi: Sì.

9  E avvenne che egli mi disse: Guarda, e vedi questa chiesa grande e abominevole, che è la madre delle abominazioni, il cui fondatore è il diavolo.

10  Ed egli mi disse: Ecco, non vi sono che due chiese soltanto: una è la chiesa dell'Agnello di Dio, e l'altra è la chiesa del diavolo; pertanto chiunque non appartiene alla chiesa dell'Agnello di Dio, appartiene a quella grande chiesa, che è la madre delle abominazioni; ed è la prostituta di tutta la terra.

11  E avvenne che guardai, e vidi la prostituta di tutta la terra; e sedeva su molte acque, e aveva dominio sopra tutta la terra, fra tutte le nazioni, tribù, lingue e popoli.

12  E avvenne che io vidi la chiesa dell'Agnello di Dio, ed era poco numerosa, a causa delle malvagità e delle abominazioni della prostituta che sedeva su molte acque; nondimeno vidi che la chiesa dell'Agnello, che erano i santi di Dio, era pure su tutta la faccia della terra; e i suoi dominii sulla faccia della terra erano modesti a causa della malvagità della grande prostituta che avevo visto.

13  E avvenne che vidi che la grande madre delle abominazioni radunava delle moltitudini sulla faccia di tutta la terra, fra tutte le nazioni dei Gentili, per combattere contro l'Agnello di Dio.

14  E avvenne che io, Nefi, vidi il potere dell'Agnello di Dio che scendeva sui santi della chiesa dell'Agnello e sul popolo dell'alleanza del Signore, che era disperso su tutta la faccia della terra; ed esso era armato di rettitudine e del potere di Dio, in grande gloria.

15  E avvenne che io vidi che l'ira di Dio era riversata su quella chiesa grande e abominevole, tanto che ci furono guerre e rumori di guerre fra tutte le nazioni e tribù della terra.

16  E mentre cominciavano ad esservi guerre e rumori di guerre fra tutte le nazioni che appartenevano alla madre delle abominazioni, l'angelo mi parlò, dicendo: Guarda, l'ira di Dio è sulla madre delle meretrici; ed ecco, tu vedi tutte queste cose —

17  E quando verrà il giorno in cui l'ira di Dio sarà riversata sulla madre delle meretrici, che è la chiesa grande e abominevole di tutta la terra, il cui fondatore è il diavolo, allora, in quel giorno, comincerà l'opera del Padre col preparare la via all'adempimento delle sue alleanze, che egli ha fatto col suo popolo che è del casato d'Israele.

18  E avvenne che l'angelo mi parlò, dicendo: Guarda!

19  E guardai, e vidi un uomo, ed era vestito di una veste bianca.

20  E l'angelo mi disse: Ecco uno dei dodici apostoli dell'Agnello.

21  Ecco, egli vedrà e scriverà il resto di queste cose; sì, e anche molte altre cose che sono avvenute.

22  E scriverà pure riguardo alla fine del mondo.

23  Pertanto le cose che scriverà sono giuste e vere; ed ecco, sono scritte nel libro che vedesti uscire dalla bocca del Giudeo; e al tempo in cui uscirono dalla bocca del Giudeo, ovvero al tempo in cui il libro uscì dalla bocca del Giudeo, le cose ch'erano scritte erano chiare e pure e preziosissime e facili ad essere comprese da tutti gli uomini.

24  Ed ecco, le cose che questo apostolo dell'Agnello scriverà saranno molte cose che tu hai visto; ed ecco, il resto lo vedrai.

25  Ma le cose che vedrai qui di seguito non le scriverai, poiché il Signore Iddio ha ordinato l'apostolo dell'Agnello di Dio affinché sia lui a scriverle.

26  E anche ad altri, che sono vissuti prima, egli ha mostrato tutte le cose; ed essi le hanno scritte; e sono sigillate per venire alla luce nella loro purezza, secondo la verità che è nell'Agnello, al tempo stabilito dal Signore, al casato d'Israele.

27  E io, Nefi, udii e porto testimonianza, che il nome dell'apostolo dell'Agnello era Giovanni, secondo le parole dell'angelo.

28  Ed ecco, a me, Nefi, è stato proibito di scrivere il resto delle cose che avevo visto e udito; pertanto le cose che ho scritto mi sono sufficienti; e non ho scritto che una piccola parte delle cose che ho visto.

29  E porto testimonianza di aver visto le cose che vide mio padre, e l'angelo del Signore me le ha fatte conoscere.

30  Ed ora smetto di parlare riguardo alle cose che vidi mentre ero rapito nello spirito; e se tutte le cose che vidi non sono scritte, le cose che ho scritto sono vere. E così è. Amen.

 

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 CAPITOLO 15

 

La posterità di Lehi dovrà ricevere il Vangelo dai Gentili negli ultimi giorni — Il raduno di Israele è paragonato a un albero d'olivo i cui rami naturali saranno di nuovo innestati — Nefi interpreta la visione dell'albero della vita e parla della giustizia di Dio nel dividere i malvagi dai giusti. Circa 600–592 a.C.

 

1  E AVVENNE che io, Nefi, dopo esser stato rapito nello spirito e aver visto tutte queste cose, ritornai alla tenda di mio padre.

2  E avvenne che vidi i miei fratelli che stavano disputando l'uno con l'altro in merito alle cose che mio padre aveva detto loro.

3  Poiché in verità egli aveva detto loro molte cose grandi, che erano difficili da capire, a meno che non si chieda al Signore; ed essendo essi duri di cuore, non si rivolgevano dunque al Signore come avrebbero dovuto.

4  Ed ora io, Nefi, ero afflitto a causa della durezza del loro cuore, e anche per le cose che avevo visto, e sapevo che dovevano inevitabilmente avvenire a causa della grande malvagità dei figlioli degli uomini.

5  E avvenne che fui sopraffatto a causa delle mie afflizioni, poiché consideravo che le mie afflizioni erano grandi oltre ogni cosa a causa della distruzione del mio popolo, poiché avevo visto la sua caduta.

6  E avvenne che, dopo che ebbi ricevuto forza, parlai ai miei fratelli, desiderando conoscere da loro la causa delle loro dispute.

7  Ed essi dissero: Ecco, noi non possiamo comprendere le parole che nostro padre ha detto riguardo ai rami naturali dell'olivo, e anche riguardo ai Gentili.

8  E io dissi loro: Avete chiesto al Signore?

9  Ed essi mi dissero: Non l'abbiamo fatto perché il Signore non ci fa conoscere tali cose.

10  Ecco, io dissi loro: Come mai non obbedite ai comandamenti del Signore? Come mai volete perire a causa della durezza del vostro cuore?

11  Non ricordate le cose che ha detto il Signore? — Se non indurirete il vostro cuore e mi chiederete con fede, credendo che riceverete, obbedendo diligentemente ai miei comandamenti, queste cose vi saranno certamente rese note.

12  Ecco, io vi dico che il casato d'Israele fu paragonato a un olivo dallo Spirito del Signore che era in nostro padre; ed ecco, non siamo noi stati staccati dal casato d'Israele, e non siamo noi un ramo del casato d'Israele?

13  Ed ora, ciò che vuol dire nostro padre, riguardo all'innesto dei rami naturali attraverso la pienezza dei Gentili, è che negli ultimi giorni, quando la nostra posterità sarà degenerata nell'incredulità, sì, per lo spazio di molti anni, e molte generazioni dopo che il Messia si sarà manifestato nel corpo ai figlioli degli uomini, allora la pienezza del Vangelo del Messia giungerà ai Gentili, e dai Gentili al residuo della nostra posterità.

14  E in quel giorno il residuo della nostra posterità saprà di essere del casato d'Israele e di essere il popolo dell'alleanza del Signore; e allora essi sapranno e verranno a conoscenza dei loro antenati, e anche a conoscenza del Vangelo del loro Redentore, che fu da lui impartito ai loro padri; pertanto essi verranno a conoscenza del loro Redentore e dei punti precisi della sua dottrina, affinché possano sapere come venire a lui ed essere salvati.

15  E allora, in quel giorno non gioiranno essi e non daranno lode al loro Eterno Iddio, loro rocca e loro salvezza? Sì, in quel giorno non riceveranno essi forza e nutrimento dalla vera vigna? Sì, non verranno essi al vero gregge di Dio?

16  Ecco, io vi dico, sì; essi saranno di nuovo ricordati fra il casato d'Israele, e saranno innestati, essendo un ramo naturale dell'olivo, sul vero olivo.

17  E questo è ciò che vuol dire nostro padre: vuol dire che ciò non avverrà fin dopo che saranno stati dispersi dai Gentili; e vuol dire che ciò avverrà per il tramite dei Gentili, affinché il Signore possa mostrare il suo potere ai Gentili, per la precisa ragione ch'egli sarà stato rigettato dai Giudei, ossia dal casato d'Israele.

18  Pertanto nostro padre non ha parlato soltanto della nostra posterità, ma anche di tutto il casato d'Israele, sottolineando l'alleanza che verrà adempiuta negli ultimi giorni; alleanza che il Signore fece con nostro padre Abrahamo, dicendo: nella tua posterità, tutte le tribù della terra saranno benedette.

19  E avvenne che io, Nefi, parlai loro molto riguardo a queste cose; sì, parlai loro riguardo alla restaurazione dei Giudei negli ultimi giorni.

20  E ripetei loro le parole di Isaia, che parlò riguardo alla restaurazione dei Giudei ossia del casato d'Israele; e che dopo esser stati ristabiliti, non sarebbero più stati confusi, né sarebbero più stati dispersi. E avvenne che io dissi molte parole ai miei fratelli, cosicché essi furono pacificati e si umiliarono dinanzi al Signore.

21  E avvenne che essi mi parlarono di nuovo, dicendo: Che significa ciò che nostro padre ha visto in sogno? Che significa l'albero ch'egli ha visto?

22  E io dissi loro: Era una raffigurazione dell'albero della vita.

23  Ed essi mi dissero: Che significa la verga di ferro che vide nostro padre e che conduceva all'albero?

24  E io dissi loro che era la parola di Dio; e che chiunque avesse dato ascolto alla parola di Dio e vi si fosse attenuto saldamente, non sarebbe mai perito; né le tentazioni, né i dardi feroci dell'avversario avrebbero potuto sopraffarli fino ad accecarli, per trascinarli alla distruzione.

25  Pertanto io, Nefi, li esortai a prestare attenzione alla parola del Signore; sì, li esortai con tutte le energie della mia anima e con tutte le facoltà che possedevo a prestare attenzione alla parola di Dio e a ricordarsi di obbedire sempre ai suoi comandamenti in ogni cosa.

26  Ed essi mi dissero: Che significa il fiume d'acqua che vide nostro padre?

27  E io dissi loro che l'acqua che aveva visto nostro padre era sozzura; e che la sua mente era così immersa in altre cose che non aveva visto la sozzura dell'acqua.

28  E dissi loro che era una orribile voragine, che separava i malvagi dall'albero della vita e anche dai santi di Dio.

29  E dissi loro che era una raffigurazione di quell'orribile inferno, che l'angelo mi disse che era stato preparato per i malvagi.

30  E dissi loro che nostro padre aveva visto pure che anche la giustizia di Dio divideva i malvagi dai giusti; e che il loro splendore era come lo splendore di un fuoco fiammeggiante che ascende verso Dio per sempre e in eterno e non ha fine.

31  Ed essi mi dissero: Significa questo il tormento del corpo nei giorni di prova o significa lo stato finale dell'anima dopo la morte del corpo temporale, o parla di cose che sono temporali?

32  E avvenne che io dissi loro che era una raffigurazione di cose sia materiali che spirituali; poiché sarebbe venuto il giorno in cui essi sarebbero stati giudicati per le loro opere, sì, proprio le opere compiute mediante il corpo fisico, durante i loro giorni di prova.

33  Pertanto, se fossero morti nella loro malvagità, essi pure avrebbero dovuto essere rigettati quanto alle cose che sono cose spirituali, che si riferiscono alla rettitudine; pertanto essi devono essere portati a stare dinanzi a Dio per essere giudicati per le loro opere; e se le loro opere sono state immonde, è inevitabile che essi siano immondi; e se essi sono immondi, è inevitabile che essi non possano dimorare nel regno di Dio; altrimenti anche il regno di Dio dovrebbe essere immondo.

34  Ma ecco, io vi dico che il regno di Dio non è immondo, e nessuna cosa impura può entrare nel regno di Dio; pertanto è inevitabile che ci sia un luogo immondo preparato per ciò che è immondo.

35  E c'è un luogo preparato; sì, proprio quell'orribile inferno di cui ho parlato, e il diavolo ne è l'artefice; pertanto la condizione finale delle anime degli uomini è di dimorare nel regno di Dio o di essere scacciate a causa di quella giustizia di cui ho parlato.

36  Pertanto i malvagi sono respinti lontano dai giusti e anche da quell'albero della vita, il cui frutto è il più prezioso e il più desiderabile di tutti gli altri frutti; sì, ed è il più grande di tutti i doni di Dio. E così io parlai ai miei fratelli. Amen.

 

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 CAPITOLO 16

 

I malvagi considerano dura la verità — I figli di Lehi sposano le figlie di Ismaele — Il Liahona guida il loro percorso nel deserto — Di tempo in tempo messaggi del Signore sono scritti sul Liahona — Ismaele muore; la sua famiglia mormora a causa delle afflizioni. Circa 600–592 a.C.

 

1  ED ora avvenne che dopo che io, Nefi, ebbi cessato di parlare ai miei fratelli, ecco, essi mi dissero: tu ci hai dichiarato delle cose dure, più di quanto siamo in grado di sopportare.

2  E avvenne che io dissi loro che sapevo di aver detto parole dure contro i malvagi, secondo la verità; e i giusti io ho giustificati, e ho testimoniato che sarebbero stati elevati all'ultimo giorno; pertanto i colpevoli considerano dura la verità, perché li trafigge nel profondo.

3  Ed ora, fratelli miei, se voi foste giusti e foste disposti a dare ascolto alla verità e a prestarvi attenzione, per poter camminare rettamente dinanzi a Dio, allora non mormorereste a causa della verità, e non direste: Tu dici delle cose dure contro di noi.

4  E avvenne che io, Nefi, esortai in tutta diligenza i miei fratelli a obbedire ai comandamenti del Signore.

5  E avvenne che essi si umiliarono dinanzi al Signore, al punto che provai gioia e grandi speranze per loro, che avrebbero camminato sui sentieri della rettitudine.

6  Ora tutte queste cose furono dette e fatte mentre mio padre dimorava in una tenda nella valle che egli chiamò Lemuele.

7  E avvenne che io, Nefi, presi in moglie una delle figlie di Ismaele; e anche i miei fratelli presero moglie fra le figlie di Ismaele; e anche Zoram prese in moglie la figlia maggiore di Ismaele.

8  E così mio padre aveva adempiuto a tutti i comandamenti del Signore che gli erano stati dati. E io pure, Nefi, ero stato grandemente benedetto dal Signore.

9  E avvenne che la voce del Signore parlò di notte a mio padre e gli comandò che all'indomani si mettesse in viaggio nel deserto.

10  E avvenne che, quando mio padre si alzò al mattino e si avvicinò alla porta della tenda, con sua grande sorpresa vide a terra una sfera rotonda di accurata fattura; ed era di un bronzo fine. E all'interno della sfera c'erano due lancette, e una indicava la direzione verso cui dovevamo andare nel deserto.

11  E avvenne che radunammo tutte le cose che dovevamo portare nel deserto, e tutto il resto delle provviste che il Signore ci aveva dato; e prendemmo sementi di ogni specie, che potessimo portare nel deserto.

12  E avvenne che prendemmo le nostre tende e partimmo inoltrandoci nel deserto, attraversando il fiume Laman.

13  E avvenne che viaggiammo per lo spazio di quattro giorni, all'incirca in direzione sud sud-est, e piantammo di nuovo le tende; e demmo nome a questa località Shazer.

14  E avvenne che prendemmo i nostri archi e le nostre frecce e ci inoltrammo nel deserto per cacciare per le nostre famiglie; e dopo aver cacciato per le nostre famiglie, tornammo di nuovo dalle nostre famiglie nel deserto, alla località di Shazer. E ci inoltrammo di nuovo nel deserto, seguendo la stessa direzione, mantenendoci nelle parti più fertili del deserto, che erano sui confini presso il Mar Rosso.

15  E avvenne che viaggiammo per lo spazio di molti giorni, cacciando lungo il cammino con i nostri archi, le nostre frecce, le nostre pietre e le nostre fionde.

16  E seguivamo le indicazioni della sfera, che ci conduceva nelle parti più fertili del deserto.

17  E dopo aver viaggiato per lo spazio di molti giorni, piantammo le tende per un certo spazio di tempo, per poterci di nuovo riposare e procurare cibo per le nostre famiglie.

18  E avvenne che mentre io, Nefi, ero uscito a caccia, ecco, ruppi il mio arco che era fatto di un bell'acciaio; e dopo che ebbi rotto l'arco, ecco, i miei fratelli si adirarono contro di me a causa della perdita del mio arco, poiché non procurammo alcun cibo.

19  E avvenne che tornammo senza cibo alle nostre famiglie, e queste, essendo molto affaticate a causa del loro viaggiare, soffrirono molto per la mancanza di cibo.

20  E avvenne che Laman e Lemuele e i figli di Ismaele cominciarono a mormorare grandemente a causa delle loro sofferenze e delle loro afflizioni nel deserto; e anche mio padre cominciò a mormorare contro il Signore suo Dio; sì, ed erano tutti grandemente addolorati, al punto di mormorare contro il Signore.

21  Ora avvenne che io, Nefi, essendo afflitto, assieme ai miei fratelli, a causa della perdita del mio arco e avendo i loro archi perso la loro elasticità, le cose cominciarono a farsi molto difficili, sì, tanto che non potevamo procurare alcun cibo.

22  E avvenne che io, Nefi, parlai molto ai miei fratelli, perché avevano di nuovo indurito il loro cuore, fino a lamentarsi contro il Signore loro Dio.

23  E avvenne che io, Nefi, fabbricai un arco con del legno, e con una bacchetta diritta, una freccia; mi armai pertanto con un arco e una freccia, con una fionda e delle pietre. E dissi a mio padre: Dove andrò per procurar del cibo?

24  E avvenne che egli interrogò il Signore, poiché si erano umiliati a causa delle mie parole; poiché avevo detto loro molte cose con l'energia della mia anima.

25  E avvenne che la voce del Signore pervenne a mio padre; ed egli fu veramente castigato per aver mormorato contro il Signore, tanto da essere gettato nelle profondità del dolore.

26  E avvenne che la voce del Signore gli disse: Guarda la sfera, e vedi le cose che vi sono scritte.

27  E avvenne che quando mio padre vide le cose che erano scritte sulla sfera, temette e tremò grandemente, e anche i miei fratelli, i figli di Ismaele e le nostre mogli.

28  E avvenne che io, Nefi, vidi che le lancette che erano nella sfera operavano secondo la fede, la diligenza e l'attenzione che noi prestavamo loro.

29  E su di esse c'era anche scritta una nuova iscrizione che era chiara da leggere, che ci fece comprendere le vie del Signore; ed era scritta e cambiava di tanto in tanto, secondo la fede e la diligenza che prestavamo loro. E così vediamo che con piccoli mezzi il Signore può realizzare grandi cose.

30  E avvenne che io, Nefi, secondo le indicazioni che erano date sulla sfera, salii sulla cima della montagna.

31  E avvenne che uccisi delle bestie selvatiche, tanto che procurai del cibo per le nostre famiglie.

32  E avvenne che tornai alle nostre tende, portando le bestie che avevo ucciso; ed ora, quando videro che avevo procurato del cibo, quanto fu grande la loro gioia! E avvenne che essi si umiliarono dinanzi al Signore e gli resero grazie.

33  E avvenne che riprendemmo il nostro viaggio, muovendoci all'incirca nella stessa direzione che all'inizio; e dopo aver viaggiato per lo spazio di molti giorni, piantammo di nuovo le tende per poterci soffermare per un certo spazio di tempo.

34  E avvenne che Ismaele morì, e fu sepolto nel luogo che era chiamato Nahom.

35  E avvenne che le figlie di Ismaele fecero grande cordoglio a causa della perdita del loro padre e a causa delle loro afflizioni nel deserto; e mormorarono contro mio padre perché le aveva portate fuori dalla terra di Gerusalemme, dicendo: Nostro padre è morto; sì, e noi abbiamo vagato molto nel deserto e abbiamo sofferto molta afflizione, fame, sete e fatica; e dopo tutte queste sofferenze dobbiamo perire di fame nel deserto.

36  E così mormoravano contro mio padre e anche contro di me; e desideravano tornare di nuovo a Gerusalemme.

37  E Laman disse a Lemuele e anche ai figli di Ismaele: Ecco, uccidiamo nostro padre e anche nostro fratello Nefi che ha preteso di essere nostro governatore e nostro insegnante, noi che siamo i suoi fratelli maggiori.

38  Ora, egli dice che il Signore gli ha parlato e anche che degli angeli lo hanno servito. Ma ecco, noi sappiamo che egli ci mente; ed egli ci dice queste cose, e opera molte cose con le sue arti astute per poter ingannare i nostri occhi, credendo forse di poterci condurre lontano, in qualche deserto straniero; e dopo che ci avrà condotti lontano, egli ha pensato di farsi re e governatore sopra di noi, per poter fare di noi secondo il suo volere e il suo piacere. E in questo modo mio fratello Laman aizzava il loro cuore alla collera.

39  E avvenne che il Signore fu con noi, sì, venne proprio la voce del Signore e disse loro molte parole, e li castigò grandemente; e dopo essere stati castigati dalla voce del Signore, essi abbandonarono la loro ira e si pentirono dei loro peccati, al punto che il Signore ci benedisse di nuovo con del cibo, ché non avessimo a perire.

 

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 CAPITOLO 17

 

A Nefi è comandato di costruire una nave — I suoi fratelli gli si oppongono — Egli li esorta narrando di nuovo la storia del comportamento di Dio con Israele — Nefi è riempito del potere di Dio — Ai suoi fratelli è proibito di toccarlo, per non avvizzire come una canna secca. Circa 592–591 a.C.

 

1  E AVVENNE che riprendemmo il nostro viaggio nel deserto; e da allora in poi ci muovemmo all'incirca verso oriente. E viaggiammo nel deserto e attraversammo molte afflizioni; e le nostre donne partorirono dei figli nel deserto.

2  E sì grandi furono le benedizioni del Signore su di noi che, sebbene vivessimo di carne cruda nel deserto, le nostre donne avevano latte in abbondanza per i loro figli, ed erano forti, sì, proprio come gli uomini; e cominciarono a sopportare il loro viaggio senza mormorare.

3  E così vediamo che i comandamenti di Dio devono essere adempiuti. E se accade che i figlioli degli uomini obbediscono ai comandamenti di Dio, egli li nutre e li fortifica, e provvede i mezzi tramite i quali essi possano compiere ciò che egli ha loro comandato; pertanto egli ci procurò i mezzi mentre dimoravamo nel deserto.

4  E soggiornammo per lo spazio di molti anni, sì, ben otto anni nel deserto.

5  E giungemmo alla terra che chiamammo Abbondanza a causa della sua molta frutta e anche del miele selvatico; e tutte queste cose furono preparate dal Signore affinché non perissimo. E vedemmo il mare, che chiamammo Irreantum, che interpretato significa molte acque.

6  E avvenne che piantammo le tende presso la spiaggia; e nonostante avessimo sofferto molte afflizioni e molte difficoltà, sì, talmente tante che non possiamo scriverle tutte, fummo pieni di gioia quando arrivammo alla spiaggia, e chiamammo la località Abbondanza a causa della sua molta frutta.

7  E avvenne che dopo che io, Nefi, fui stato nella terra di Abbondanza per lo spazio di molti giorni, la voce del Signore mi pervenne, dicendo: Alzati e recati sulla montagna. E avvenne che mi alzai e salii sulla montagna e gridai al Signore.

8  E avvenne che il Signore mi parlò, dicendo: Costruirai una nave, secondo il modello che ti mostrerò, affinché io possa trasportare il tuo popolo al di là di queste acque.

9  E io dissi: Signore, dove andrò per poter trovare del minerale da fondere, per poter fabbricare degli attrezzi per costruire la nave secondo il modello che mi hai mostrato?

10  E avvenne che il Signore mi disse dove sarei dovuto andare per trovare del minerale per poter fabbricare degli attrezzi.

11  E avvenne che io, Nefi, feci un mantice di pelle di animali, con cui ravvivare il fuoco; e dopo che ebbi fatto il mantice per poter avere di che ravvivare il fuoco, battei insieme due pietre per poter fare il fuoco.

12  Poiché il Signore fino ad allora non aveva permesso che facessimo molto fuoco, mentre viaggiavamo nel deserto; poiché disse: Farò diventare gradevole il vostro cibo, perché non dobbiate cuocerlo.

13  E io sarò pure la vostra luce nel deserto; e io preparerò il cammino davanti a voi, se accadrà che obbedirete ai miei comandamenti; pertanto, inquantoché obbedirete ai miei comandamenti, sarete condotti verso la terra promessa; e saprete che è da me che siete condotti.

14  Sì, e il Signore disse pure: Dopo che sarete arrivati alla terra promessa, voi saprete che io, il Signore, sono Dio; e che io, il Signore, vi liberai dalla distruzione; sì, che vi portai fuori dalla terra di Gerusalemme.

15  Pertanto io, Nefi, mi sforzavo di obbedire ai comandamenti del Signore, ed esortavo i miei fratelli alla fedeltà e alla diligenza.

16  E avvenne che fabbricai degli attrezzi con il metallo che avevo fatto fondere dalla roccia.

17  E quando i miei fratelli videro che mi apprestavo a costruire una nave, cominciarono a mormorare contro di me, dicendo: Nostro fratello è uno sciocco, poiché crede di poter costruire una nave; sì, e crede anche di poter attraversare queste grandi acque.

18  E così i miei fratelli mormoravano contro di me, e non volevano lavorare, poiché non credevano ch'io potessi costruire una nave, né volevano credere che fossi istruito dal Signore.

19  Ed ora avvenne che io, Nefi, fui grandemente addolorato a causa della loro durezza di cuore; ed ora, quando videro che cominciavo ad essere addolorato, ne godettero in cuor loro al punto di prendersi gioco di me, dicendo: Sapevamo che non avresti potuto costruire una nave, perché sapevamo che avevi poco giudizio; pertanto non potrai compiere un'opera così grande.

20  E tu sei come nostro padre, sviato dalle assurde immaginazioni del suo cuore; sì, egli ci ha condotto fuori dalla terra di Gerusalemme; e abbiamo vagato nel deserto per tutti questi anni e le nostre donne hanno tribolato, appesantite dalle gravidanze, e hanno partorito nel deserto e sofferto ogni cosa, salvo la morte; e sarebbe stato meglio che fossero morte prima di uscire da Gerusalemme, piuttosto che aver sofferto queste afflizioni.

21  Ecco, noi abbiamo sofferto tutti questi anni nel deserto, mentre avremmo potuto goderci le nostre ricchezze e la terra della nostra eredità; sì, e avremmo potuto essere felici.

22  E sappiamo che il popolo che era nella terra di Gerusalemme era un popolo giusto poiché obbediva agli statuti e ai giudizi del Signore e a tutti i suoi comandamenti, secondo la legge di Mosè; pertanto sappiamo che è un popolo giusto, e nostro padre lo ha giudicato e ci ha condotti via perché abbiamo voluto dare ascolto alle sue parole; sì, e nostro fratello è come lui. E con espressioni di questo tipo i miei fratelli mormoravano, e mormoravano contro di noi.

23  E avvenne che io, Nefi, parlai loro, dicendo: Credete voi che i nostri padri, che erano i figlioli d'Israele, sarebbero stati condotti via fuori dalle mani degli Egiziani, se non avessero dato ascolto alle parole del Signore?

24  Sì, pensate che sarebbero stati condotti fuori di schiavitù, se il Signore non avesse comandato a Mosè di condurli fuori di schiavitù?

25  Ora voi sapete che i figlioli d'Israele erano in schiavitù; e sapete che erano oppressi da compiti che erano penosi da sopportare; sapete pertanto che necessariamente era una buona cosa per loro, l'essere portati fuori di schiavitù!

26  Ora, sapete che a Mosè fu comandato dal Signore di compiere questa grande opera; e sapete che mediante la sua parola le acque del Mar Rosso furono divise di qua e di là, ed essi vi passarono in mezzo all'asciutto.

27  Ma sapete che gli Egiziani, che erano gli eserciti di Faraone, annegarono nel Mar Rosso.

28  E sapete anche che essi furono nutriti di manna nel deserto.

29  Sì, e sapete anche che Mosè, mediante la sua parola, secondo il potere di Dio che era in lui, percosse la roccia e ne scaturì l'acqua, affinché i figlioli d'Israele potessero dissetarsi.

30  E nonostante fossero guidati e il Signore loro Dio, loro Redentore, andasse innanzi a loro e li guidasse di giorno e desse loro luce di notte e facesse per loro tutte le cose che era opportuno che ricevessero, essi indurirono il loro cuore e accecarono la loro mente, e insultarono Mosè e il Dio vero e vivente.

31  E avvenne che, secondo la sua parola, egli li distrusse; e secondo la sua parola egli li condusse; e secondo la sua parola egli fece ogni cosa per loro; e non fu fatto alcunché se non mediante la sua parola.

32  E dopo ch'essi ebbero attraversato il fiume Giordano, li rese potenti, fino a scacciare i figlioli di quel paese, sì, fino a disperderli per distruggerli.

33  Ed ora, pensate voi che i figlioli di questo paese, che erano nella terra promessa e che furono scacciati dai nostri padri, pensate voi che fossero giusti? Ecco, io vi dico: No.

34  Pensate voi che i nostri padri sarebbero stati preferiti a loro se essi fossero stati giusti? Io vi rispondo: No.

35  Ecco, il Signore stima ogni carne in un unico modo; colui che è giusto è favorito da Dio. Ma ecco, questo popolo aveva rigettato ogni parola di Dio ed erano maturi nell'iniquità; e la pienezza dell'ira di Dio era su di loro; e il Signore maledisse il paese a loro danno e lo benedisse per i nostri padri; sì, lo maledisse a loro danno per la loro distruzione, e lo benedisse per i nostri padri perché ottenessero potere su di esso.

36  Ecco, il Signore ha creato la terra affinché sia abitata; e ha creato i suoi figlioli affinché la posseggano.

37  Ed egli eleva una nazione giusta e distrugge le nazioni dei malvagi.

38  E conduce via i giusti in terre preziose, e i malvagi li distrugge; e maledice contro di loro il paese per il loro bene.

39  Egli governa alto nei cieli, poiché questo è il suo trono, e questa terra è lo sgabello dei suoi piedi.

40  Ed egli ama coloro che vogliono averlo per loro Dio. Ecco, egli amò i nostri padri e fece alleanza con loro, sì, proprio con Abrahamo, Isacco e Giacobbe; e ricordò le alleanze che aveva fatto, pertanto li portò fuori dal paese d'Egitto.

41  E li confinò nel deserto con la sua verga, poiché indurirono il loro cuore, proprio come voi; e il Signore li confinò a causa della loro iniquità. Mandò fra loro dei fiammeggianti serpenti volanti; e dopo che furono morsicati, egli preparò un modo affinché potessero essere guariti; e la fatica che avevano da fare, era di guardare; e a causa della semplicità di tale modo, ossia  per la sua facilità, ve ne furono molti che perirono.

42  Ed essi indurirono il loro cuore di tempo in tempo e insultarono Mosè e anche Dio; nondimeno voi sapete che furono condotti innanzi dal suo potere ineguagliabile nella terra di promessa.

43  Ed ora, dopo tutte queste cose, è venuto il tempo in cui sono divenuti malvagi, sì, quasi al colmo; e io non so altro se non che in questo tempo stanno per essere distrutti; poiché so che deve certamente venire il giorno in cui dovranno essere distrutti, salvo pochi soltanto che saranno condotti via in schiavitù.

44  Pertanto il Signore comandò a mio padre di partire, inoltrandosi nel deserto; e i Giudei cercarono anche di togliergli la vita; sì, e voi pure avete cercato di togliergli la vita; pertanto siete omicidi nel vostro cuore e siete come loro.

45  Siete solleciti a commettere iniquità ma lenti a ricordare il Signore vostro Dio. Avete visto un angelo, ed egli vi ha parlato; sì, avete udito la sua voce di tempo in tempo; ed egli vi ha parlato con voce calma e sommessa; ma voi eravate insensibili, cosicché non potevate sentire le sue parole; pertanto vi ha parlato come con voce di tuono che ha fatto tremare la terra, come se stesse per fendersi.

46  E sapete pure che, mediante il potere della sua parola onnipotente, egli può far sì che la terra cessi di esistere; e voi sapete che, mediante la sua parola, può far sì che i luoghi accidentati diventino piani e i luoghi piani siano dirotti. Oh, come è possibile allora che siate così duri di cuore?

47  Ecco, la mia anima è straziata d'angoscia a causa vostra, e il mio cuore è in pena; ho timore che siate rigettati per sempre. Ecco, sono pieno dello Spirito di Dio a tal punto che il mio corpo non ha più forza.

48  Ed ora avvenne che, quando ebbi pronunciato queste parole, essi si adirarono contro di me e volevano gettarmi nelle profondità del mare; e mentre avanzavano per mettermi le mani addosso parlai loro, dicendo: Nel nome di Dio onnipotente, vi comando di non toccarmi, perché sono riempito del potere di Dio, al punto che la mia carne ne è consumata; e chiunque metterà le mani su di me avvizzirà proprio come una canna secca e sarà come nulla dinanzi al potere di Dio, perché Dio lo colpirà.

49  E avvenne che io, Nefi, dissi loro che non dovevano più mormorare contro il loro padre, né dovevano più rifiutarsi di lavorare per me, poiché Dio mi aveva comandato di costruire una nave.

50  E dissi loro: Se Iddio mi avesse comandato di compiere ogni cosa, potrei farla. Se mi comandasse di dire a quest'acqua: Sii terra, sarebbe terra. E se lo dicessi, sarebbe fatto.

51  Ed ora, se il Signore ha un così gran potere, e ha operato così tanti miracoli tra i figlioli degli uomini, come mai non potrebbe istruirmi, cosicché io possa costruire una nave?

52  E avvenne che io, Nefi, dissi molte cose ai miei fratelli, tanto che furono confusi e non poterono contendere con me, né osarono mettermi addosso le mani, né toccarmi con un dito, sì, per lo spazio di molti giorni. Ora essi non osavano farlo, per timore di avvizzire dinanzi a me, così potente era lo Spirito di Dio; e così esso aveva operato su di loro.

53  E avvenne che il Signore mi disse: Stendi di nuovo la tua mano verso i tuoi fratelli, ed essi non avvizziranno dinanzi a te; ma io li scuoterò, dice il Signore, e farò questo affinché possano sapere che io sono il Signore, loro Dio.

54  E avvenne che io stesi la mano verso i miei fratelli, ed essi non avvizzirono dinanzi a me; ma il Signore li scosse, proprio secondo la parola che aveva detto.

55  E allora essi dissero: Sappiamo con sicurezza che il Signore è con te, perché sappiamo che è il potere del Signore che ci ha scossi. Ed essi caddero a terra dinanzi a me e stavano per adorarmi; ma io non lo permisi loro, dicendo: Sono vostro fratello, sì, anzi, vostro fratello minore; adorate pertanto il Signore vostro Dio e onorate vostro padre e vostra madre, affinché i vostri giorni possano essere lunghi sulla terra che il Signore, vostro Dio, vi darà.

 

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 CAPITOLO 18

 

La nave è completata — Sono menzionate le nascite di Giacobbe e di Giuseppe — Il gruppo si imbarca per la terra promessa — I figli di Ismaele e le loro mogli si uniscono in baldorie e nella ribellione — Nefi viene legato, e la nave è sospinta indietro da una terribile tempesta — Nefi è liberato e grazie alla sua preghiera la tempesta si calma — L'arrivo nella terra promessa. Circa 591–589 a.C.

 

1  E AVVENNE che essi adorarono il Signore, e procedettero assieme a me; e noi lavorammo del legname con singolare fattura. E il Signore mi mostrava di tanto in tanto in che modo dovevo lavorare il legname della nave.

2  Ora io, Nefi, non lavoravo il legname nella maniera appresa dagli uomini, né costruivo la nave alla maniera degli uomini, ma la costruivo nella maniera che il Signore mi aveva mostrato; pertanto non era alla maniera degli uomini.

3  E io, Nefi, andavo spesso sulla montagna e pregavo spesso il Signore; pertanto il Signore mi mostrava grandi cose.

4  E avvenne che dopo che ebbi finito la nave, secondo la parola del Signore, i miei fratelli videro che era buona e che era di bellissima fattura; pertanto si umiliarono di nuovo dinanzi al Signore.

5  E avvenne che la voce del Signore giunse a mio padre, che dovevamo alzarci e scendere nella nave.

6  E avvenne che all'indomani, dopo aver preparato ogni cosa, molta frutta e carne presa nel deserto, miele in abbondanza e provviste, secondo ciò che ci aveva comandato il Signore, scendemmo nella nave con tutto il nostro carico, le nostre sementi e tutto quanto avevamo portato con noi, ciascuno secondo la sua età; scendemmo pertanto tutti nella nave, con le nostre mogli e i nostri figli.

7  Ed ora, mio padre aveva generato due figli nel deserto: il maggiore aveva nome Giacobbe e il minore Giuseppe.

8  E avvenne che, dopo che fummo tutti scesi nella nave e che avemmo preso con noi le nostre provviste e le cose che ci erano state comandate, ci mettemmo in mare e fummo sospinti innanzi dal vento verso la terra promessa.

9  E dopo essere stati sospinti innanzi dal vento per lo spazio di molti giorni, ecco, i miei fratelli e i figli di Ismaele e anche le loro mogli cominciarono a darsi all'allegria, tanto che cominciarono a danzare, a cantare e a parlare con molta volgarità, sì, fino a dimenticare per quale potere erano stati portati là; sì, si spinsero fino ad una volgarità estrema.

10  E io, Nefi, cominciai a temere grandemente che il Signore si adirasse con noi e ci colpisse a causa delle nostre iniquità, così da essere inghiottiti nelle profondità del mare; pertanto io, Nefi, presi a parlar loro con molta sobrietà; ma ecco, essi si adirarono contro di me, dicendo: Non vogliamo che nostro fratello minore sia governatore su di noi.

11  E avvenne che Laman e Lemuele mi presero, mi legarono con delle corde e mi trattarono con molta asprezza; nondimeno il Signore lo permise per poter mostrare il suo potere fino ad adempiere la sua parola che egli aveva pronunciato riguardo ai malvagi.

12  E avvenne che, dopo che mi ebbero legato al punto che non potevo muovermi, la bussola che era stata preparata dal Signore cessò di funzionare.

13  Pertanto essi non sapevano dove dovessero dirigere la nave; al punto che si alzò una grande burrasca, sì, una grande e terribile tempesta, e fummo sospinti indietro sulle acque per lo spazio di tre giorni; ed essi cominciarono ad essere grandemente impauriti per il timore di annegare nel mare; nondimeno non mi slegarono.

14  E il quarto giorno che eravamo sospinti indietro, la tempesta cominciò ad essere estremamente violenta.

15  E avvenne che stavamo per essere inghiottiti nelle profondità del mare. E dopo essere stati sospinti indietro sulle acque per lo spazio di quattro giorni, i miei fratelli cominciarono a vedere che i giudizi di Dio erano su di loro e che dovevano perire, a meno che non si fossero pentiti delle loro iniquità. Pertanto vennero a me e slegarono le corde che avevo ai polsi; ed ecco, essi si erano estremamente gonfiati; e le mie caviglie erano pure assai gonfie ed erano molto doloranti.

16  Nondimeno io guardavo al mio Dio, e lo lodavo per tutto il giorno; e non mormorai contro il Signore a causa delle mie afflizioni.

17  Ora, mio padre Lehi aveva detto loro molte cose, e anche ai figli di Ismaele; ma ecco, essi avevano proferito grandi minacce contro chiunque parlasse in mio favore; ed essendo i miei genitori indeboliti per l'età e avendo sofferto molto dolore a causa dei loro figli, erano abbattuti al punto da mettersi a letto ammalati.

18  A causa della loro afflizione e del grande dolore, e dell'iniquità dei miei fratelli, essi erano stati condotti quasi sul punto di essere portati fuori da questo tempo per incontrare il loro Dio; sì, i loro capelli grigi stavano per essere posti a giacere giù nella polvere; sì, erano proprio prossimi ad essere gettati con dolore in una tomba d'acqua.

19  E anche Giacobbe e Giuseppe, essendo giovani e avendo bisogno di molte cure, erano addolorati a causa delle afflizioni della loro madre; e neppure mia moglie, con le sue lacrime e le sue preghiere, né i miei figli poterono intenerire il cuore dei miei fratelli affinché mi slegassero.

20  E non vi fu nulla, salvo il potere di Dio che li minacciava di distruzione, che poté intenerire il loro cuore; pertanto, quando videro che stavano per essere inghiottiti nelle profondità del mare, si pentirono di quanto avevano fatto, tanto che mi slegarono.

21  E avvenne che dopo che mi ebbero slegato, ecco, io presi la bussola, ed essa funzionò come avevo desiderato. E avvenne che pregai il Signore; e dopo che ebbi pregato, i venti cessarono, la burrasca cessò e ci fu grande calma.

22  E avvenne che io, Nefi, guidai la nave, cosicché navigammo di nuovo verso la terra promessa.

23  E avvenne che, dopo aver navigato per lo spazio di molti giorni, giungemmo alla terra promessa; e ci inoltrammo nel paese e piantammo le nostre tende; e lo chiamammo la terra promessa.

24  E avvenne che cominciammo a lavorare la terra e cominciammo a piantare sementi; sì, mettemmo nella terra tutte le sementi che avevamo portato dalla terra di Gerusalemme. E avvenne che crebbero straordinariamente; pertanto fummo benedetti in abbondanza.

25  E avvenne che, mentre viaggiavamo nel deserto, trovammo che nella terra promessa c'erano bestie di ogni specie nelle foreste: sia vacche che buoi, asini e cavalli, capre e capre selvatiche e ogni sorta di animali selvatici adatti all'uso dell'uomo. E trovammo ogni sorta di minerali, sia d'oro, che d'argento, che di rame.

 

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 CAPITOLO 19

 

Nefi fabbrica tavole di metallo e registra la storia del suo popolo — Il Dio di Israele verrà dopo seicento anni dal tempo in cui Lehi lasciò Gerusalemme — Nefi narra le sue sofferenze e la sua crocifissione — I Giudei saranno disprezzati e dispersi fino agli ultimi giorni, quando essi ritorneranno al Signore. Circa 588–570 a.C.

 

1  E AVVENNE che il Signore me lo comandò, pertanto feci delle tavole di metallo per potervi incidere la storia del mio popolo. E sulle tavole che avevo fatto incisi la storia di mio padre e anche i nostri viaggi nel deserto e le profezie di mio padre; e vi incisi pure molte delle mie stesse profezie.

2  E al tempo in cui le feci, non sapevo che mi sarebbe stato comandato dal Signore di fare queste tavole; pertanto la storia di mio padre, la genealogia dei suoi padri e la maggior parte di tutte le nostre vicissitudini nel deserto sono incise su quelle prime tavole di cui ho parlato; pertanto, le cose che accaddero prima che facessi queste tavole sono, per la verità, menzionate più particolarmente sulle prime tavole.

3  E dopo che, per via di comandamento, ebbi fatto queste tavole, io, Nefi, ricevetti il comandamento che il ministero e le profezie, le loro parti più chiare e più preziose, fossero scritte su queste tavole e che le cose che vi sarebbero state scritte fossero conservate per l'istruzione del mio popolo, che avrebbe posseduto il paese, e anche per altri saggi scopi, scopi che sono noti al Signore.

4  Pertanto io, Nefi, feci una storia sulle altre tavole, che dà un racconto, ovvero che dà un più esteso racconto delle guerre, delle contese e delle distruzioni del mio popolo. E questo feci, e comandai al mio popolo ciò che avrebbe dovuto fare dopo la mia dipartita: che queste tavole avrebbero dovuto essere tramandate da una generazione all'altra, ovvero da un profeta all'altro, fino a ulteriori comandamenti del Signore.

5  E un racconto di come feci queste tavole sarà dato qui appresso; ed ora, ecco, io procedo secondo ciò che ho detto, e faccio questo affinché le cose più sacre possano essere conservate per essere conosciute dal mio popolo.

6  Nondimeno non scrivo nulla su tavole salvo ciò che io ritengo sia sacro. Ed ora, se io erro, pure gli antichi errarono; non ch'io voglia scusarmi a causa di altri; ma vorrei scusarmi per la debolezza che è in me secondo la carne.

7  Poiché le cose che alcuni stimano essere di grande valore, sia per il corpo che per l'anima, altri le disprezzano e le calpestano sotto i piedi. Sì, gli uomini calpestano sotto i piedi perfino il Dio stesso di Israele; dico calpestano sotto i piedi, ma direi con altre parole — Lo considerano nulla e non danno ascolto alla voce dei suoi consigli.

8  Ed ecco, egli viene, secondo le parole dell'angelo, dopo seicento anni dal tempo in cui mio padre lasciò Gerusalemme.

9  E il mondo, a causa della sua iniquità, lo giudicherà esser cosa da nulla; perciò lo flagelleranno, ed egli lo sopporterà; lo percuoteranno ed egli lo sopporterà. Sì, gli sputeranno addosso, ed egli lo sopporterà a motivo della sua amorevole bontà e della sua longanimità verso i figlioli degli uomini.

10  E il Dio dei nostri padri, che furono condotti fuori d'Egitto, fuori dalla schiavitù, e che furono pure preservati da lui nel deserto, sì, il Dio di Abrahamo, e di Isacco, e il Dio di Giacobbe, si consegna, secondo le parole dell'angelo, come un uomo, nelle mani dei malvagi, per essere innalzato, secondo le parole di Zenoc, per essere crocifisso, secondo le parole di Neum, e per essere seppellito in un sepolcro, secondo le parole di Zenos, che egli pronunciò riguardo ai tre giorni di tenebre, che sarebbero stati un segno della sua morte dato a coloro che avrebbero abitato le isole del mare, e dato più specialmente a coloro che sono del casato d'Israele.

11  Poiché così parlò il profeta: Il Signore Iddio visiterà certamente tutto il casato d'Israele in quel giorno, alcuni con la sua voce, a motivo della loro rettitudine, con loro grande gioia e per la loro salvezza, e altri con i tuoni e i fulmini del suo potere, con tempesta, fuoco, fumo e vapori tenebrosi, e con l'aprirsi della terra, e con montagne che saranno innalzate.

12  E tutte queste cose dovranno certamente avvenire, dice il profeta Zenos. E le rocce della terra dovranno spaccarsi; e a causa dei gemiti della terra, molti dei re delle isole del mare saranno indotti dallo Spirito di Dio ad esclamare: Il Dio della natura soffre.

13  E quanto a coloro che sono a Gerusalemme, dice il profeta, essi saranno flagellati da tutti i popoli, perché avranno crocifisso il Dio d'Israele e distolto da lui il loro cuore, rigettando i segni e i prodigi, e il potere e la gloria del Dio d'Israele.

14  E poiché essi distolgono da lui il loro cuore, dice il profeta, e hanno disprezzato il Santo d'Israele, essi saranno errabondi nella carne e periranno, e diverranno un obbrobrio e una favola e saranno odiati fra tutti i popoli.

15  Nondimeno, dice il profeta, quando verrà il giorno in cui essi non distoglieranno più il loro cuore dal Santo d'Israele, allora egli si ricorderà delle alleanze che fece con i loro padri.

16  Sì, allora si ricorderà delle isole del mare. Sì, radunerò tutti i popoli che sono del casato d'Israele, dice il Signore, secondo le parole del profeta Zenos, dai quattro canti della terra.

17  Sì, e tutta la terra vedrà la salvezza del Signore, dice il profeta; ogni nazione, tribù, lingua e popolo sarà benedetto.

18  E io, Nefi, ho scritto queste cose per il mio popolo, per poterlo forse persuadere a ricordarsi del Signore, suo Redentore.

19  Pertanto io parlo a tutto il casato d'Israele, se accadrà che esso otterrà queste cose.

20  Perché, ecco, io provo nello spirito, per quelli che stanno a Gerusalemme, un travaglio che mi debilita sino al punto che tutte le mie giunture sono deboli, poiché se il Signore non fosse stato misericordioso, mostrandomi ciò che li riguarda, proprio come egli fece ai profeti antichi, sarei perito io pure.

21  E certamente egli mostrò agli antichi profeti tutte le cose che li riguardavano; e mostrò pure a molti ciò che riguarda noi, pertanto è necessario che noi conosciamo ciò che li riguarda, per quanto è scritto sulle tavole di bronzo.

22  Ora avvenne che io, Nefi, insegnai queste cose ai miei fratelli, e avvenne che lessi loro molte cose che erano incise sulle tavole di bronzo, affinché potessero conoscere quanto fece il Signore in altri paesi, fra i popoli antichi.

23  E lessi loro molte cose che erano scritte nei libri di Mosè; ma per poterli persuadere più completamente a credere nel Signore, loro Redentore, lessi loro ciò che fu scritto dal profeta Isaia; applicai infatti a noi tutte le Scritture, affinché questo ci potesse essere di profitto e di istruzione.

24  Parlai pertanto loro dicendo: Udite le parole del profeta, voi che siete un resto del casato d'Israele, un ramo che è stato staccato; udite le parole del profeta che furono scritte per tutto il casato d'Israele, e applicatele a voi stessi, affinché possiate nutrire speranza così come i vostri fratelli dai quali siete stati staccati; perché in questo modo ha scritto il profeta.

 

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 CAPITOLO 20

 

Il Signore rivela i suoi propositi a Israele — Israele è stata scelta nella fornace dell'afflizione e deve uscire da Babilonia — Confrontare con Isaia 48. Circa 588–570 a.C.

 

1  DÀ ascolto e odi questo, o casato di Giacobbe, che siete chiamati col nome di Israele, e che siete usciti fuori dalle acque di Giuda, ovvero fuor dalle acque del battesimo, voi che giurate per il nome del Signore e menzionate il Dio d'Israele, eppure non giurate in sincerità né in rettitudine.

2  Nondimeno essi prendono il loro nome dalla città santa, ma non si appoggiano sul Dio d'Israele, che è il Signore degli eserciti; sì, Signore degli eserciti è il suo nome.

3  Ecco, io ho proclamato le cose di prima fin dal principio; esse procedettero dalla mia bocca e io le svelai. Io le svelai d'un tratto.

4  E lo feci perché sapevo che tu sei ostinato, che il tuo collo è un nerbo di ferro e la tua fronte di bronzo.

5  E te le ho proclamate proprio fin dal principio; te le svelai prima che avvenissero; e le svelai per tema che tu dicessi: Il mio idolo le ha fatte e la mia immagine scolpita, e la mia immagine fusa le ha ordinate.

6  Tu hai veduto e udito tutto ciò; e non le proclamerai? E che ti ho svelato cose nuove da questo momento, sì, cose nascoste, e tu non le sapevi.

7  Esse sono create ora, e non fin dal principio, ed esse ti furono proclamate ancor prima del giorno in cui tu non le ascoltasti, per timore che tu non dicessi: Ecco, io le sapevo.

8  Sì, e tu non ascoltasti; sì, tu non sapesti, sì, da quel tempo le tue orecchie non erano aperte; poiché sapevo che ti saresti condotta molto slealmente e che eri chiamata disobbediente fin dal grembo materno.

9  Ciò nondimeno, per amor del mio nome, differirò la mia ira, e per la mia gloria mi tratterrò da te, per non reciderti.

10  Poiché, ecco, io ti ho raffinato, ti ho scelto nella fornace dell'afflizione.

11  Per amor di me stesso, sì, per amor di me stesso io farò questo, poiché non permetterò che il mio nome sia profanato; e io non darò la mia gloria ad un altro.

12  Dammi ascolto, o Giacobbe, e Israele che io ho chiamato, poiché sono io quello; io sono il primo, e sono anche l'ultimo.

13  La mia mano ha pure posto le fondamenta della terra, e la mia destra ha spiegato i cieli. Io li chiamo ed essi si levano assieme.

14  Voi tutti, adunatevi e udite: Chi fra loro ha proclamato loro tali cose? Il Signore lo ha amato, sì, ed egli adempierà la sua parola, ch'egli ha proclamato tramite loro; e agirà a piacer suo su Babilonia, e il suo braccio cadrà sui Caldei.

15  Dice anche il Signore: Io, il Signore, sì, io ho parlato; sì, io l'ho chiamato per proclamare, io l'ho fatto venire ed egli farà prosperare la sua impresa.

16  Accostatevi a me; io non ho parlato in segreto; fin dall'inizio, fin dal tempo in cui fu proclamato, io ho parlato; e il Signore Iddio e il suo Spirito mi hanno mandato.

17  E così dice il Signore, il tuo Redentore, il Santo d'Israele: Io l'ho mandato; il Signore tuo Dio, che ti insegna per il tuo bene, che ti guida per la via che dovresti percorrere, lo ha fatto.

18  Oh, se tu avessi dato ascolto ai miei comandamenti! La tua pace sarebbe allora stata come un fiume e la tua rettitudine come le onde del mare.

19  La tua posterità pure sarebbe stata come la rena, e la progenie delle tue viscere come granelli di sabbia; il suo nome non sarebbe stato reciso né distrutto dal mio cospetto.

20  Uscite da Babilonia, fuggite dai Caldei; con voce di giubilo proclamatelo, banditelo, datene voce fino alle estremità della terra; dite: Il Signore ha redento il suo servo Giacobbe.

21  Ed essi non ebbero sete: egli li condusse attraverso i deserti, fece scaturire per essi acqua dalla roccia, spaccò pure la roccia e ne sgorgò acqua.

22  E nonostante egli abbia fatto tutto questo, ed anche cose più grandi, non v'è pace per i malvagi, dice il Signore.

 

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 CAPITOLO 21

 

Il Messia sarà una luce per i Gentili e libererà i prigionieri — Israele sarà radunata con potere negli ultimi giorni — I re saranno i loro balii — Confrontare con Isaia 49. Circa 588–570 a.C.

 

1  E ANCORA, date ascolto, o voi del casato d'Israele, voi tutti che siete recisi e scacciati a causa della malvagità dei pastori del mio popolo; sì, voi tutti che siete recisi, che siete dispersi ovunque, che siete del mio popolo, o casato d'Israele. Ascoltatemi, o isole, e date ascolto, voi popoli da lontano; il Signore mi ha chiamato fin dal grembo materno, fin dalle viscere di mia madre egli ha menzionato il mio nome.

2  E ha reso la mia bocca come una spada affilata; all'ombra della sua mano egli mi ha nascosto e mi ha reso una freccia aguzza; mi ha nascosto nella sua faretra.

3  E mi ha detto: Tu sei il mio servo, o Israele, nel quale io sarò glorificato.

4  Allora io dissi: Mi sono affaticato invano, invano e inutilmente ho consumato la mia forza; certamente il mio giudizio è col Signore e la mia opera col mio Dio.

5  Ed ora, dice il Signore — che mi formò fin dal grembo materno per essere il suo servo, per riportargli Giacobbe — sebbene Israele non sia radunato, tuttavia sarò glorioso agli occhi del Signore, e il mio Dio sarà la mia forza.

6  Ed egli disse: È poca cosa che tu sia mio servo per rialzare le tribù di Giacobbe e per ristabilire i superstiti d'Israele. Io ti darò pure come una luce per i Gentili, affinché tu possa essere la mia salvezza fino alle estremità della terra.

7  Così dice il Signore, il Redentore d'Israele, il suo Santo, a colui che gli uomini disprezzano, a colui che le nazioni aborrono, al servo dei governanti: I re vedranno e si alzeranno, e anche i principi adoreranno, a motivo del Signore che è fedele.

8  Così dice il Signore: Nel tempo della benevolenza vi ho udito, o isole del mare, e nel giorno della salvezza vi ho aiutato; e vi preserverò, e vi darò il mio servo per l'alleanza del popolo, per stabilire la terra, per far ereditare le eredità desolate.

9  Affinché tu possa dire ai prigionieri: Uscite; a coloro che sono assisi nelle tenebre: Mostratevi. Essi pascoleranno sulle vie, e i loro pascoli saranno in ogni luogo elevato.

10  Essi non avranno fame né sete; né il caldo né il sole li colpirà; poiché Colui che ha misericordia di loro li condurrà; sì, presso sorgenti d'acqua li guiderà.

11  E di tutti i miei monti io farò un sentiero, e le mie strade maestre saranno innalzate.

12  E allora, o casato d'Israele, ecco, questi verranno da lontano; ed ecco, questi dal settentrione e dall'occidente e questi dalla terra di Sinim.

13  Cantate, o cieli, e gioisci, o terra, poiché i piedi di coloro che sono al levante saranno stabiliti; e prorompete in canti, o montagne, poiché essi non saranno mai più castigati; poiché il Signore ha consolato il suo popolo e avrà misericordia dei suoi afflitti.

14  Ma ecco, Sion ha detto: Il Signore mi ha abbandonata e il mio Signore mi ha dimenticata — ma egli mostrerà che non l'ha fatto.

15  Poiché, può una donna dimenticare il suo figlioletto che poppa, così, da non avere compassione del figlio del suo grembo? Sì, possono dimenticare; io però non ti dimenticherò, o casato d'Israele.

16  Ecco, ti ho inciso sul palmo delle mie mani; le tue mura sono continuamente dinanzi a me.

17  I tuoi figlioli si affretteranno contro i tuoi distruttori; e quelli che ti hanno devastata usciranno da te.

18  Alza gli occhi all'intorno, e guarda: tutti costoro si radunano e verranno a te. E come io vivo, dice il Signore, certamente tu ti rivestirai di tutti loro, come di un ornamento, e te ne cingerai come una sposa.

19  Poiché le tue rovine e i tuoi luoghi desolati e la terra della tua distruzione saranno fin d'ora troppo stretti a causa degli abitanti; e quelli che ti divoravano saranno lontano.

20  I figlioli che tu avrai, dopo avere perduto i primi, ti diranno ancora all'orecchio: Questo luogo è troppo ristretto per me; dammi altro posto ove possa abitare.

21  Allora tu dirai in cuor tuo: Chi mi ha generato costoro, visto che avevo perduto i miei figlioli e che sono desolata, prigioniera, errante qua e là? E chi li ha allevati? Ecco, ero stata lasciata sola; e questi dov'erano?

22  Così dice il Signore Iddio: Ecco, io alzerò la mano verso i Gentili, e innalzerò il mio stendardo verso i popoli; ed essi porteranno i tuoi figli in braccio, e le tue figlie saranno portate sulle loro spalle.

23  E i re saranno i tuoi balii e le loro regine le tue balie; s'inchineranno dinanzi a te con la faccia a terra, e leccheranno la polvere dei tuoi piedi; e tu saprai che io sono il Signore, poiché coloro che sperano in me non proveranno vergogna.

24  Poiché, sarà forse tolta al potente la sua preda, o saranno liberati i prigionieri legittimi?

25  Ma così dice il Signore, anche i prigionieri del potente saranno portati via, e la preda del tiranno sarà liberata, poiché io lotterò con colui che lotta con te e io salverò i tuoi figlioli.

26  E a coloro che ti opprimono io darò da mangiare la loro propria carne e s'inebrieranno del loro proprio sangue come con il vin dolce; e ogni carne saprà che io, il Signore, sono il tuo Salvatore e il tuo Redentore, il Potente di Giacobbe.

 

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 CAPITOLO 22

 

Israele sarà dispersa su tutta la faccia della terra — Negli ultimi giorni i Gentili alleveranno e nutriranno Israele con il Vangelo — Israele sarà radunata e salvata, e i malvagi bruceranno come stoppia — Il regno del diavolo sarà distrutto e Satana sarà legato. Circa 588–570 a.C.

 

1  ED ora avvenne che dopo che io, Nefi, ebbi letto queste cose che erano incise sulle tavole di bronzo, i miei fratelli vennero da me e mi dissero: Cosa significano queste cose che hai letto? Ecco, si debbono intendere riferite a cose che sono spirituali, che avverranno secondo lo spirito e non secondo la carne?

2  E io, Nefi, dissi loro: Ecco, esse furono manifestate al profeta dalla voce dello Spirito; poiché mediante lo Spirito sono rese note ai profeti tutte le cose che accadranno ai figlioli degli uomini secondo la carne.

3  Pertanto le cose di cui ho letto sono cose che si riferiscono a cose sia temporali che spirituali; poiché è evidente che il casato d'Israele prima o poi sarà disperso su tutta la faccia della terra e anche fra tutte le nazioni.

4  Ed ecco, ve ne sono molti che sono già perduti secondo la conoscenza di coloro che sono a Gerusalemme. Sì, la maggior parte di tutte le tribù sono state condotte via, e sono disperse qua e là sulle isole del mare; e dove siano, nessuno di noi lo sa, sappiamo soltanto che sono state condotte via.

5  E da quando sono state condotte via, queste cose sono state profetizzate a loro riguardo, e anche a riguardo di tutti coloro che d'ora in poi saranno dispersi e confusi, a causa del Santo d'Israele; poiché essi induriranno il loro cuore contro di lui; pertanto saranno dispersi fra tutte le nazioni e saranno odiati da tutti gli uomini.

6  Nondimeno, dopo che essi saranno stati allevati dai Gentili, e il Signore avrà alzato la sua mano sui Gentili e li avrà innalzati come uno stendardo e i loro figlioli saranno stati portati fra le loro braccia e le loro figliole saranno state portate sulle loro spalle, ecco, queste cose di cui si parla sono temporali; poiché tali sono le alleanze del Signore coi nostri padri, e si riferiscono a noi in giorni a venire, e anche a tutti i nostri fratelli che sono del casato d'Israele.

7  E significa che verrà il tempo in cui, dopo che tutto il casato d'Israele sarà stato disperso e confuso, il Signore Iddio farà sorgere una potente nazione fra i Gentili, sì, proprio sulla faccia di questa terra; e da loro la nostra posterità sarà dispersa.

8  E dopo che la nostra posterità sarà stata dispersa, il Signore Iddio procederà a compiere un'opera meravigliosa fra i Gentili, che sarà di grande valore per la nostra posterità; pertanto ciò è paragonato all'essere nutriti dai Gentili e portati in braccio e sulle spalle.

9  E sarà pure di valore per i Gentili; e non solo per i Gentili, ma per tutto il casato d'Israele, fino a rendere note le alleanze del Padre del cielo con Abrahamo, che dicono: Nella tua posterità saranno benedette tutte le stirpi della terra.

10  E io vorrei, fratelli miei, che sapeste che tutte le stirpi della terra non possono essere benedette a meno che egli metta a nudo il suo braccio agli occhi delle nazioni.

11  Pertanto il Signore Iddio procederà a mettere a nudo il suo braccio agli occhi di tutte le nazioni, facendo avverare le sue alleanze e il suo Vangelo per quelli che sono del casato d'Israele.

12  Pertanto egli li porterà di nuovo fuori di schiavitù, ed essi saranno radunati nelle terre della loro eredità, e saranno portati fuori dall'oscurità e fuori dalle tenebre; ed essi sapranno che il Signore è il loro Salvatore e il loro Redentore, il Potente di Israele.

13  E il sangue di quella chiesa grande e abominevole, che è la prostituta di tutta la terra, ricadrà sulle loro teste; poiché si faranno guerra fra loro, e la spada che hanno in mano cadrà sulla loro propria testa, e si inebrieranno del loro proprio sangue.

14  E tutte le nazioni che scenderanno in guerra contro di te, o casato d'Israele, saranno rivolte l'una contro l'altra, e cadranno nella fossa ch'esse avevano scavata per insidiare il popolo del Signore. E tutti coloro che combattono contro Sion saranno distrutti, e quella grande prostituta, che ha pervertito le diritte vie del Signore, sì, quella chiesa grande e abominevole, crollerà nella polvere, e grande sarà la sua rovina.

15  Poiché ecco, dice il profeta, viene presto il tempo in cui Satana non avrà più potere sul cuore dei figlioli degli uomini; poiché vien presto il giorno in cui tutti i superbi e gli operatori d'iniquità saranno come stoppia; e viene il giorno in cui devono essere bruciati.

16  Poiché vien presto il tempo in cui la pienezza dell'ira di Dio sarà riversata su tutti i figlioli degli uomini; poiché egli non permetterà che i malvagi distruggano i giusti.

17  Pertanto, egli preserverà i giusti mediante il suo potere, anche se accadrà che debba venire la pienezza della sua ira, e i giusti debbano essere preservati, sì, fino alla distruzione dei loro nemici col fuoco. Pertanto i giusti non debbono temere poiché, così dice il profeta, essi saranno salvati, anche se dovesse essere col fuoco.

18  Ecco, fratelli miei, io vi dico che queste cose debbono venire fra breve; sì, debbono persino venire il sangue, il fuoco e il vapore di fumo, ed è necessario che ciò avvenga sulla faccia di questa terra; e ciò viene agli uomini secondo la carne, se accadrà che induriranno il cuore contro il Santo d'Israele.

19  Poiché ecco, i giusti non periranno; poiché deve certamente venire il tempo in cui tutti coloro che combattono contro Sion saranno recisi.

20  E il Signore preparerà sicuramente una via per il suo popolo, per adempiere le parole di Mosè, che egli pronunciò dicendo: Il Signore vostro Iddio vi susciterà un profeta simile a me; ascoltatelo in tutto, qualsiasi cosa egli vi dirà. E avverrà che tutti coloro che non daranno ascolto a quel profeta saranno recisi di frammezzo al popolo.

21  Ed ora io, Nefi, vi dichiaro che questo profeta di cui parlò Mosè era il Santo d'Israele; pertanto egli eserciterà il giudizio in rettitudine.

22  E i giusti non debbono temere, poiché son quelli che non saranno confusi. Ma è il regno del diavolo, che sarà edificato fra i figlioli degli uomini, regno che è stabilito fra coloro che sono nella carne —

23  Poiché verrà presto il tempo in cui tutte le chiese che sono edificate per ottenere guadagno, tutte quelle che sono edificate per ottenere potere sulla carne, quelle che sono edificate per diventare popolari agli occhi del mondo e quelle che cercano le concupiscenze della carne e le cose del mondo e di compiere ogni sorta d'iniquità, sì, in fine, tutte quelle che appartengono al regno del diavolo, son esse che debbono temere, tremare e rabbrividire; son esse quelle che debbono essere abbassate nella polvere; son esse quelle che debbono essere consumate come stoppia; e ciò è secondo le parole del profeta.

24  E viene presto il tempo in cui i giusti dovranno essere condotti come vitelli da stalla, e il Santo d'Israele dovrà regnare in dominio, in forza, in potenza e grande gloria.

25  Ed egli raduna i suoi figlioli dai quattro canti della terra, e conta le sue pecore, ed esse lo conoscono; e vi sarà un solo gregge e un solo pastore; ed egli pascerà le sue pecore e in lui esse troveranno pastura.

26  E per la rettitudine del suo popolo, Satana non ha nessun potere; pertanto non può essere sciolto per lo spazio di molti anni; poiché non ha nessun potere sui cuori del popolo, poiché essi dimorano in rettitudine, e il Santo d'Israele regna.

27  Ed ora ecco, io, Nefi, vi dico che tutte queste cose debbono venire secondo la carne.

28  Ma ecco, tutte le nazioni, tribù, lingue e popoli dimoreranno in sicurezza nel Santo d'Israele, se accadrà che si pentiranno.

29  Ed ora io, Nefi, termino perché non oso parlare oltre per ora riguardo queste cose.

30  Pertanto, fratelli miei, io vorrei che voi consideraste che le cose che sono state scritte sulle tavole di bronzo sono veritiere; ed esse attestano che l'uomo deve essere obbediente ai comandamenti di Dio.

31  Pertanto, non dovete supporre che io e mio padre siamo i soli ad averli attestati e anche insegnati. Pertanto, se sarete obbedienti ai comandamenti e persevererete fino alla fine, sarete salvati all'ultimo giorno. E così è. Amen.

 

 

 

 

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IL SECONDO LIBRO DI

NEFI

 

Capitoli:

1  2  3  4  5  6  7  8  9  10

11  12  13  14  15  16  17  18  19  20

21  22  23  24  25  26  27  28  29  30

31  32  33

 

Racconto della morte di Lehi. I fratelli di Nefi si ribellano contro di lui. Il Signore avverte Nefi di partire per il deserto. Suoi viaggi nel deserto, e così via.

 

 

 CAPITOLO 1

 

Lehi profetizza di una terra di libertà — La sua posterità sarà  dispersa e castigata se respingerà il Santo d'Israele — Egli esorta i suoi figli a rivestirsi dell'armatura della rettitudine. Circa 588–570 a.C.

 

1  ED ora avvenne che dopo che io, Nefi, ebbi cessato di istruire i miei fratelli, anche nostro padre Lehi disse loro molte cose, e ripeté loro quali grandi cose il Signore aveva fatto per loro nel portarli fuori dalla terra di Gerusalemme.

2  E parlò loro riguardo alla loro ribellione sulle acque e alla misericordia di Dio nel risparmiar loro la vita, cosicché non erano stati inghiottiti dal mare.

3  Ed egli parlò loro anche riguardo alla terra di promessa, che essi avevano ottenuto — come il Signore era stato misericordioso nell'avvertirci di fuggire dalla terra di Gerusalemme.

4  Poiché ecco, disse egli, ho avuto una visione dalla quale so che Gerusalemme è distrutta; e se fossimo rimasti a Gerusalemme saremmo periti pure noi.

5  Ma, disse egli, nonostante le nostre afflizioni, abbiamo ottenuto una terra di promessa, una terra che è scelta sopra tutte le altre terre; una terra che il Signore Iddio ha convenuto con me che sarebbe stata una terra per l'eredità alla mia posterità. Sì, il Signore ha dato per alleanza questa terra a me e ai miei figlioli per sempre, e anche a tutti coloro che sarebbero stati condotti fuori da altre nazioni dalla mano del Signore.

6  Pertanto io, Lehi, profetizzo secondo l'influsso dello Spirito che è in me, che nessuno verrà in questa terra salvo che vi siano portati dalla mano del Signore.

7  Pertanto questa terra è consacrata a colui che egli vi porterà. E se accadrà che essi lo serviranno secondo i comandamenti che egli ha dato, sarà per loro una terra di libertà, pertanto non saranno mai ridotti in schiavitù; se ciò avverrà, sarà a causa dell'iniquità; poiché, se l'iniquità abbonderà, il paese sarà maledetto a causa loro; ma per i giusti esso sarà benedetto per sempre.

8  Ed ecco, è saggio che questa terra sia tenuta per ora celata alla conoscenza di altre nazioni; poiché, ecco, molte nazioni invaderebbero il paese, cosicché non vi sarebbe più posto per una eredità.

9  Pertanto io, Lehi, ho ottenuto una promessa, che inquantoché coloro che il Signore Iddio porterà fuori dalla terra di Gerusalemme obbediranno ai suoi comandamenti, essi prospereranno sulla faccia di questa terra; e saranno tenuti celati a tutte le altre nazioni, affinché possano possedere questa terra per loro stessi. E se accadrà che obbediranno ai suoi comandamenti, saranno benedetti sulla faccia di questa terra e non vi sarà nessuno a molestarli, né a togliere loro la terra della loro eredità; ed essi vi dimoreranno per sempre in sicurezza.

10  Ma ecco, quando verrà il tempo in cui essi degenereranno nell'incredulità, dopo aver ricevuto sì grandi benedizioni dalla mano del Signore — avendo conoscenza della creazione della terra e di tutti gli uomini, conoscendo le grandi e meravigliose opere del Signore fin dalla creazione del mondo; essendo stato dato loro il potere di compiere ogni cosa mediante la fede; avendo tutti i comandamenti fin dal principio, ed essendo stati portati dalla sua bontà infinita in questa preziosa terra di promessa — ecco, io dico, se verrà il giorno in cui essi rigetteranno il Santo d'Israele, il vero Messia, loro Redentore e loro Dio, ecco, i giudizi di Colui che è giusto saranno su di loro.

11  Sì, egli porterà altre nazioni fino a loro e darà ad esse potere, e toglierà loro le terre dei loro possedimenti e farà sì ch'essi siano dispersi e castigati.

12  Sì, col passare da una generazione all'altra vi saranno fra loro spargimenti di sangue e grandi calamità; pertanto, figli miei, vorrei che vi ricordaste; sì, vorrei che voi deste ascolto alle mie parole.

13  Oh, se vi svegliaste! svegliatevi da un sonno profondo, sì, dal sonno dell'inferno e scuotetevi di dosso le orribili catene da cui siete legati, che son le catene che legano i figlioli degli uomini cosicché son trascinati schiavi giù nell'eterno abisso di infelicità e di sventura.

14  Svegliatevi! Alzatevi dalla polvere e udite le parole di un genitore tremante, le cui membra dovrete presto mettere a giacere nella fredda e silenziosa tomba, da dove nessun viaggiatore può tornare; ancora pochi giorni e io andrò per la via di tutto il mondo.

15  Ma ecco, il Signore ha redento la mia anima dall'inferno; ho contemplato la sua gloria e sono eternamente circondato dalle braccia del suo amore.

16  E desidero che vi ricordiate di osservare gli statuti e i giudizi del Signore; ecco, questa è stata l'ansietà della mia anima fin dal principio.

17  Il mio cuore è stato oppresso dal dolore di tanto in tanto, poiché ho temuto che il Signore vostro Dio, per la durezza dei vostri cuori, uscisse contro di voi nella pienezza della sua ira, per recidervi e distruggervi per sempre;

18  Oppure che una maledizione ricadesse su di voi per lo spazio di molte generazioni; e che foste visitati dalla spada e dalla carestia, che foste odiati e foste condotti secondo la volontà e la schiavitù del diavolo.

19  O figli miei, che queste cose possano non venire su di voi, ma che possiate essere un popolo scelto e favorito dal Signore. Ma ecco, sia fatta la sua volontà; poiché le sue vie sono rettitudine per sempre.

20  Ed egli ha detto: Inquantoché obbedirete ai miei comandamenti, prospererete nel paese; ma inquantoché non obbedirete ai miei comandamenti, sarete recisi dalla mia presenza.

21  Ed ora, affinché la mia anima possa avere gioia in voi e affinché il mio cuore possa lasciare questo mondo in letizia per cagion vostra, affinché io non sia calato nella tomba in tristezza e dolore, alzatevi dalla polvere, figli miei, e siate uomini, e siate decisi con una sola mente e un solo cuore, uniti in tutte le cose, per non essere ridotti in schiavitù;

22  Affinché non siate maledetti d'una grave maledizione; e anche affinché non incorriate nella disapprovazione di un Dio giusto su di voi, fino alla distruzione, sì, la distruzione eterna sia dell'anima che del corpo.

23  Svegliatevi, figli miei; indossate l'armatura della rettitudine. Scuotetevi di dosso le catene con le quali siete legati, e uscite fuori dall'oscurità, e alzatevi dalla polvere.

24  Non ribellatevi più contro vostro fratello, le cui visioni sono state gloriose, e che ha obbedito ai comandamenti fin dal tempo in cui lasciammo Gerusalemme; e che è stato uno strumento nelle mani di Dio per portarci nella terra di promessa; poiché, se non fosse stato per lui, avremmo dovuto perire di fame nel deserto; nondimeno avete cercato di togliergli la vita; sì, ed egli ha sofferto molto dolore a causa vostra.

25  E io temo grandemente e tremo a causa vostra, che egli non abbia di nuovo a soffrire; poiché ecco, lo avete accusato di aver cercato potere e autorità su di voi; ma io so che non ha cercato potere né autorità su di voi, ma ha cercato la gloria di Dio e il vostro benessere eterno.

26  E voi avete mormorato perché egli è stato chiaro con voi. Voi dite che ha usato severità; voi dite che si è adirato con voi; ma ecco, la sua severità era la severità del potere della parola di Dio che era in lui; e ciò che voi chiamate ira era la verità, secondo quella verità che è in Dio, che egli non poteva trattenere, denunciando coraggiosamente le vostre iniquità.

27  Ed è necessario che il potere di Dio sia con lui, sì che egli vi comandi e voi dobbiate obbedire. Ma ecco, non era lui, ma era lo Spirito del Signore che era in lui, che gli apriva la bocca per parlare, cosicché egli non poteva tacere.

28  Ed ora, Laman, figlio mio, e voi pure, Lemuele e Sam, e voi pure figli miei che siete figli d'Ismaele, ecco, se darete ascolto alla voce di Nefi voi non perirete. E se gli darete ascolto vi lascio una benedizione, sì anzi, la mia prima benedizione.

29  Ma se non gli darete ascolto, vi tolgo la mia prima benedizione, sì, proprio la mia benedizione, ed essa si poserà su di lui.

30  Ed ora, Zoram, parlo a te: Ecco, tu sei il servo di Labano; nondimeno tu sei stato condotto fuori dalla terra di Gerusalemme, e io so che tu sarai per sempre un vero amico per mio figlio Nefi.

31  Pertanto, poiché sei stato fedele, la tua posterità sarà benedetta insieme con la sua posterità, affinché essi dimorino a lungo in prosperità sulla faccia di questa terra; e a meno che tra loro non vi sia iniquità, nulla potrà guastare o turbare la loro prosperità sulla faccia di questa terra per sempre.

32  Pertanto, se obbedirete ai comandamenti del Signore, il Signore ha consacrato questa terra per la sicurezza della tua posterità con la posterità di mio figlio.

 

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 CAPITOLO 2

 

La redenzione viene tramite il Santo Messia — La libertà di scelta (arbitrio) è indispensabile per l'esistenza e il progresso — Adamo cadde affinché gli uomini possano essere — Gli uomini sono liberi di scegliere la libertà e la vita eterna. Circa 588–570 a.C.

 

1  ED ora, Giacobbe, io parlo a te: Tu sei il mio primogenito nei giorni della mia tribolazione nel deserto. Ed ecco, nella tua infanzia hai sofferto afflizioni e molto dolore a causa della durezza dei tuoi fratelli.

2  Nondimeno, Giacobbe, mio primogenito nel deserto, tu conosci la grandezza di Dio, ed egli consacrerà le tue afflizioni per il tuo profitto.

3  Pertanto la tua anima sarà benedetta e tu dimorerai in sicurezza con tuo fratello Nefi; e i tuoi giorni saranno spesi al servizio del tuo Dio. Pertanto io so che tu sei redento, per la giustizia del tuo Redentore; poiché hai visto che egli verrà nella pienezza del tempo per portare la salvezza agli uomini.

4  E tu hai visto la sua gloria nella tua giovinezza; pertanto tu sei benedetto al pari di coloro presso i quali egli svolgerà il suo ministero nella carne; poiché lo Spirito è lo stesso, ieri, oggi e per sempre. E la via è preparata fin dalla caduta dell'uomo, e la salvezza è gratuita.

5  E gli uomini sono istruiti sufficientemente per distinguere il bene dal male. E la legge è data agli uomini. E nessuna carne è giustificata dalla legge; ovvero, a causa della legge gli uomini sono recisi. Sì, mediante la legge temporale essi furono recisi; e anche, mediante la legge spirituale essi periscono per tutto ciò che è buono e diventano infelici per sempre.

6  Pertanto la redenzione viene nel Santo Messia e tramite lui; poiché egli è pieno di grazia e di verità.

7  Ecco, egli offre se stesso quale sacrificio per il peccato, per rispondere ai fini della legge, per tutti coloro che hanno un cuore spezzato e uno spirito contrito; e per nessun altro è possibile rispondere ai fini della legge.

8  Pertanto quanto è importante far conoscere queste cose agli abitanti della terra, affinché possano sapere che non c'è nessuna carne che possa dimorare alla presenza di Dio, se non tramite i meriti e la misericordia e la grazia del Santo Messia, che depone la sua vita secondo la carne e la riprende per il potere dello Spirito, perché egli possa far avverare la risurrezione dei morti, essendo egli il primo a dover risuscitare.

9  Pertanto egli è la primizia per Dio, inquantoché farà intercessione per tutti i figlioli degli uomini; e coloro che credono in lui saranno salvati.

10  E a motivo dell'intercessione per tutti, tutti gli uomini vengono a Dio; pertanto essi stanno alla sua presenza, per essere giudicati da lui secondo la verità e la santità che sono in lui. Pertanto, i fini della legge che il Santo ha dato, per infliggere la punizione che è prescritta, la quale punizione che è prescritta è in opposizione a quella felicità che è prescritta, rispondono ai fini dell'espiazione —

11  Poiché è necessario che ci sia un'opposizione in tutte le cose. Se non fosse così, mio primogenito nel deserto, non potrebbe realizzarsi la rettitudine, né la malvagità, né la santità né l'infelicità, né il bene né il male. Pertanto tutte le cose devono necessariamente essere un solo insieme; pertanto, se fosse un unico corpo, dovrebbe necessariamente rimanere come morto, non avendo né vita né morte, né corruzione né incorruttibilità, né felicità né infelicità, né sensibilità né insensibilità.

12  Pertanto esso sarebbe stato inevitabilmente creato per nulla; pertanto non vi sarebbe stato alcuno scopo nel fine della sua creazione. Pertanto ciò avrebbe necessariamente distrutto la saggezza di Dio e i suoi eterni propositi, e anche il potere, la misericordia e la giustizia di Dio.

13  E se direte che non vi è legge, direte anche che non v'è peccato. E se direte che non v'è peccato, direte pure che non vi è rettitudine. E se non ci fosse rettitudine non ci sarebbe felicità. E se non ci fossero rettitudine né felicità, non vi sarebbero punizione né infelicità. E se queste cose non esistono, Dio non esiste. E se non esiste Dio, non esistiamo noi, né la terra; poiché non vi sarebbe potuta essere alcuna creazione di cose, né per agire, né per subire; pertanto tutte le cose avrebbero dovuto svanire.

14  Ed ora, figli miei, vi dico tutte queste cose per vostro profitto e istruzione; poiché esiste un Dio ed egli ha creato tutte le cose, sia i cieli che la terra e ogni cosa che è in essi, sia cose per agire che cose per subire.

15  E per portare a compimento i suoi scopi eterni riguardo al fine dell'uomo, dopo ch'egli ebbe creato i nostri primi genitori, e le bestie dei campi e gli uccelli dell'aria, e infine tutte le cose che sono create, era necessario che vi fosse un'opposizione; proprio il frutto proibito in opposizione all'albero della vita; l'uno dolce e l'altro amaro.

16  Pertanto il Signore Iddio concesse all'uomo di agire da sé. Pertanto l'uomo non avrebbe potuto agire da sé, a meno che non fosse attirato o dall'uno o dall'altro.

17  E io, Lehi, debbo necessariamente supporre, secondo quanto ho letto, che un angelo di Dio, secondo ciò che è scritto, sia caduto dal cielo; pertanto divenne un diavolo, avendo cercato ciò che era male al cospetto di Dio.

18  E poiché era caduto dal cielo ed era diventato infelice per sempre, egli cercò di render infelice anche tutta l'umanità. Pertanto disse a Eva, sì, proprio quel vecchio serpente che è il diavolo, che è il padre di tutte le menzogne, pertanto egli disse: Mangiate del frutto proibito e non morrete, ma sarete come Dio, conoscendo il bene e il male.

19  E dopo che Adamo ed Eva ebbero mangiato il frutto proibito, furono scacciati dal Giardino di Eden, per lavorare la terra.

20  Ed essi hanno generato dei figlioli; sì, proprio la famiglia di tutta la terra.

21  E i giorni dei figlioli degli uomini furono prolungati, secondo la volontà di Dio, affinché potessero pentirsi mentre erano nella carne; pertanto il loro stato divenne uno stato di prova e il loro tempo fu prolungato, secondo i comandamenti che il Signore Iddio diede ai figlioli degli uomini. Poiché egli diede il comandamento che tutti gli uomini devono pentirsi; poiché mostrò a tutti gli uomini che essi erano perduti, a causa della trasgressione dei loro genitori.

22  Ed ora ecco, se Adamo non avesse trasgredito, non sarebbe caduto, ma sarebbe rimasto nel Giardino di Eden. E tutte le cose che erano state create avrebbero dovuto rimanere nello stesso stato in cui erano dopo essere state create; e avrebbero dovuto rimanere per sempre e non avere fine.

23  Ed essi non avrebbero avuto figlioli; pertanto sarebbero rimasti in uno stato di innocenza, senza provare gioia, poiché non conoscevano l'infelicità; senza fare il bene, poiché non conoscevano il peccato.

24  Ma ecco, tutte le cose sono state fatte secondo la saggezza di Colui che conosce tutte le cose.

25  Adamo cadde affinché gli uomini potessero essere; e gli uomini sono affinché possano provare gioia.

26  E il Messia verrà nella pienezza del tempo, per poter redimere i figlioli degli uomini dalla caduta. E poiché sono stati redenti dalla caduta, essi sono diventati per sempre liberi, distinguendo il bene dal male; per agire da sé e non per subire, se non la punizione della legge nel grande e ultimo giorno, secondo i comandamenti che Dio ha dato.

27  Pertanto gli uomini sono liberi secondo la carne; e sono date loro tutte le cose che sono opportune per l'uomo. E sono liberi di scegliere la libertà e la vita eterna, tramite il grande Mediatore di tutti gli uomini, o di scegliere la schiavitù e la morte, secondo la schiavitù e il potere del diavolo; poiché egli cerca di rendere tutti gli uomini infelici come lui.

28  Ed ora, figli miei, vorrei che guardaste al grande Mediatore, e deste ascolto ai suoi grandi comandamenti; e foste fedeli alle sue parole e sceglieste la vita eterna, secondo la volontà del suo Santo Spirito;

29  E che non sceglieste la morte eterna, secondo la volontà della carne e del male che è in essa, che dà allo spirito del diavolo il potere di farvi schiavi e di trascinarvi giù in inferno, per poter governare su di voi nel suo regno.

30  Ho dette queste poche parole a voi tutti, figli miei, negli ultimi giorni della mia prova; e ho scelto la parte buona, secondo le parole del profeta. E non ho altro intento se non il benessere eterno delle vostre anime. Amen.

 

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 CAPITOLO 3

 

Giuseppe in Egitto vide in visione i Nefiti — Profetizzò di Joseph Smith, il veggente degli ultimi giorni; di Mosè, che avrebbe liberato Israele; e della venuta alla luce del Libro di Mormon. Circa 588–570 a.C.

 

1  ED ora parlo a te Giuseppe, mio ultimo nato. Tu nascesti nel deserto delle mie afflizioni; sì, tua madre ti partorì nei giorni del mio più grande dolore.

2  E possa il Signore consacrare anche a te questa terra, che è una terra preziosissima, per la tua eredità e per l'eredità della tua posterità con i tuoi fratelli, per la vostra sicurezza per sempre, se accadrà che obbedirete ai comandamenti del Santo d'Israele.

3  Ed ora, Giuseppe, mio ultimo nato, che ho portato fuori dal deserto delle mie afflizioni, possa il Signore benedirti per sempre, poiché la tua posterità non sarà totalmente distrutta.

4  Poiché ecco, tu sei il frutto dei miei lombi; e io sono un discendente di Giuseppe che fu portato schiavo in Egitto. E grandi furono le alleanze che il Signore fece con Giuseppe.

5  Pertanto Giuseppe vide in verità i nostri giorni. Ed egli ottenne una promessa dal Signore, che dal frutto dei suoi lombi il Signore Iddio avrebbe fatto nascere un ramo giusto al casato d'Israele; non il Messia, ma un ramo che doveva essere spezzato, e nondimeno doveva essere rammentato nelle alleanze del Signore: che il Messia si sarebbe manifestato loro negli ultimi giorni, con spirito di potere, fino a portarli fuori dalle tenebre alla luce — sì, fuori dalle tenebre nascoste e fuori dalla schiavitù alla libertà.

6  Poiché Giuseppe testimoniò in verità, dicendo: Il Signore mio Dio susciterà un veggente, per il frutto dei miei lombi, che sarà un veggente di valore.

7  Sì, Giuseppe disse in verità: Così mi dice il Signore: Farò nascere dal frutto dei tuoi lombi un veggente scelto; ed egli sarà altamente stimato fra il frutto dei tuoi lombi. E a lui darò il comandamento di compiere un'opera per il frutto dei tuoi lombi, i suoi fratelli, che sarà di grande valore per loro, sì, per portarli a conoscenza delle alleanze che io ho fatto con i tuoi padri.

8  E io gli darò il comandamento di non compiere alcun'altra opera, salvo l'opera che gli comanderò. E lo renderò grande ai miei occhi; poiché egli compirà la mia opera.

9  Ed egli sarà grande quanto Mosè, che io ho detto che avrei suscitato per voi, per liberare il mio popolo, o casato d'Israele.

10  E io susciterò Mosè, per liberare il tuo popolo dal paese d'Egitto.

11  Ma susciterò un veggente dal frutto dei tuoi lombi; e a lui darò il potere di portare alla luce la mia parola per la posterità dei tuoi lombi — e non soltanto di portare alla luce la mia parola, dice il Signore, ma di convincerli della mia parola, che si sarà già diffusa tra loro.

12  Pertanto il frutto dei tuoi lombi scriverà, e il frutto dei lombi di Giuda scriverà; e ciò che sarà scritto dal frutto dei tuoi lombi, e anche ciò che sarà scritto dal frutto dei lombi di Giuda, cresceranno insieme fino a confondere le false dottrine, appianare le contese, stabilire la pace fra il frutto dei tuoi lombi e portarli alla conoscenza dei loro padri negli ultimi giorni, e anche alla conoscenza delle mie alleanze, dice il Signore.

13  E da debole, egli sarà reso forte, nel giorno in cui la mia opera avrà inizio tra tutto il mio popolo, per restaurarti, o casato d'Israele, dice il Signore.

14  E così profetizzò Giuseppe, dicendo: Ecco, il Signore benedirà quel veggente; e coloro che cercheranno di distruggerlo saranno confusi; poiché questa promessa che ho ottenuto dal Signore, circa il frutto dei miei lombi, sarà adempiuta. Ecco, io sono sicuro dell'adempimento di questa promessa;

15  E il suo nome sarà come il mio; e sarà come il nome di suo padre. Ed egli sarà come me; poiché ciò che il Signore porterà alla luce per sua mano, mediante il potere del Signore porterà il mio popolo alla salvezza.

16  Sì, così profetizzò Giuseppe: Sono sicuro di questo, proprio come son sicuro della promessa di Mosè; poiché il Signore mi ha detto: Io preserverò la tua posterità per sempre.

17  E il Signore ha detto: Io susciterò un Mosè e gli darò potere in un bastone, e gli darò senno nello scrivere. Però non gli scioglierò la lingua, cosicché parli molto, poiché non lo renderò potente nel parlare. Ma gli scriverò la mia legge col dito della mia propria mano, e farò un portavoce per lui.

18  E il Signore mi disse pure: Io susciterò dal frutto dei tuoi lombi un portavoce per lui. E io, ecco, gli accorderò di scrivere gli scritti del frutto dei tuoi lombi, per il frutto dei tuoi lombi, e il portavoce dei tuoi lombi li proclamerà!

19  E le parole ch'egli scriverà saranno le parole che è opportuno, nella mia saggezza, che giungano al frutto dei tuoi lombi. E sarà come se il frutto dei tuoi lombi avesse gridato loro dalla polvere; poiché io conosco la loro fede.

20  Ed essi grideranno dalla polvere; sì, il pentimento, ai loro fratelli, anche dopo che molte generazioni saranno trascorse. E avverrà che il loro grido si leverà, proprio secondo la semplicità delle loro parole.

21  A motivo della loro fede, le loro parole usciranno dalla mia bocca per giungere ai loro fratelli che sono il frutto dei tuoi lombi; e la debolezza delle loro parole io la renderò forte nella loro fede, perché si rammentino la mia alleanza che io feci con i tuoi padri.

22  Ed ora ecco, figlio mio Giuseppe, in tal maniera profetizzò il mio avo.

23  Pertanto benedetto sei tu, a motivo di tale alleanza; poiché la tua posterità non sarà distrutta, poiché darà ascolto alle parole del libro.

24  E sorgerà fra loro un potente, che farà molto bene, sia in parole che nei fatti, e che sia uno strumento nelle mani di Dio, con una fede straordinaria, per operare possenti prodigi e per fare ciò che è grande agli occhi di Dio, fino a realizzare una grande restaurazione per il casato d'Israele e per la posterità dei tuoi fratelli.

25  Ed ora, benedetto sei tu, Giuseppe. Ecco, tu sei piccolo: pertanto, dà ascolto alle parole di tuo fratello Nefi, e ti sarà fatto proprio secondo le parole che ho detto. Ricorda le parole di tuo padre morente. Amen.

 

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 CAPITOLO 4

 

Lehi consiglia e benedice la sua posterità — Muore e viene sepolto — Nefi esulta per la bontà di Dio verso di lui — Nefi ripone la sua fiducia nel Signore per sempre. Circa 588–570 a.C.

 

1  ED ora io, Nefi, parlo riguardo alle profezie di cui ha parlato mio padre, riguardo a Giuseppe, che fu portato in Egitto.

2  Poiché ecco, in verità egli profetizzò riguardo a tutta la sua posterità. E non vi sono profezie più grandi di quelle che egli scrisse. E profetizzò riguardo a noi e alle nostre generazioni future; ed esse sono scritte sulle tavole di bronzo.

3  Pertanto, dopo che mio padre ebbe cessato di parlare riguardo alle profezie di Giuseppe, chiamò i figlioli di Laman, i suoi figli e le sue figlie, e disse loro: Ecco, figli miei e figlie mie, che siete i figli e le figlie del mio primogenito, vorrei che prestaste orecchio alle mie parole.

4  Poiché il Signore Iddio ha detto: Inquantoché obbedirete ai miei comandamenti, voi prospererete nel paese; e inquantoché non obbedirete ai miei comandamenti, sarete recisi dalla mia presenza.

5  Ma ecco, figli miei e figlie mie, io non posso scender nella tomba senza lasciare una benedizione su di voi; poiché ecco, so che, se sarete educati nel modo in cui dovete condurvi, voi non ve ne allontanerete.

6  Pertanto, se sarete maledetti, ecco, io vi lascio la mia benedizione, affinché la maledizione possa esservi tolta e ricadere sul capo dei vostri genitori.

7  Pertanto, a motivo della mia benedizione, il Signore Iddio non permetterà che voi periate; pertanto egli sarà misericordioso verso di voi e verso la vostra posterità per sempre.

8  E avvenne che, dopo che mio padre ebbe cessato di parlare ai figli e alle figlie di Laman, fece portare dinanzi a sé i figli e le figlie di Lemuele.

9  E parlò loro, dicendo: Ecco, figli miei e figlie mie, che siete i figli e le figlie del mio secondogenito, ecco, io lascio su di voi la stessa benedizione che ho lasciato ai figli e alle figlie di Laman; pertanto voi non sarete totalmente distrutti; ma alla fine la vostra posterità sarà benedetta.

10  E avvenne che quando mio padre ebbe cessato di parlar loro, ecco, egli parlò ai figli di Ismaele, sì, e anche a tutto il suo casato.

11  E dopo che ebbe cessato di parlare loro, parlò a Sam, dicendo:  Benedetto sei tu e la tua posterità; poiché tu erediterai il paese come tuo fratello Nefi. E la tua posterità sarà annoverata con la sua posterità; e tu sarai proprio come tuo fratello e la tua posterità come la sua posterità; e sarai benedetto durante tutti i tuoi giorni.

12  E avvenne, dopo che mio padre Lehi ebbe parlato a tutto il suo casato, secondo i sentimenti del suo cuore e lo Spirito del Signore che era in lui, si fece vecchio. E avvenne che morì, e fu sepolto.

13  E avvenne che, non molti giorni dopo la sua morte, Laman e Lemuele e i figli d'Ismaele si adirarono con me a causa degli ammonimenti del Signore.

14  Poiché io, Nefi, ero spinto a parlar loro, secondo la sua parola; poiché avevo detto loro molte cose, e anche mio padre prima della sua morte; molti di questi detti sono scritti sulle mie altre tavole; poiché le parti più storiche sono scritte sulle mie altre tavole.

15  E su queste io scrivo le cose della mia anima e molte delle Scritture che sono incise sulle tavole di bronzo. Poiché la mia anima si diletta nelle Scritture e il mio cuore le medita, e le scrivo per l'istruzione e il profitto dei miei figli.

16  Ecco, la mia anima si diletta nelle cose del Signore; e il mio cuore medita continuamente sulle cose che ho visto e udito.

17  Nondimeno, nonostante la grande bontà del Signore nel mostrarmi le sue opere grandi e meravigliose, il mio cuore esclama: O miserabile uomo che sono! Sì, il mio cuore si addolora a causa della mia carne; la mia anima si affligge a causa delle mie iniquità.

18  Mi sento assediato, a causa delle tentazioni e dei peccati che mi assalgono davvero sì facilmente.

19  E quando desidero gioire, il mio cuore geme a causa dei miei peccati; nondimeno io so in chi ho riposto fiducia.

20  Il mio Dio è stato il mio sostegno; egli mi ha guidato nelle mie afflizioni nel deserto e mi ha preservato sulle acque del grande abisso.

21  Egli mi ha colmato del suo amore, fino a consumar la mia carne.

22  Egli ha confuso i miei nemici, fino a far sì che fossero scossi dinanzi a me.

23  Ecco, egli ha udito il mio grido di giorno, e mi ha dato conoscenza tramite visioni durante la notte.

24  E di giorno mi son fatto ardito dinanzi a lui in preghiera possente; sì, ho levato in alto la mia voce; e gli angeli scesero e svolsero il loro ministero presso di me.

25  E sulle ali del suo Spirito il mio corpo è stato trasportato su altissime montagne. E i miei occhi hanno veduto grandi cose, sì, fin troppo grandi per l'uomo; pertanto mi fu dunque ordinato di non scriverle.

26  Oh, allora, se ho visto cose sì grandi, se il Signore nella sua condiscendenza verso i figlioli degli uomini ha visitato gli uomini con tanta misericordia, perché il mio cuore dovrebbe piangere e la mia anima attardarsi nella valle del dolore, e la mia carne consumarsi, e la mia forza languire a causa delle mie afflizioni?

27  E perché dovrei cedere al peccato a causa della mia carne? Sì, perché dovrei dare spazio alle tentazioni, cosicché il maligno abbia posto nel mio cuore, per distruggere la mia pace e affliggere la mia anima? Perché sono adirato a causa del mio nemico?

28  Risvegliati, anima mia! Non indugiare più nel peccato. Gioisci, o cuor mio, e non dar più posto al nemico della mia anima.

29  Non ti adirare di nuovo a causa dei miei nemici. Non far languire le mie forze a causa delle mie afflizioni.

30  Gioisci, o cuor mio, e grida al Signore, e di': O Signore, io ti loderò per sempre; sì, la mia anima gioirà in te, mio Dio e rocca della mia salvezza.

31  O Signore, redimerai tu la mia anima? Mi libererai dalle mani dei miei nemici? Mi renderai tale che sia scosso all'apparire del peccato?

32  Possano le porte dell'inferno essere sempre chiuse dinanzi a me, perché il mio cuore è spezzato e il mio spirito è contrito! O Signore, non chiudere le porte della tua giustizia dinanzi a me, affinché io possa camminare sul sentiero scosceso, affinché possa essere rigoroso sulla strada pianeggiante!

33  O Signore, circondami con la veste della tua giustizia! O Signore, aprimi una via di scampo dinanzi ai miei nemici! Raddrizza il mio sentiero dinanzi a me! Non porre una pietra d'inciampo sul mio cammino; ma libera la mia via dinanzi a me, e non ostruire la mia via, ma le vie del mio nemico.

34  O Signore, in te io ho confidato, e in te confiderò per sempre. Non porrò la mia fiducia nel braccio di carne, poiché so che maledetto è colui che ripone la sua fiducia nel braccio di carne. Sì, maledetto è colui che pone la sua fiducia nell'uomo o che fa della carne il suo braccio.

35  Sì, so che Dio darà generosamente a colui che chiede. Sì, il mio Dio mi darà se non chiedo a torto; alzerò dunque a te la mia voce; sì, io griderò a te, mio Dio, rocca della mia rettitudine. Ecco, la mia voce ascenderà a te per sempre, mia rocca e mio eterno Dio. Amen.

 

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 CAPITOLO 5

 

I Nefiti si separano dai Lamaniti, obbediscono alla legge di Mosè e costruiscono un tempio — A causa della loro incredulità i Lamaniti sono recisi dalla presenza del Signore, la loro pelle diventa scura e divengono un flagello per i Nefiti. Circa 588–559 a.C.

 

1  ECCO avvenne che io, Nefi, gridai molto al Signore mio Dio, a causa dell'ira dei miei fratelli.

2  Ma ecco, la loro ira aumentò contro di me, tanto che cercarono di togliermi la vita.

3  Sì, essi mormorarono contro di me, dicendo: Il nostro fratello minore pensa di governare su di noi; e noi abbiamo avuto molte prove per causa sua; pertanto ora uccidiamolo, per non essere più afflitti a causa delle sue parole. Poiché ecco, noi non vogliamo averlo come nostro governatore; poiché spetta a noi, che siamo i fratelli maggiori, governare questo popolo.

4  Ora io non scrivo su queste tavole tutte le parole che essi mormorarono contro di me. Ma mi basta dire ch'essi cercarono di togliermi la vita.

5  E avvenne che il Signore mi avvertì che io, Nefi, mi allontanassi da loro e fuggissi nel deserto, con tutti coloro che avessero voluto venire con me.

6  Pertanto, avvenne che io, Nefi, presi la mia famiglia, e anche Zoram e la sua famiglia e Sam, mio fratello maggiore e la sua famiglia, e Giacobbe e Giuseppe, miei fratelli minori, e anche le mie sorelle e tutti coloro che vollero venire con me. E tutti coloro che vollero venire con me erano coloro che credevano nei suggerimenti e nelle rivelazioni di Dio; pertanto essi dettero ascolto alle mie parole.

7  E prendemmo le nostre tende e tutto ciò che ci fu possibile, e viaggiammo nel deserto per lo spazio di molti giorni. E dopo aver viaggiato per lo spazio di molti giorni piantammo le nostre tende.

8  E il mio popolo volle che dessimo a quel luogo il nome Nefi; pertanto lo chiamammo Nefi.

9  E tutti coloro che erano con me presero la decisione di chiamarsi popolo di Nefi.

10  E noi eravamo osservanti nell'obbedire ai giudizi e agli statuti e ai comandamenti del Signore in ogni cosa, secondo la legge di Mosè.

11  E il Signore era con noi; e prosperammo grandemente poiché piantavamo dei semi e raccoglievamo di ritorno in abbondanza. E cominciammo ad allevare greggi e armenti e animali di ogni specie.

12  E io, Nefi, avevo portato anche gli annali che erano incisi sulle tavole di bronzo, e anche la sfera o bussola che fu preparata per mio padre dalla mano del Signore, secondo ciò che è scritto.

13  E avvenne che cominciammo a prosperare grandemente e a moltiplicarci nel paese.

14  E io, Nefi, presi la spada di Labano e sul suo modello fabbricai molte spade, per timore che in qualche modo il popolo che era ora chiamato Lamaniti piombasse su di noi e ci distruggesse; poiché conoscevo il loro odio verso di me e i miei figlioli e coloro che erano chiamati il mio popolo.

15  E io insegnai al mio popolo a edificare costruzioni, e a lavorare con ogni specie di legno, di ferro, di rame, di bronzo, di acciaio, di oro, di argento e di metalli preziosi che si trovavano in grande abbondanza.

16  E io, Nefi, edificai un tempio, e lo costruii secondo il modello del tempio di Salomone, salvo che non era edificato con così tante cose preziose; poiché non erano reperibili nel paese, pertanto non poteva essere edificato come il tempio di Salomone. Ma il tipo di costruzione era simile a quello del tempio di Salomone, ed era di fattura estremamente accurata.

17  E avvenne che io, Nefi, feci sì che il mio popolo fosse industrioso e lavorasse con le sue mani.

18  E avvenne che essi vollero che io fossi loro re. Ma io, Nefi, desideravo che non avessero alcun re; nondimeno feci per loro quanto era in mio potere.

19  Ed ecco, le parole del Signore furono adempiute per i miei fratelli, quelle che egli aveva detto a loro riguardo, che io sarei stato loro governatore e loro insegnante. Pertanto ero stato loro governatore e loro insegnante, secondo i comandamenti del Signore, fino al tempo in cui essi cercarono di togliermi la vita.

20  Pertanto fu adempiuta la parola che il Signore mi rivolse dicendo che: Inquantoché non daranno ascolto alle tue parole, saranno recisi dalla presenza del Signore. Ed ecco, essi furono recisi dalla sua presenza.

21  Ed egli fece venir su di loro la maledizione, sì, proprio una grave maledizione, a causa della loro iniquità. Poiché ecco, essi avevano indurito il loro cuore contro di lui, cosicché era diventato come pietra; pertanto, siccome erano bianchi e bellissimi e ben fatti, affinché non potessero essere motivo di seduzione per il mio popolo, il Signore Iddio fece venir su di loro una pelle scura.

22  E così dice il Signore Iddio: Io farò in modo che essi siano ripugnanti per il tuo popolo, a meno che non si pentano delle loro iniquità.

23  E maledetta sarà la posterità di colui che si mescolerà alla loro posterità; poiché essi saranno maledetti proprio con la stessa maledizione. Il Signore lo disse e fu fatto.

24  E a causa della maledizione che era su di loro, essi diventarono un popolo indolente, pieno di cattiveria e di astuzia, e cacciavano nel deserto le bestie da preda.

25  E il Signore Iddio mi disse: Essi saranno un flagello per la tua posterità, per spronarli a ricordarsi di me; e inquantoché essi non si ricorderanno di me e non daranno ascolto alle mie parole, essi li flagelleranno, fin'anche alla distruzione.

26  E avvenne che io, Nefi, consacrai Giacobbe e Giuseppe affinché fossero sacerdoti e insegnanti nella terra del mio popolo.

27  E avvenne che vivemmo in maniera felice.

28  E trent'anni erano trascorsi dal tempo in cui avevamo lasciato Gerusalemme.

29  E io, Nefi, avevo tenuto sino a questo punto gli annali del mio popolo sulle tavole, che io avevo fatto.

30  E avvenne che il Signore Iddio mi disse: Fa' delle altre tavole; e incidi su di esse molte cose che sono buone ai miei occhi, per il profitto del tuo popolo.

31  Pertanto io, Nefi, per esser obbediente ai comandamenti del Signore, andai e feci queste tavole, sulle quali ho inciso queste cose.

32  E ho inciso ciò che è piacevole a Dio. E se il mio popolo si compiace delle cose di Dio, si compiacerà delle mie incisioni che sono su queste tavole.

33  E se il mio popolo desidera conoscere le parti più particolareggiate della storia del mio popolo, deve cercare nelle mie altre tavole.

34  E mi basta dire che quarant'anni erano trascorsi, e avevamo già avuto guerre e contese con i nostri fratelli.

 

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 CAPITOLO 6

 

Giacobbe racconta la storia dei Giudei: la loro cattività babilonese e il loro ritorno; ministero e crocifissione del Santo d'Israele; l'aiuto ricevuto dai Gentili e la restaurazione dei Giudei negli ultimi giorni, quando crederanno nel Messia. Circa 559–545 a.C.

 

1  PAROLE di Giacobbe, fratello di Nefi, che egli disse al popolo di Nefi:

2  Ecco, miei diletti fratelli, io, Giacobbe, essendo stato chiamato da Dio e ordinato secondo il suo santo ordine, ed essendo stato consacrato da mio fratello Nefi, che voi considerate come un re o un protettore e dal quale dipendete per la vostra sicurezza, ecco, voi sapete che vi ho detto moltissime cose.

3  Nondimeno vi parlo di nuovo; poiché desidero il benessere delle vostre anime. Sì, la mia ansia è grande per voi, e voi stessi sapete che lo è sempre stata. Poiché vi ho esortati in tutta diligenza e vi ho insegnato le parole di mio padre; e vi ho parlato riguardo a tutte le cose che sono scritte, fin dalla creazione del mondo.

4  Ed ora, ecco, io vorrei parlarvi riguardo a cose che sono e a cose che devono venire; pertanto vi leggerò le parole di Isaia. E sono le parole che mio fratello ha desiderato che io vi dicessi. E io vi parlo per il vostro bene, affinché possiate imparare e glorificare il nome del vostro Dio.

5  Ed ora, le parole che leggerò son quelle che Isaia disse riguardo a tutto il casato d'Israele; pertanto esse possono essere applicate a voi poiché siete del casato d'Israele. E vi sono molte cose, che sono state dette da Isaia, che possono essere applicate a voi, perché siete del casato d'Israele.

6  Ed ora queste sono le parole: Così dice il Signore Iddio: Ecco, io alzerò la mia mano verso i Gentili, innalzerò il mio stendardo verso il popolo, ed essi ti riporteranno i tuoi figli in braccio, e le tue figlie saranno portate sulle loro spalle.

7  E i re saranno tuoi balii, e le loro regine, tue balie; essi si prostreranno dinanzi a te con la faccia a terra, e leccheranno la polvere dei tuoi piedi; e tu saprai che io sono il Signore, poiché coloro che mi attendono non proveranno vergogna.

8  Ed ora io, Giacobbe, vorrei dirvi qualcosa riguardo a queste parole. Poiché ecco, il Signore mi ha mostrato che coloro che erano a Gerusalemme, donde venimmo, sono stati uccisi e tratti schiavi.

9  Nondimeno, il Signore mi ha mostrato che essi torneranno di nuovo. E mi ha pure mostrato che il Signore Iddio, il Santo d'Israele, si manifesterà loro nella carne; e dopo che si sarà manifestato, essi lo flagelleranno e lo crocifiggeranno, secondo le parole che l'angelo mi disse.

10  E dopo ch'essi avranno indurito il loro cuore e irrigidito il loro collo contro il Santo d'Israele, ecco, i giudizi del Santo d'Israele cadranno su di loro. E verrà il giorno in cui saranno castigati ed afflitti.

11  Pertanto, dopo essere stati cacciati di qua e di là, poiché così disse l'angelo, molti saranno afflitti nella carne, e non sarà permesso che periscano grazie alle preghiere dei fedeli; essi saranno dispersi e castigati e odiati; nondimeno il Signore sarà misericordioso verso di loro, cosicché, quando perverranno alla conoscenza del loro Redentore, essi saranno di nuovo radunati nelle terre della loro eredità.

12  E benedetti sono i Gentili, coloro di cui ha scritto il profeta; poiché ecco, se accadrà ch'essi si pentiranno e non combatteranno contro Sion e non si uniranno a quella chiesa grande e abominevole, essi saranno salvati. Poiché il Signore Iddio adempirà le alleanze che ha fatto con i suoi figlioli; e per questo motivo il profeta ha scritto queste cose.

13  Pertanto coloro che combattono contro Sion e il popolo dell'alleanza del Signore leccheranno la polvere dei loro piedi; e il popolo del Signore non proverà vergogna. Poiché il popolo del Signore sono coloro che lo attendono; poiché essi attendono ancora la venuta del Messia.

14  Ed ecco, secondo le parole del profeta, il Messia si disporrà di nuovo, per la seconda volta, a ristabilirli; pertanto si manifesterà loro in potere e grande gloria, fino a distruggere i loro nemici, quando verrà il giorno in cui essi crederanno in lui; ed egli non distruggerà nessuno che crede in lui.

15  E coloro che non crederanno in lui saranno distrutti sia con il fuoco che con la tempesta, con i terremoti, con gli spargimenti di sangue, con la pestilenza e con la carestia. Ed essi sapranno che il Signore è Dio, il Santo d'Israele.

16  Poiché, si strapperà la preda al potente? o i legittimi prigionieri saranno essi liberati?

17  Ma così dice il Signore: Anche i prigionieri del potente saranno portati via, e la preda del tiranno sarà liberata; poiché il potente Iddio libererà il suo popolo dell'alleanza. Poiché così dice il Signore: Io lotterò contro coloro che lottano con te —

18  E darò da mangiare a coloro che ti opprimono la loro propria carne; e si inebrieranno del loro proprio sangue come con il vin dolce; e ogni carne saprà che io, il Signore, sono il tuo Salvatore e il tuo Redentore, il Potente di Giacobbe.

 

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 CAPITOLO 7

 

Isaia parla in senso messianico — Il Messia parlerà la lingua dei dotti — Egli darà la schiena ai percotitori — Egli non sarà confuso — Confrontare con Isaia 50. Circa 559–545 a.C.

 

1  SÌ, poiché così dice il Signore: Ti ho io ripudiata o t'ho rigettata per sempre? Poiché così dice il Signore: Dov'è la lettera di divorzio di tua madre? In favore di chi t'ho io ripudiata, o a quale dei miei creditori t'ho venduta? Sì, a chi ti ho venduta? Ecco, voi stessi vi siete venduti per le vostre iniquità, e per le vostre trasgressioni vostra madre è stata ripudiata.

2  Pertanto quando venni non c'era nessuno; quando chiamai, sì, non c'era nessuno a rispondere. O casato d'Israele, è la mia mano del tutto accorciata da non poter redimere o non ho io alcun potere di liberare? Ecco, al mio rimprovero prosciugo il mare, dei loro fiumi faccio un deserto e rendo fetido il loro pesce perché le acque son prosciugate ed essi muoiono a causa della sete.

3  Io rivesto i cieli di tenebre e rendo il loro manto un cilicio.

4  Il Signore Iddio mi ha dato la lingua dei dotti, affinché sapessi come parlarti al momento opportuno, o casato d'Israele. Quando siete esausti, egli veglia mattino dopo mattino. Egli schiude le mie orecchie perch'io oda come il dotto.

5  Il Signore Iddio ha aperto le mie orecchie, e io non sono stato ribelle, né ho voltato le spalle.

6  Ho dato la schiena al percotitore e le guance a coloro che strappavano la barba. Non ho nascosto la faccia all'onta ed allo sputo.

7  Poiché il Signore Iddio mi aiuterà, non sarò dunque confuso; ho dunque reso la mia faccia come una pietra, e so che non proverò vergogna.

8  E il Signore è vicino, ed egli mi giustifica. Chi lotterà con me? Confrontiamoci. Chi è il mio avversario? Che si avvicini a me, e io lo colpirò con la forza della mia bocca.

9  Poiché il Signore Iddio mi aiuterà. E tutti coloro che mi condanneranno, ecco, invecchieranno tutti come un abito e la tignola li divorerà.

10  Chi è fra voi che teme il Signore, che obbedisce alla voce del suo servo, che cammina nelle tenebre e non ha luce?

11  Ecco, voi tutti che accendete il fuoco, che vi circondate di scintille, camminate alla luce del vostro fuoco e nelle scintille che avete acceso. Questo avrete dalla mia mano — voi giacerete nel dolore.

 

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 CAPITOLO 8

 

Negli ultimi giorni il Signore conforterà Sion e radunerà Israele — I redenti verranno a Sion in mezzo a grande gioia — Confrontare con Isaia 51 e 52:1–2. Circa 559–545 a.C.

 

1  DATEMI ascolto, voi che seguite la rettitudine. Guardate alla roccia donde foste tagliati ed alla buca della fossa donde foste scavati.

2  Guardate ad Abrahamo, vostro padre, e a Sara, colei che vi ha partorito; poiché io chiamai lui solo e lo benedissi.

3  Poiché il Signore conforterà Sion, conforterà tutti i suoi luoghi desolati; ed egli renderà il suo deserto simile a Eden, e le sue lande simili al giardino del Signore. In essa si troveranno gioia e letizia, rendimento di grazie e voci di melodia.

4  Dammi ascolto, mio popolo; e porgimi orecchio, o mia nazione; poiché una legge procederà da me, ed io stabilirò il mio giudizio come luce per il popolo.

5  La mia giustizia è vicina; la mia salvezza è apparsa, e il mio braccio giudicherà il popolo. Le isole spereranno in me e confideranno nel mio braccio.

6  Levate gli occhi ai cieli e guardate in basso sulla terra; poiché i cieli svaniranno come fumo e la terra invecchierà come un abito; e coloro che vi abitano, similmente morranno. Ma la mia salvezza durerà per sempre, e la mia giustizia non sarà abolita.

7  Datemi ascolto, voi che conoscete la rettitudine, popolo nel cui cuore ho scritto la mia legge; non temete il rimprovero degli uomini e non abbiate paura dei loro oltraggi.

8  Perché la tignola li divorerà come un abito e il verme li mangerà come la lana. Ma la mia rettitudine durerà per sempre, e la mia salvezza di generazione in generazione.

9  Svegliati, svegliati! Rivestiti di forza, o braccio del Signore; svegliati come nei giorni antichi. Non sei tu colui che ha tagliato a pezzi Rahab e ferito il dragone?

10  Non sei tu colui che ha prosciugato il mare, le acque del grande abisso; che ha fatto delle profondità del mare un cammino per farvi passare i riscattati?

11  Dunque i redenti del Signore torneranno e verranno a Sion cantando; gioia e santità eterne saranno sul loro capo; ed essi otterranno letizia e gioia; dolore e lutto fuggiranno via.

12  Sono io; sì, sono io colui che vi consola. Ecco, chi sei tu per aver paura dell'uomo che morrà e del figlio dell'uomo che sarà reso simile all'erba?

13  E dimentichi il Signore, tuo creatore, che ha disteso i cieli e posto le fondamenta della terra, e hai ogni giorno continuamente temuto, a causa della furia dell'oppressore, come s'egli fosse pronto a distruggere? E dov'è la furia dell'oppressore?

14  Il prigioniero in esilio si affretta, per poter esser sciolto, e per non morire nella fossa, né mancar di pane.

15  Ma io sono il Signore Iddio tuo, le cui onde muggirono; Signore degli eserciti è il mio nome.

16  E io ho posto le mie parole nella tua bocca e ti ho coperto con l'ombra della mia mano, affinché io potessi piantare i cieli e porre le fondamenta della terra, e dire a Sion: Ecco, tu sei il mio popolo.

17  Svegliati, svegliati, alzati o Gerusalemme, che hai bevuto dalla mano del Signore la coppa della sua furia — tu hai bevuto la feccia spremuta della coppa di trepidazione —

18  E fra tutti i figli ch'essa ha partorito non ve n'è alcuno per guidarla; né fra tutti i figli che ha allevati alcuno che la prenda per mano.

19  Questi due figli sono venuti a te, e saranno addolorati per te — la tua desolazione e la tua distruzione, la carestia e la spada — e con chi ti consolerò?

20  I tuoi figli sono venuti meno, salvo questi due; essi giacciono in capo a ogni strada; come un'antilope in una rete, essi sono pieni della furia del Signore, il rimprovero del tuo Dio.

21  Ora dunque ascolta questo, tu afflitta ed ebbra, e non di vino:

22  Così dice il tuo Signore, il Signore e Iddio tuo difende la causa del suo popolo; ecco, io ti ho tolto di mano la coppa di trepidazione, la feccia della coppa del mio furore; tu non ne berrai mai più.

23  Ma la metterò in mano a coloro che ti affliggono, che hanno detto all'anima tua: Prostrati, che possiamo passarti sopra — e tu hai steso il tuo corpo come un suolo e come una strada ai passanti.

24  Svegliati, svegliati, rivestiti della tua forza, o Sion; indossa le tue belle vesti, o Gerusalemme, città santa; poiché d'ora innanzi non entreranno più in te l'incirconciso e l'impuro.

25  Scuotiti dalla polvere; levati, siediti, o Gerusalemme; sciogliti dai legami che hai al collo, o schiava figlia di Sion.

 

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 CAPITOLO 9

 

I Giudei saranno radunati in tutte le loro terre di promessa — L'Espiazione riscatta l'uomo dalla caduta — I corpi dei morti usciranno dalla tomba, e i loro spiriti dall'inferno e dal paradiso — Essi saranno giudicati — L'Espiazione salva dalla morte, dall'inferno, dal diavolo e dal tormento infinito — I giusti saranno salvati nel regno di Dio — Sono definiti i castighi per i peccati — Il Santo d'Israele è il guardiano alla porta. Circa 559–545 a.C.

 

1  ED ora, miei diletti fratelli, ho letto queste cose perché possiate conoscere ciò che riguarda le alleanze del Signore che egli ha stipulato con tutto il casato d'Israele —

2  Che egli ha detto ai Giudei, per bocca dei suoi santi profeti fin dal principio, di generazione in generazione, fino a che venga il tempo in cui saranno restituiti alla vera chiesa e al gregge di Dio; quando saranno radunati in patria, nelle terre della loro eredità, e saranno stabiliti in tutte le loro terre di promessa.

3  Ecco, miei diletti fratelli, io vi dico queste cose perché possiate gioire e sollevare il capo per sempre, a motivo delle benedizioni che il Signore Iddio riverserà sui vostri figlioli.

4  Perché so che avete cercato assai, molti di voi, di conoscere le cose a venire; so pertanto che voi sapete che la nostra carne deve corrompersi e morire; nondimeno nel nostro corpo noi vedremo Dio.

5  Sì, io so che voi sapete che egli si mostrerà nel corpo a quelli in Gerusalemme, donde venimmo; poiché è opportuno che ciò avvenga fra loro; perché è necessario che il grande Creatore acconsenta di assoggettarsi all'uomo nella carne, e di morire per tutti gli uomini, affinché tutti gli uomini possano divenire a lui soggetti.

6  Poiché, come la morte è venuta a tutti gli uomini per adempiere il piano misericordioso del grande Creatore, è necessario che vi sia un potere di risurrezione, e la risurrezione è necessario che venga all'uomo a causa della Caduta, e la Caduta venne a causa della trasgressione; e poiché l'uomo divenne decaduto, essi furono recisi dalla presenza del Signore.

7  Pertanto è necessario che vi sia una espiazione infinita — e se non fosse una espiazione infinita, questa corruzione non potrebbe rivestirsi di incorruttibilità. Pertanto il primo giudizio che cadde sull'uomo avrebbe dovuto necessariamente restare per un tempo infinito. E se così fosse, questa carne avrebbe dovuto giacere per marcire e decomporsi nella madre terra, per non risorgere mai più.

8  Oh, la saggezza di Dio, la sua misericordia e la sua grazia! Poiché ecco, se la carne non risuscitasse più, il nostro spirito dovrebbe divenire soggetto a quell'angelo che cadde dalla presenza dell'eterno Iddio, e divenne il diavolo, per non risorgere mai più.

9  E il nostro spirito avrebbe dovuto divenire come lui, e noi divenire diavoli, angeli di un diavolo, per essere esclusi dalla presenza del nostro Dio, e per rimanere con il padre delle menzogne, nell'infelicità, come lui stesso; con quell'essere che ingannò i nostri primi genitori, che si trasforma quasi in un angelo di luce e istiga i figlioli degli uomini verso associazioni segrete di omicidio e ogni sorta di tenebrose opere segrete.

10  Oh, com'è grande la bontà del nostro Dio, che ci prepara una via per sfuggire alla stretta di quest'orribile mostro; sì, quel mostro, morte e inferno, che io chiamo la morte del corpo, e anche la morte dello spirito.

11  E grazie alla via di liberazione del nostro Dio, il Santo d'Israele, questa morte di cui ho parlato, che è quella temporale, restituirà i suoi morti; la qual morte è la tomba.

12  E questa morte di cui ho parlato, che è la morte spirituale, restituirà i suoi morti; la qual morte spirituale è l'inferno; pertanto, la morte e l'inferno debbono restituire i loro morti, e l'inferno deve restituire i suoi spiriti prigionieri e la tomba deve restituire i suoi corpi prigionieri, e il corpo e lo spirito degli uomini saranno ricongiunti l'uno all'altro; e ciò sarà per il potere di risurrezione del Santo d'Israele.

13  Oh, quanto è grande il piano del nostro Dio! Poiché, d'altro canto, il paradiso di Dio dovrà restituire gli spiriti dei giusti e la tomba restituire i corpi dei giusti; e lo spirito e il corpo è ricongiunto nuovamente a se stesso, e tutti gli uomini diventano incorruttibili e immortali, e sono anime viventi, che hanno una conoscenza perfetta come noi nella carne, salvo che la nostra conoscenza sarà allora perfetta.

14  Pertanto avremo una perfetta conoscenza di tutte le nostre colpe, delle nostre impurità e della nostra nudità; e i giusti avranno una perfetta conoscenza della loro contentezza e della loro rettitudine, essendo rivestiti di purezza, sì proprio di una veste di rettitudine.

15  E avverrà che quando tutti gli uomini saranno passati da questa prima morte alla vita, in quanto divenuti immortali, dovranno comparire davanti al seggio del giudizio del Santo d'Israele; e allora verrà il giudizio, e allora dovranno essere giudicati secondo il santo giudizio di Dio.

16  E certamente, come vive il Signore, poiché il Signore Iddio l'ha detto, ed è sua parola eterna, che non può passare, che coloro che sono giusti resteranno giusti, e coloro che sono immondi resteranno immondi; pertanto coloro che sono immondi sono il diavolo e i suoi angeli; e se ne andranno nel fuoco perpetuo, preparato per loro; e il loro tormento è come un lago di fuoco e di zolfo, le cui fiamme ascendono per sempre e in eterno, e non hanno fine.

17  Oh, grandezza e giustizia del nostro Dio! Poiché egli mette ad effetto tutte le sue parole; esse sono uscite dalla sua bocca, e la sua legge deve essere adempiuta.

18  Ma ecco, i giusti, i santi del Santo d'Israele, coloro che hanno creduto nel Santo d'Israele, coloro che hanno sopportato le croci del mondo e che ne hanno disprezzato l'onta, essi erediteranno il regno di Dio, che fu preparato per loro fin dalla fondazione del mondo, e la loro gioia sarà completa per sempre.

19  Oh, grandezza della misericordia del nostro Dio, il Santo d'Israele! Poiché egli libera i suoi santi da quell'orribile mostro, il diavolo, e dalla morte e dall'inferno, e da quel lago di fuoco e di zolfo, che è tormento infinito.

20  Oh, quanto è grande la santità del nostro Dio! Poiché egli conosce ogni cosa, e non vi è nulla che egli non conosca.

21  Ed egli verrà nel mondo per poter salvare tutti gli uomini, se daranno ascolto alla sua voce; poiché ecco, egli soffre le pene di tutti gli uomini, sì, le pene di ogni creatura vivente, siano uomini, donne e bambini, che appartengono alla famiglia d'Adamo.

22  Ed egli soffre queste cose affinché la risurrezione possa venire su tutti gli uomini, affinché tutti possano stare dinanzi a lui, nel gran giorno del giudizio.

23  Ed egli comanda a tutti gli uomini di pentirsi, e di essere battezzati nel suo nome, avendo fede perfetta nel Santo d'Israele, altrimenti non possono essere salvati nel regno di Dio.

24  E se non si pentiranno e non crederanno nel suo nome, e non saranno battezzati in nome suo, e non persevereranno fino alla fine, dovranno essere dannati; poiché il Signore Iddio, il Santo d'Israele lo ha detto.

25  Pertanto egli ha dato una legge; e dove non è data alcuna legge, non c'è punizione; e dove non c'è punizione, non c'è condanna; e dove non c'è condanna, le misericordie del Santo d'Israele possono reclamarli, a motivo dell'Espiazione; poiché essi vengono liberati mediante il suo potere.

26  Poiché l'Espiazione soddisfa le esigenze della sua giustizia per tutti coloro a cui non è stata data la legge, affinché siano liberati da quell'orribile mostro, la morte e l'inferno, e il diavolo e il lago di fuoco e di zolfo, che è tormento infinito; ed essi sono restituiti a quel Dio che dette loro l'alito, che è il Santo d'Israele.

27  Ma guai a colui al quale la legge è stata data, sì, che ha tutti i comandamenti di Dio, come noi, e che li trasgredisce, e che spreca i giorni della sua prova, perché terribile è il suo stato!

28  Oh, l'astuto piano del maligno! Oh, vanità e fragilità e stoltezza degli uomini! Quando sono dotti si credono saggi, e non danno ascolto ai consigli di Dio, poiché li trascurano, credendo di conoscere da sé, pertanto la loro saggezza è stoltezza, e non giova loro. E periranno.

29  Ma è bene essere dotti se si dà ascolto ai consigli di Dio.

30  Ma guai ai ricchi, che son ricchi in quanto alle cose del mondo. Poiché per il fatto che son ricchi, essi disprezzano i poveri e perseguitano i miti, e il loro cuore è nei loro tesori; pertanto il loro tesoro è il loro dio. Ed ecco, anche il loro tesoro perirà insieme a loro.

31  E guai ai sordi che non vogliono sentire; poiché periranno.

32  Guai ai ciechi che non vogliono vedere; poiché essi pure periranno.

33  Guai agli incirconcisi di cuore, poiché la conoscenza delle loro iniquità li colpirà all'ultimo giorno.

34  Guai al mentitore, poiché sarà gettato in inferno.

35  Guai all'omicida che uccide deliberatamente, poiché morrà.

36  Guai a coloro che commettono prostituzioni, poiché saranno gettati in inferno.

37  Sì, guai a coloro che adorano idoli, poiché il diavolo di tutti i diavoli si delizia in loro.

38  E, infine, guai a tutti coloro che muoiono nei loro peccati; poiché torneranno a Dio, vedranno il suo volto, e rimarranno nei loro peccati.

39  O miei diletti fratelli, ricordatevi quanto è terribile trasgredire contro quel santo Iddio, e quanto è pure terribile cedere alle seduzioni di quell'essere astuto. Ricordate, seguire le inclinazioni della carne è morte, e seguire le inclinazioni dello spirito è vita eterna.

40  O miei diletti fratelli, porgete orecchio alle mie parole. Ricordate la grandezza del Santo d'Israele. Non dite che ho detto cose dure contro di voi; poiché se lo fate, oltraggiate la verità; poiché io ho detto le parole del vostro Creatore. So che le parole di verità sono dure contro ogni impurità; ma i giusti non le temono, poiché essi amano la verità e non ne sono scossi.

41  Oh, allora, miei diletti fratelli, venite al Signore, il Santo. Ricordate che i suoi sentieri sono giusti. Ecco, la via per l'uomo è stretta, ma si stende diritta innanzi a lui, e il guardiano alla porta è il Santo d'Israele; egli non tiene là alcun servitore; e non vi è altra via, se non attraverso la porta; poiché egli non può essere ingannato, poiché Signore Iddio è il suo nome.

42  E a chiunque bussa, egli aprirà; e i saggi, i dotti, e coloro che sono ricchi che sono orgogliosi per il loro sapere, la loro saggezza e le loro ricchezze — sì, son essi quelli che egli disprezza; e a meno che non gettino via queste cose e si considerino stolti dinanzi a Dio, e si abbassino nel profondo dell'umiltà, egli non aprirà loro.

43  Ma le cose del saggio e del prudente saranno loro celate per sempre — sì, quella felicità che è preparata per i santi.

44  O miei diletti fratelli, ricordate le mie parole. Ecco, io mi tolgo le vesti e le scuoto davanti a voi; prego l'Iddio della mia salvezza ch'egli mi scruti col suo occhio onniveggente; pertanto voi saprete nell'ultimo giorno, quando tutti gli uomini saranno giudicati per le loro opere, che il Dio d'Israele fu testimone che io scossi dalla mia anima le vostre iniquità e che sto terso dinanzi a lui e son libero dal vostro sangue.

45  O miei diletti fratelli, distoglietevi dai vostri peccati; scuotetevi di dosso le catene di colui che vorrebbe legarvi stretti; venite a quel Dio che è la rocca della vostra salvezza.

46  Preparate la vostra anima per quel giorno glorioso in cui sarà dispensata la giustizia ai giusti, sì, il giorno del giudizio, affinché non abbiate a ritrarvi con terribile spavento; affinché non abbiate a ricordare perfettamente le vostre orribili colpe e essere costretti ad esclamare: Santi, santi sono i tuoi giudizi, o Signore Iddio Onnipotente — ma io conosco la mia colpa; trasgredii la tua legge, e le mie trasgressioni sono mie; e il diavolo mi ha conquistato, cosicché io sono preda della sua orribile infelicità.

47  Ma ecco, fratelli miei, è opportuno che io vi risvegli all'orribile realtà di queste cose? Vi strazierei io l'anima, se la vostra mente fosse pura? Sarei chiaro con voi, secondo la chiarezza della verità, se foste liberati dal peccato?

48  Ecco, se voi foste santi, vi parlerei di santità; ma siccome non siete santi, e voi mi considerate come un insegnante, è senz'altro necessario ch'io v'insegni le conseguenze del peccato.

49  Ecco, la mia anima aborrisce il peccato, e il mio cuore si delizia nella rettitudine; e io loderò il santo nome del mio Dio.

50  Venite, fratelli miei, chiunque abbia sete, venite alle acque; e chi non ha denaro venga, compri e mangi; sì, venite, comprate vino e latte senza denaro e senza prezzo.

51  Pertanto non spendete denaro per ciò che non ha alcun valore, né la vostra fatica per ciò che non può soddisfare. Datemi ascolto diligentemente, e ricordate le parole che ho detto; e venite al Santo d'Israele, e fate un banchetto con ciò che non perisce, né può essere corrotto, e che la vostra anima si delizi nell'abbondanza.

52  Ecco, miei diletti fratelli, ricordate le parole del vostro Dio; pregatelo continuamente di giorno, e di notte rendete grazie al suo santo nome. Che il vostro cuore gioisca.

53  E vedete quanto sono grandi le alleanze del Signore, e quanto è grande la sua condiscendenza verso i figlioli degli uomini; e a motivo della sua grandezza e della sua grazia e misericordia, egli ci ha promesso che la nostra posterità non sarà totalmente distrutta, secondo la carne, ma che egli la preserverà; e nelle generazioni future essa diventerà un ramo giusto per il casato d'Israele.

54  Ed ora, fratelli miei, vorrei parlarvi ancora; ma il resto delle mie parole ve lo dirò domani. Amen.

 

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 CAPITOLO 10

 

I Giudei crocifiggeranno il loro Dio — Essi saranno dispersi sino a quando cominceranno a credere in lui — L'America sarà una terra di libertà dove nessun re regnerà — Riconciliatevi con Dio e ottenete la salvezza mediante la sua grazia. Circa 559–545 a.C.

 

1  ED ora io, Giacobbe, vi parlo di nuovo, miei diletti fratelli, riguardo a quel ramo giusto di cui ho parlato.

2  Poiché ecco, le promesse che noi abbiamo ottenuto sono promesse accordateci secondo la carne; pertanto, sebbene mi sia stato mostrato che molti dei nostri figlioli periranno nella carne a causa dell'incredulità, nondimeno Iddio sarà misericordioso verso molti; e i nostri figlioli saranno ristabiliti affinché possano venire a ciò che darà loro la vera conoscenza del loro Redentore.

3  Pertanto, come vi dissi, è senz'altro necessario che Cristo — poiché la scorsa notte l'angelo mi disse che tale sarà il suo nome — venga fra i Giudei, fra coloro che sono la parte più malvagia del mondo; ed essi lo crocifiggeranno, poiché così è necessario per il nostro Dio, e non v'è nessun'altra nazione sulla terra che crocifiggerebbe il suo Dio.

4  Poiché, se miracoli possenti fossero operati fra altre nazioni, esse si pentirebbero, e riconoscerebbero ch'egli è il loro Dio.

5  Ma a causa delle frodi sacerdotali e delle iniquità, quelli in Gerusalemme induriranno il collo contro di lui, affinché sia crocifisso.

6  Pertanto, a causa delle loro iniquità, distruzioni, carestie, pestilenze e spargimenti di sangue cadranno su di loro; e quelli che non saranno distrutti verranno dispersi fra tutte le nazioni.

7  Ma ecco, così dice il Signore Iddio: Quando verrà il giorno in cui essi crederanno in me, che io sono il Cristo, allora io ho fatto alleanza con i loro padri che essi saranno ristabiliti nella carne, sulla terra, nelle terre della loro eredità.

8  E avverrà che essi saranno radunati dalla loro lunga dispersione, dalle isole del mare e dalle quattro parti della terra; e le nazioni dei Gentili saranno grandi ai miei occhi, dice Iddio, perché li porteranno alle terre della loro eredità.

9  Sì, i re dei Gentili saranno i loro balii e le loro regine diverranno le loro balie; pertanto le promesse del Signore ai Gentili sono grandi, poiché egli l'ha detto, e chi può contraddirlo?

10  Ma ecco, questa terra, disse Iddio, sarà la terra della tua eredità, e i Gentili saranno benedetti nel paese.

11  E questa terra sarà una terra di libertà per i Gentili, e non vi saranno re nel paese che si leveranno sui Gentili.

12  E io fortificherò questa terra contro tutte le altre nazioni.

13  E colui che combatte contro Sion perirà, dice Iddio.

14  Poiché colui che farà sorgere un re contro di me perirà, poiché io, il Signore, il re del cielo, sarò il loro re, e io sarò per sempre una luce per quelli che ascoltano le mie parole.

15  Pertanto, per questo motivo, affinché possano adempiersi le mie alleanze che ho fatto con i figlioli degli uomini, che farò con loro mentre essi sono nella carne, io devo necessariamente distruggere le tenebrose opere segrete e gli omicidii e le abominazioni.

16  Pertanto colui che combatte contro Sion, sia Giudeo che Gentile, sia schiavo che libero, sia maschio che femmina, perirà; poiché essi sono la prostituta di tutta la terra; poiché coloro che non sono per me sono contro di me, dice il nostro Dio.

17  Poiché io adempirò le promesse che ho fatto ai figlioli degli uomini, e quelle che io farò loro mentre essi sono nella carne —

18  Pertanto, miei diletti fratelli, così dice il nostro Dio: Io affliggerò la tua posterità per mano dei Gentili; nondimeno io intenerirò il cuore dei Gentili, affinché essi siano come un padre per loro; pertanto i Gentili saranno benedetti e annoverati fra il casato d'Israele.

19  Pertanto io consacrerò questa terra alla tua posterità e a coloro che saranno annoverati fra la tua posterità, per sempre, come terra della loro eredità; poiché è una terra scelta, mi dice Iddio, più di ogni altra terra; pertanto io farò sì che tutti gli uomini che vi abitano mi adorino, dice Iddio.

20  Ed ora, miei diletti fratelli, visto che il nostro Dio misericordioso ci ha dato una così grande conoscenza riguardo a queste cose, ricordiamoci di lui, e mettiamo da parte i nostri peccati, e non abbassiamo il capo, perché non siamo stati rigettati; nondimeno siamo stati portati via dalla terra della nostra eredità; ma siamo stati condotti a una terra migliore, poiché il Signore ha fatto del mare il nostro sentiero e siamo su un'isola del mare.

21  Ma grandi sono le promesse del Signore a coloro che sono sulle isole del mare; pertanto, poiché dice isole, ce ne devono necessariamente essere altre oltre a questa, ed esse pure sono abitate da nostri fratelli.

22  Poiché ecco, il Signore Iddio ne ha condotti via di tempo in tempo dal casato d'Israele, secondo la sua volontà e a suo piacimento. Ed ora ecco il Signore si ricorda di tutti coloro che sono stati separati, pertanto egli si ricorda anche di noi.

23  Rincuoratevi dunque, e ricordate che siete liberi di agire da voi stessi — di scegliere la via della morte perpetua o la via della vita eterna.

24  Pertanto, miei diletti fratelli, riconciliatevi con la volontà di Dio, e non con la volontà del diavolo e della carne; e ricordate, dopo esservi riconciliati con Dio, che è solo per grazia di Dio, e tramite essa, che siete salvati.

25  Pertanto possa Iddio farvi sorgere dalla morte mediante il potere della risurrezione, e anche dalla morte perpetua mediante il potere dell'espiazione, affinché possiate essere ricevuti nel regno eterno di Dio, e possiate lodarlo per grazia divina. Amen.

 

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 CAPITOLO 11

 

Giacobbe vide il suo Redentore — La legge di Mosè simboleggia Cristo e dimostra che egli verrà. Circa 559–545 a.C.

 

1  ED ora Giacobbe disse molte altre cose al mio popolo in quella occasione; nondimeno io ho fatto scrivere solo queste, poiché le cose che ho scritto mi bastano.

2  Ed ora io, Nefi, scrivo delle altre parole di Isaia, poiché la mia anima si diletta nelle sue parole. Poiché io applicherò le sue parole al mio popolo, e le tramanderò a tutti i miei figlioli; poiché egli vide in verità il mio Redentore, proprio come io l'ho visto.

3  E anche mio fratello Giacobbe lo ha visto come l'ho visto io; pertanto io tramanderò le loro parole ai miei figlioli per dimostrare loro che le mie parole sono vere. Pertanto, mediante le parole di tre persone, ha detto Iddio, io stabilirò la mia parola. Nondimeno Dio manda più testimoni e dimostra tutte le sue parole.

4  Ecco, la mia anima si diletta nel dimostrare al mio popolo la verità della venuta di Cristo; poiché è a tal fine che la legge di Mosè è stata data; e tutte le cose che sono state date da Dio all'uomo, fin dal principio del mondo, sono il simbolo di lui.

5  E la mia anima si diletta pure nelle alleanze che il Signore ha fatto con i nostri padri; sì, la mia anima si diletta nella sua grazia, nella sua giustizia, potere e misericordia nel grande e eterno piano di liberazione dalla morte.

6  E la mia anima si diletta nel dimostrare al mio popolo che se Cristo non venisse, tutti gli uomini dovrebbero perire.

7  Perché se non ci fosse Cristo, non ci sarebbe Dio; e se non ci fosse Dio, noi non ci saremmo, poiché non vi sarebbe potuta essere nessuna creazione. Ma c'è un Dio, ed egli è Cristo, ed egli viene nella pienezza del suo proprio tempo.

8  Ed ora io scrivo alcune delle parole di Isaia, affinché chiunque del mio popolo vedrà queste parole possa elevare il cuore e gioire per tutti gli uomini. Ora queste sono le parole, e voi potete applicarle a voi stessi e a tutti gli uomini.

 

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 CAPITOLO 12

 

Isaia vede il tempio degli ultimi giorni, il raduno d'Israele, il giudizio e la pace millenari — I superbi e i malvagi saranno umiliati alla Seconda Venuta — Confrontare con Isaia 2. Circa 559–545 a.C.

 

1  PAROLA che Isaia, figlio di Amots, vide riguardo a Giuda e a Gerusalemme:

2  E avverrà, negli ultimi giorni, quando il monte della casa del Signore sarà stabilito sulla vetta dei monti, e sarà elevato al di sopra dei colli; e tutte le nazioni affluiranno ad esso.

3  E molti popoli andranno, e diranno: Venite, saliamo al monte del Signore, alla casa del Dio di Giacobbe; egli ci istruirà sulle sue vie, e noi cammineremo sui suoi sentieri; poiché da Sion uscirà la legge, e da Gerusalemme la parola del Signore.

4  Ed egli giudicherà tra le nazioni e rimprovererà molti popoli; ed essi forgeranno le loro spade in vomeri d'aratro, e le loro lance in roncole — nazione non alzerà più la spada contro nazione, né impareranno più la guerra.

5  O casato di Giacobbe, venite e camminiamo nella luce del Signore; sì, venite, poiché vi siete tutti sviati, ciascuno per i suoi malvagi cammini.

6  Perciò tu, o Signore, hai abbandonato il tuo popolo, il casato di Giacobbe, perché son pieni di pratiche orientali, danno ascolto agli indovini come i Filistei, e trovano piacere con i figli degli stranieri.

7  Il loro paese è anche pieno d'argento e d'oro, e non c'è fine ai loro tesori; il loro paese è anche pieno di cavalli, e non c'è fine ai loro carri.

8  Il loro paese è anche pieno d'idoli; essi adorano l'opera delle loro mani, ciò che le loro dita hanno fatto.

9  E il meschino non si prostra, e il grande non si umilia; dunque non lo perdonare.

10  O voi malvagi, entrate nella roccia e nascondetevi nella polvere, poiché il timore del Signore e la gloria della sua maestà vi colpiranno.

11  E avverrà che lo sguardo altero dell'uomo sarà umiliato, e la superbia degli uomini sarà prostrata, e solo il Signore verrà esaltato in quel giorno.

12  Poiché il giorno del Signore degli eserciti viene presto su tutte le nazioni, sì, su ognuna; sì, sull'orgoglioso e l'altero, e su chiunque è arrogante; e sarà abbassato.

13  Sì, e il giorno del Signore verrà su tutti i cedri del Libano, perché sono alti e arroganti; e su tutte le querce di Basan.

14  E su tutti gli alti monti, e su tutti i colli, e su tutte le nazioni che sono arroganti, e su ogni popolo.

15  E su ogni alta torre, e su ogni muro fortificato;

16  E su tutte le navi del mare, e su tutte le navi di Tarsis, e su tutte le scene piacevoli.

17  E l'alterigia dell'uomo sarà prostrata, e la superbia degli uomini sarà abbattuta; e solo il Signore verrà esaltato in quel giorno.

18  Ed egli abolirà del tutto gli idoli.

19  Ed essi andranno nelle grotte delle roccie, e nelle caverne della terra, poiché il timore del Signore verrà su di loro e la gloria della sua maestà li colpirà, quando egli si leverà per scuotere terribilmente la terra.

20  In quel giorno l'uomo getterà alle talpe e ai pipistrelli i suoi idoli d'argento e i suoi idoli d'oro, che si era fatto per adorarli;

21  Per entrare nelle fessure della roccia, e tra le creste delle rupi, poiché il timore del Signore verrà su di loro e la maestà della sua gloria li colpirà, quando egli si leverà per scuotere terribilmente la terra.

22  Cessate di confidare nell'uomo, il cui alito è nelle sue narici; poiché qual conto se ne può fare?

 

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 CAPITOLO 13

 

Giuda e Gerusalemme saranno punite per la loro disobbedienza — Il Signore chiama in giudizio e giudica il suo popolo — Le figlie di Sion sono maledette e tormentate per la loro mondanità — Confrontare con Isaia 3. Circa 559–545 a.C.

 

1  POICHÉ ecco, il Signore, il Signore degli eserciti toglie a Gerusalemme e a Giuda la risorsa e il sostegno, ogni sostegno di pane e ogni risorsa d'acqua.

2  Il potente e il guerriero, il giudice e il profeta, il savio e il vecchio;

3  Il capitano di cinquanta e il notabile, il consigliere, l'abile artefice e l'eloquente oratore.

4  E darò loro dei fanciulli per essere loro principi, e dei bimbi governeranno su di loro.

5  E il popolo sarà oppresso, ognuno da un altro, e ognuno dal suo prossimo; il fanciullo si comporterà orgogliosamente contro il vecchio e il vile contro l'onorevole.

6  Quando un uomo prenderà suo fratello dalla casa di suo padre, e gli dirà: Tu hai da vestire, sii tu nostro governatore, e non lasciare che venga questa rovina sotto le tue mani —

7  In quel giorno egli giurerà, dicendo: Io non sarò un guaritore; poiché in casa mia non v'è pane né vestito; non fatemi governatore del popolo.

8  Poiché Gerusalemme è in rovina e Giuda è caduta, perché la loro lingua e i loro atti sono stati contro il Signore, per provocare lo sguardo della sua gloria.

9  L'aspetto del loro volto testimonia contro di loro, e dichiara che i loro peccati sono proprio come quelli di Sodoma, e non li possono nascondere. Guai alla loro anima, perché si sono ricompensati con il male da se stessi!

10  Dite ai giusti che tutto va bene per loro; poiché mangeranno il frutto dei loro atti.

11  Guai ai malvagi, poiché periranno; poiché la ricompensa delle loro mani sarà su di loro!

12  E il mio popolo, dei fanciulli sono i suoi oppressori, e delle donne governano su di esso. O mio popolo, coloro che ti guidano ti fanno errare e distruggono la via dei tuoi sentieri.

13  Il Signore si alza per chiamare in giudizio e sta in piè per giudicare il popolo.

14  Il Signore entrerà in giudizio con i vecchi del suo popolo e con i suoi principi; poiché voi avete divorato la vigna e le spoglie del povero nelle vostre case.

15  Che cosa avete in mente? Voi fate a pezzi il mio popolo e stritolate la faccia dei poveri, dice il Signore Dio degli eserciti.

16  E inoltre dice il Signore: Poiché le figlie di Sion sono superbe, e camminano con collo ritto e occhi provocanti, e vanno camminando a piccoli passi, e facendo un tintinnio con i piedi —

17  Perciò il Signore colpirà di scabbia il sommo del capo delle figlie di Sion, il Signore metterà a nudo le loro parti nascoste.

18  In quel giorno il Signore toglierà via l'eleganza dei loro ornamenti tintinnanti, e le retine nei capelli, e i diademi tondi a mezzaluna;

19  Le catenelle, i braccialetti e i veli;

20  I copricapi, gli ornamenti delle gambe, i turbanti, le scatolette di profumo, gli orecchini;

21  Gli anelli e i monili per il naso;

22  Le vesti lussuose, i mantelli, gli scialli, le mollette da ricci;

23  Gli specchi, la biancheria fine, i cappucci e i veli.

24  E avverrà che invece di profumo, vi sarà fetore; e invece di cintura, una corda; e invece di belle acconciature, calvizie; e invece di fasce, un cinto di sacco; bruciature invece di bellezza.

25  I tuoi uomini cadranno per la spada e i tuoi potenti in guerra.

26  E le sue porte si lamenteranno e faranno cordoglio; ed essa sarà desolata e siederà per terra.

 

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 CAPITOLO 14

 

Sion e le sue figlie saranno redente e purificate nel giorno del Millennio — Confrontare con Isaia 4. Circa 559–545 a.C.

 

1  E IN quel giorno sette donne afferreranno un uomo, dicendo: Mangeremo il nostro pane e indosseremo vesti nostre; soltanto lascia che siamo chiamate col tuo nome, per togliere la nostra vergogna.

2  In quel giorno il ramo del Signore sarà bello e glorioso; il frutto della terra eccellente e piacevole per gli scampati d'Israele.

3  E avverrà che coloro che saranno lasciati a Sion e che rimarranno a Gerusalemme saran chiamati santi, chiunque sarà iscritto fra i viventi a Gerusalemme —

4  Quando il Signore avrà lavato la sozzura delle figlie di Sion e avrà purgato il sangue di Gerusalemme di mezzo a lei, mediante lo spirito di giudizio e lo spirito di fuoco.

5  E il Signore creerà su ogni dimora del Monte Sion e sulle sue assemblee una nuvola e del fumo di giorno e lo splendore d'un fuoco fiammeggiante di notte; poiché vi sarà una difesa su tutta la gloria di Sion.

6  E vi sarà un tabernacolo per servir d'ombra alla calura durante il giorno, e come luogo di rifugio e protezione dalla tempesta e dalla pioggia.

 

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 CAPITOLO 15

 

La vigna del Signore (Israele) diventerà desolata e il suo popolo sarà disperso — Dei guai cadranno su di esso e nel suo stato d'apostasia e di dispersione — Il Signore innalzerà un'insegna e radunerà Israele — Confrontare con Isaia 5. Circa 559–545 a.C.

 

1  E ALLORA io canterò al mio beneamato un cantico del mio diletto, in merito alla sua vigna. Il mio beneamato ha una vigna sopra un colle molto fertile.

2  E la recintò, e ne tolse via le pietre, e vi piantò le viti più scelte, e vi costruì in mezzo una torre, e vi fece pure un torchio; e s'aspettava che essa producesse uva, ma essa produsse delle lambrusche.

3  Ed ora, o abitanti di Gerusalemme e uomini di Giuda, giudicate, ve ne prego, fra me e la mia vigna.

4  Che cosa si sarebbe potuto fare di più alla mia vigna ch'io non vi abbia fatto? Poiché, mentre mi aspettavo che producesse dell'uva, essa produsse delle lambrusche.

5  Ed ora, insomma, vi dirò io che cosa farò alla mia vigna — ne toglierò via la siepe, e sarà divorata; ne abbatterò il muro e sarà calpestata;

6  E la lascerò desolata; non sarà più potata né zappata; ma vi cresceranno i rovi e le spine; comanderò anche alle nuvole perché non vi facciano cader pioggia.

7  Poiché la vigna del Signore degli eserciti è il casato d'Israele, e gli uomini di Giuda la sua piantagione diletta; ed egli si aspettava giudizio, ed ecco oppressione; giustizia, ma ecco un grido.

8  Guai a coloro che aggiungono casa a casa, finché non vi sia più spazio, che siano lasciati soli in mezzo alla terra!

9  Al mio orecchio disse il Signore degli eserciti, in verità molte case saranno desolate, e grandi e belle città senza abitanti.

10  Sì, dieci acri di vigna produrranno un solo bato, e un omer di semenza produrrà un'efa.

11  Guai a coloro che si alzano presto al mattino per andar dietro a bevande forti, che continuano fino a notte, e il vino li infiamma!

12  E l'arpa, e la cetra, il tamburello e il flauto e il vino sono parte delle loro feste; ma non si curano del lavoro del Signore, né considerano l'opera delle sue mani.

13  Perciò il mio popolo è andato in prigionia, perché non hanno conoscenza; e i loro notabili muoiono di fame, e la moltitudine è arsa di sete.

14  Perciò l'inferno si è spalancato e ha aperto la bocca smisuratamente; e la loro gloria, la loro moltitudine e la loro pompa, e colui che si rallegra vi scenderanno.

15  E l'uomo da nulla sarà abbassato, il potente sarà umiliato e gli occhi dell'altero saranno umiliati.

16  Ma il Signore degli eserciti verrà esaltato in giudizio, e Dio che è santo sarà santificato in rettitudine.

17  Allora gli agnelli pascoleranno alla loro maniera, e gli stranieri divoreranno i luoghi desolati degli opulenti.

18  Guai a coloro che tirano l'iniquità con corde di vanità, e il peccato come con una fune da carro.

19  Che dicono: Che faccia presto, che affretti la sua opera, cosicché possiamo vederla; e che il consiglio del Santo d'Israele s'appressi e venga, cosicché possiamo conoscerlo.

20  Guai a coloro che chiamano il male bene e il bene male, che mettono la luce al posto delle tenebre, e le tenebre al posto della luce, che mettono l'amaro al posto del dolce e il dolce al posto dell'amaro!

21  Guai a coloro che sono saggi ai propri occhi e accorti ai propri sguardi!

22  Guai a coloro che son vigorosi a bere vino e gagliardi nel mescolare bevande forti;

23  Che giustificano i malvagi per ricompensa e che tolgono all'uomo retto la sua rettitudine!

24  Perciò, come il fuoco divora la stoppia e la fiamma consuma la paglia, le loro radici saranno marciume e i loro fiori si alzeranno come la polvere; perché essi hanno gettato via la legge del Signore degli eserciti, e disprezzato la parola del Santo d'Israele.

25  L'ira del Signore s'è dunque infiammata contro il suo popolo, ed egli ha steso la sua mano contro di esso, e lo ha castigato; e i colli tremarono e i suoi cadaveri furono straziati in mezzo alle strade. Con tutto ciò, la sua ira non si è distolta, ma la sua mano è ancora tesa.

26  Ed egli innalzerà un'insegna alle nazioni lontane, e fischierà loro dall'estremità della terra; ed ecco, esse verranno in fretta senza indugio; nessuno fra loro sarà affaticato né inciamperà.

27  Nessuno sonnecchierà né dormirà; la cintura dei loro lombi non sarà allentata, né saranno spezzati i lacci dei loro calzari.

28  E le loro frecce saranno acute, e tutti i loro archi tesi e gli zoccoli dei loro cavalli sembreranno di pietra, e le loro ruote come un turbine, il loro ruggito come un leone.

29  Ruggiranno come leoncelli; sì, ruggiranno e afferreranno la preda, e la porteranno via al sicuro, e nessuno la libererà.

30  E in quel giorno ruggiranno contro di loro come il ruggito del mare; e se guarderanno il paese, ecco tenebre e dolore, e la luce sarà oscurata nel suo cielo.

 

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 CAPITOLO 16

 

Isaia vede il Signore — I peccati di Isaia sono perdonati — Egli è chiamato a profetizzare — Egli profetizza il rifiuto degli insegnamenti di Cristo da parte dei Giudei — Un residuo tornerà — Confrontare con Isaia 6. Circa 559–545 a.C.

 

1  NELL'ANNO in cui morì re Uzzia, vidi pure il Signore assiso su un trono, alto e elevato, e il suo strascico riempiva il tempio.

2  Sopra d'esso stavano i serafini; ognuno aveva sei ali; con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava.

3  E uno gridò a un altro, e disse: Santo, santo, santo è il Signore degli eserciti; la terra intera è piena della sua gloria.

4  E gli stipiti della porta tremarono alla voce di colui che gridava, e la casa fu piena di fumo.

5  Allora dissi: Guai a me! Sono perduto; perché sono un uomo dalle labbra impure; e dimoro in mezzo a un popolo dalle labbra impure; poiché i miei occhi hanno visto il Re, il Signore degli eserciti.

6  Allora uno dei serafini volò fino a me, con un carbone acceso in mano, che aveva preso colle pinze dall'altare.

7  E lo pose sulla mia bocca e disse: Ecco, questo ha toccato le tue labbra; e la tua iniquità è tolta e il tuo peccato purificato.

8  Udii pure la voce del Signore che diceva: Chi manderò, e chi andrà per noi? Allora io dissi: Eccomi; manda me.

9  Ed egli disse: Va e di' a questo popolo: Udite, in verità, ma essi non compresero; e vedete, in verità, ma essi non capirono.

10  Rendi duro il cuore di questo popolo, e rendi pesanti le sue orecchie, e chiudi i suoi occhi — per tema ch'esso veda con i suoi occhi, e oda con le sue orecchie, e comprenda col suo cuore, e si converta e sia sanato.

11  Allora dissi: Signore, fino a quando? Ed egli disse: Finché le città siano devastate, senza abitanti, e le case senza nessuno, e che il paese sia completamente desolato;

12  E il Signore abbia condotto lontano gli uomini, poiché vi sarà un grande abbandono in mezzo al paese.

13  Eppure ve ne sarà un decimo ed essi torneranno e saranno divorati; come un tiglio e come una quercia, la cui sostanza è in essi quando perdono le foglie; così il seme santo ne sarà la sostanza.

 

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 CAPITOLO 17

 

Efraim e Siria muovono guerra a Giuda — Cristo nascerà da una vergine — Confrontare con Isaia 7. Circa 559–545 a.C.

 

1  E AVVENNE ai giorni di Achaz, figlio di Jotham, figlio d'Uzzia, re di Giuda, che Rezin, re di Siria, e Pekah, figlio di Remalia, re d'Israele, salirono verso Gerusalemme per farle guerra, ma non poterono espugnarla.

2  E venne avvisato il casato di Davide dicendo: La Siria si è alleata con Efraim. E il suo cuore fu scosso e quello del suo popolo, come gli alberi del bosco furono scossi dal vento.

3  Disse allora il Signore ad Isaia: Esci ora incontro ad Achaz, tu e tuo figlio Shear-Jashub, all'estremità dell'acquedotto della piscina alta, sulla strada del campo del gualchieraio.

4  E digli: Fa' attenzione e sta tranquillo; non temere, e non si abbatta il tuo cuore per questi due avanzi di tizzoni fumanti, per l'ira feroce di Rezin e della Siria, e del figlio di Remalia.

5  Perché la Siria, Efraim, e il figlio di Remalia, hanno cospirato contro di te, dicendo:

6  Saliamo contro Giuda e opprimiamola, e facciamovi una breccia per noi, e mettiamo un re in mezzo ad essa, sì, il figlio di Tabeal.

7  Così dice il Signore Iddio: Ciò non si reggerà in piedi e neppure avverrà.

8  Poiché Damasco è il capo della Siria e Rezin il capo di Damasco; e entro sessanta e cinque anni Efraim sarà spezzato, cosicché non sia più un popolo.

9  E il capo di Efraim è Samaria, e il capo di Samaria è il figlio di Remalia. E se voi non avrete fede, certamente non sussisterete.

10  Inoltre il Signore parlò nuovamente ad Achaz, dicendo:

11  Chiedi un segno al Signore tuo Dio; chiedilo nelle profondità, o nei luoghi eccelsi.

12  Ma Achaz rispose: Non chiederò, e non tenterò il Signore.

13  Ed egli disse: Udite ora, o casato di Davide; è poca cosa per voi stancare gli uomini, che volete pure stancare il mio Dio?

14  Il Signore stesso vi darà dunque un segno — ecco, una vergine concepirà, e partorirà un figlio e gli darà nome Emmanuele.

15  Mangerà burro e miele, per poter sapere rifiutare il male e scegliere il bene.

16  Poiché prima che il fanciullo sappia rifiutare il male e scegliere il bene, il paese che hai in orrore sarà abbandonato da entrambi i suoi re.

17  Il Signore farà venire su di te e sul tuo popolo e sulla casa di tuo padre, giorni quali non ve ne sono stati dal giorno in cui Efraim si separò da Giuda, il re d'Assiria.

18  E avverrà in quel giorno che il Signore fischierà alla mosca che è nella parte estrema dell'Egitto e all'ape che è nel paese di Assiria.

19  Ed esse verranno e si poseranno tutte nelle valli desolate e nelle fessure delle roccie, e su tutte le spine e su tutti i cespugli.

20  In quello stesso giorno il Signore raderà con un rasoio preso a nolo, tramite quelli al di là del fiume, e tramite il re d'Assiria, il capo e i peli dei piedi; e ne consumerà anche la barba.

21  E avverrà in quel giorno che un uomo nutrirà una giovane mucca e due pecore.

22  E avverrà che per l'abbondanza del latte ch'esse daranno, egli si nutrirà di burro; poiché chiunque sarà rimasto nel paese mangerà burro e miele.

23  E avverrà in quel giorno che ogni luogo ove erano mille viti per mille pezzi d'argento, sarà per i rovi e le spine.

24  Gli uomini vi verranno con frecce e con archi, perché tutto il paese non sarà che rovi e spine.

25  E su tutti i colli che saranno dissodati con la zappa, non vi verrà il timore dei rovi e delle spine; ma serviranno per mandarvi i buoi e per farvi passare il bestiame piccolo.

 

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 CAPITOLO 18

 

Cristo sarà come una pietra d'inciampo e una roccia di scandalo — Cercate il Signore, non i maghi che bisbigliano — Rivolgetevi alla legge e alla testimonianza per avere una guida — Confrontare con Isaia 8. Circa 559–545 a.C.

 

1  INOLTRE la parola del Signore mi disse: Prendi un gran rotolo e scrivici con una penna d'uomo, riguardo a Maher-scialal-asch-baz.

2  E io mi presi dei fedeli testimoni, Uria il sacerdote e Zaccaria figlio di Geberechia, per testimoniare.

3  E andai dalla profetessa; ed essa concepì e partorì un figlio. Allora il Signore mi disse: Chiamalo Maher-scialal-asch-baz.

4  Poiché ecco, prima che il bimbo abbia appreso a gridare padre mio e madre mia, le ricchezze di Damasco e le spoglie di Samaria saranno portate dinanzi al re di Assiria.

5  Il Signore mi parlò di nuovo, dicendo:

6  Dal momento che questo popolo rifiuta le acque di Siloe che scorrono dolcemente, e gioisce di Rezin e del figlio di Remalia;

7  Or dunque, ecco, il Signore farà salire su di loro le acque del fiume forti e abbondanti, sì, il re di Assiria e tutta la sua gloria; e strariperà da tutti i suoi canali e oltrepasserà tutte le sue sponde.

8  Ed egli attraverserà Giuda; inonderà, passerà oltre e giungerà fino al collo, e le sue ali spiegate copriranno tutta la larghezza del tuo paese, o Emmanuele.

9  Alleatevi, o popoli, e sarete frantumati; e porgete orecchio voi tutti di paesi lontani; cingetevi e sarete fatti a pezzi; cingetevi, e sarete fatti a pezzi.

10  Consultatevi assieme, e ciò non porterà a nulla; dite la parola, e non si reggerà in piedi, poiché Dio è con noi.

11  Poiché il Signore mi parlò così, con mano forte, e mi istruì di non camminare nella via di questo popolo, dicendo:

12  Non chiamate cospirazione tutto ciò che questo popolo chiama cospirazione; e non temete ciò che esso teme, e non abbiate paura.

13  Santificate il Signore degli eserciti in persona, e che sia lui la vostra paura, che sia lui il vostro timore.

14  Ed egli sarà come un santuario; ma come una pietra d'inciampo e una roccia di scandalo a entrambe le case d'Israele, come un laccio e una trappola per gli abitanti di Gerusalemme.

15  E molti di loro inciamperanno e cadranno e saranno infranti, intrappolati e presi.

16  Sigilla la testimonianza, suggella la legge fra i miei discepoli.

17  E io servirò il Signore che nasconde la sua faccia al casato di Giacobbe, e in lui confiderò.

18  Ecco, io e i figlioli che il Signore mi ha dato siamo come segni e prodigi in Israele, da parte del Signore degli eserciti, che dimora sul Monte Sion.

19  E quando vi diranno: Consultate quelli che evocano gli spiriti familiari, e i maghi che bisbigliano e borbottano? — un popolo non dovrebbe forse consultare il suo Dio perché i vivi possano udire dai morti?

20  Alla legge e alla testimonianza; e se non parlano secondo tale parola, è perché non v'è luce in essi.

21  E l'attraverseranno duramente provati e affamati; e avverrà che quando saranno affamati si irriteranno e malediranno il loro re e il loro Dio, e guarderanno in alto.

22  E guarderanno la terra, ed ecco afflizione, e tenebre, e ombre d'angoscia; e saranno cacciati nelle tenebre.

 

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 CAPITOLO 19

 

Isaia parla in senso messianico — Il popolo nelle tenebre sta per vedere una gran luce — Un fanciullo ci è nato — Egli sarà il Principe della Pace e regnerà sul trono di Davide — Confrontare con Isaia 9. Circa 559–545 a.C.

 

1  NONDIMENO l'ombra non sarà tale, quale era durante la sua oppressione, quando dapprima afflisse leggermente il paese di Zabulon e il paese di Neftali, e in seguito li afflisse più gravemente lungo la via del Mar Rosso oltre il Giordano, nella Galilea delle nazioni.

2  Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una gran luce; su coloro che dimorano nel paese dell'ombra della morte è brillata la luce.

3  Tu hai moltiplicato la nazione e aumentato la gioia — essi gioiscono dinanzi a te come per la gioia della mietitura, e come gli uomini gioiscono quando si dividono il bottino.

4  Poiché hai spezzato il giogo del suo fardello, la stanga delle sue spalle, il bastone del suo oppressore.

5  Poiché ogni battaglia di guerrieri è di confuso tumulto, e vesti rotolate nel sangue; ma questa sarà di fiamme e esche di fuoco.

6  Poiché un fanciullo ci è nato, un figlio ci è dato; e il governo sarà sulle sue spalle; e sarà chiamato Ammirabile, Consigliere, Dio potente, Padre Eterno, Principe della Pace.

7  Alla crescita di governo e di pace non vi è fine, sul trono di Davide e sul suo regno, per mettervi ordine e per stabilirlo con giudizio e con giustizia d'ora innanzi, sì, per sempre. Lo zelo del Signore degli eserciti farà ciò.

8  Il Signore ha mandato la sua parola a Giacobbe, ed essa è brillata su Israele.

9  E tutto il popolo lo saprà, anche Efraim e gli abitanti di Samaria, che dicono nell'orgoglio e nella baldanza del loro cuore:

10  I mattoni sono caduti, ma costruiremo con pietre tagliate; i sicomori sono abbattuti, ma li cambieremo con dei cedri.

11  Perciò il Signore solleverà gli avversari di Rezin contro di lui, e riunirà i suoi nemici.

12  I Siri davanti e i Filistei di dietro; ed essi divoreranno Israele a bocca spalancata. Con tutto ciò la sua ira non si è distolta, ma la sua mano è ancora tesa.

13  Poiché il popolo non si rivolge verso Colui che lo colpisce, né cerca il Signore degli eserciti.

14  Perciò il Signore reciderà da Israele il capo e la coda, il ramo e la canna in un sol giorno.

15  Il vecchio è il capo; e il profeta che insegna menzogne è la coda.

16  Poiché i capi di questo popolo lo inducono ad errare; e quelli che son guidati da loro vengono distrutti.

17  Perciò il Signore non avrà gioia nei loro giovani, né avrà misericordia dei loro orfani e delle vedove; poiché ognuno di essi è un ipocrita e un malfattore, e ogni bocca pronuncia follia. Con tutto ciò la sua ira non si è distolta, ma la sua mano è ancora tesa.

18  Poiché la malvagità brucia come il fuoco; divorerà i rovi e gli spini, e si accenderà nel folto delle foreste, ed essi si innalzeranno come si innalza il fumo.

19  Tramite l'ira del Signore degli eserciti la terra è oscurata, e il popolo sarà come l'esca del fuoco; nessuno risparmierà il fratello.

20  E rapinerà a destra e sarà affamato; e mangerà a sinistra e non sarà sazio; ognuno divorerà la carne del proprio braccio —

21  Manasse, Efraim; e Efraim, Manasse; insieme essi saranno contro Giuda. Con tutto ciò la sua ira non si è distolta, ma la sua mano è ancora tesa.

 

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 CAPITOLO 20

 

La distruzione dell'Assiria è un simbolo della distruzione dei malvagi alla Seconda Venuta — Pochi saranno lasciati dopo che il Signore sarà tornato — Il resto di Giacobbe tornerà in quel giorno — Confrontare con Isaia 10. Circa 559–545 a.C.

 

1  GUAI a coloro che emanano decreti ingiusti, e che scrivono le angherie ch'essi hanno prescritte;

2  Per allontanare i bisognosi dal giudizio, e per privare del loro diritto i poveri del mio popolo, per far delle vedove la loro preda e per poter derubare gli orfani!

3  E che farete nel giorno del castigo, e nella desolazione che verrà da lontano? A chi fuggirete per chiedere aiuto? E dove lascerete la vostra gloria?

4  Senza di me si prostreranno sotto i prigionieri, e cadranno sotto gli uccisi. Con tutto ciò la sua ira non si è distolta, ma la sua mano è ancora stesa.

5  O Assiro, verga della mia collera, e il bastone nella loro mano è la loro indignazione.

6  Lo manderò contro una nazione ipocrita e lo incaricherò di far bottino contro il popolo della mia ira, e di saccheggiarlo e di calpestarlo come il fango della strada.

7  Eppure non ha tale intenzione, né così pensa il suo cuore; ma ha in cuor suo di distruggere e sterminare non poche nazioni.

8  Poiché dice: I miei principi non sono in tutto e per tutto dei re?

9  Non è Calno come Carkemish? Non è Hamath come Arpad? E non è Samaria come Damasco?

10  Dacché la mia mano ha fondato i regni degli idoli, le cui immagini scolpite sorpassavano quelle di Gerusalemme e di Samaria,

11  Non potrò io, come ho fatto a Samaria e ai suoi idoli, far così a Gerusalemme e ai suoi idoli?

12  Pertanto avverrà che quando il Signore avrà compiuto l'intera sua opera sul Monte Sion e su Gerusalemme, io punirò il frutto del cuore baldanzoso del re d'Assiria, e la gloria dei suoi sguardi alteri.

13  Poiché egli dice: Mediante la forza della mia mano e mediante la mia saggezza ho fatto questo; perché sono accorto, e ho spostato i confini del popolo, e ho rubato i loro tesori, e ho abbattuto gli abitanti come un valoroso.

14  E la mia mano ha trovato le ricchezze dei popoli come in un nido; e come uno raccoglie delle uova abbandonate, io ho raccolto tutta la terra; e non vi fu alcuno che movesse le ali, aprisse il becco, o pigolasse.

15  La scure si vanterà contro colui che se ne serve per tagliare? Si glorificherà la sega contro colui che l'adopera? Come se la verga si agitasse contro chi la solleva, o come se il bastone si alzasse quasi non fosse di legno!

16  Perciò il Signore, il Signore degli eserciti, manderà fra i suoi pingui la magrezza; e sotto la sua gloria egli accenderà una fiamma, come la fiamma di un fuoco.

17  E la luce d'Israele servirà da fuoco, e il suo Santo da fiamma, e brucerà e divorerà i suoi rovi e i suoi spini in un sol giorno.

18  E consumerà la gloria della sua foresta e del suo fertile campo, sia l'anima che il corpo, ed essi saranno come quando un portabandiera vien meno.

19  E il resto degli alberi della sua foresta saranno così pochi, che un fanciullo potrebbe scriverne il numero.

20  E avverrà in quel giorno che il residuo d'Israele e quelli del casato di Giacobbe che saranno scampati non si appoggeranno più di nuovo su colui che li aveva colpiti, ma si appoggeranno al Signore, il Santo d'Israele, in verità.

21  Il rimanente ritornerà, sì, anche il residuo di Giacobbe, al Dio potente.

22  Poiché sebbene il tuo popolo, Israele, sia come la sabbia del mare, tuttavia un residuo di esso tornerà; la consunzione decretata traboccherà di rettitudine.

23  Poiché il Signore Iddio degli eserciti farà una consunzione, sì, decisa su tutto il paese.

24  Perciò così dice il Signore Iddio degli eserciti: O popolo mio che dimori in Sion, non aver paura dell'Assiro; egli ti batterà con una verga e alzerà il suo bastone contro di te, come fece l'Egitto.

25  Ancora un brevissimo tempo, e la mia indignazione cesserà, e la mia ira si volgerà alla loro distruzione.

26  E il Signore degli eserciti gli aizzerà contro un flagello, simile alla strage di Madian alla roccia di Horeb; e come la sua verga fu sopra il mare, così egli l'alzerà, come fece all'Egitto.

27  E avverrà in quel giorno che il suo fardello ti sarà tolto dalle spalle, e il suo giogo dal collo, e il giogo sarà distrutto a motivo dell'unzione.

28  Egli è venuto ad Aiath, si è recato a Migron; ha riposto i suoi carri a Micmas.

29  Hanno superato il passaggio; si sono accampati a Gheba; Ramath ha paura; Ghibea di Saul è fuggita.

30  Alza la voce, o figlia di Gallim; fa' che sia udita a Lais, o povero Anathoth.

31  Madmena è rimossa; gli abitanti di Ghebim si radunano per fuggire.

32  Ma per quel giorno egli resterà a Nob; agiterà la mano contro il monte della figlia di Sion, il colle di Gerusalemme.

33  Ecco, il Signore, il Signore degli eserciti troncherà i rami con terrore; e quelli di grande altezza saranno tagliati; e il superbo sarà umiliato.

34  E taglierà il folto delle foreste col ferro, e il Libano cadrà per mano di un potente.

 

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 CAPITOLO 21

 

Il tronco di Isai (Cristo) giudicherà in rettitudine — La conoscenza di Dio ricoprirà la terra durante il Millennio — Il Signore innalzerà un'insegna e radunerà Israele — Confrontare con Isaia 11. Circa 559–545 a.C.

 

1  E DAL tronco di Isai spunterà un rampollo, e un ramo crescerà dalle sue radici.

2  E lo spirito del Signore riposerà su di lui, spirito di saggezza e d'intendimento, spirito di consiglio e di potenza, spirito di conoscenza e di timor del Signore.

3  E lo renderà di rapido intendimento nel timore del Signore; e non giudicherà secondo ciò che vede, né rimprovererà secondo ciò che sente.

4  Ma giudicherà il povero con giustizia e rimprovererà con equità per i miti della terra; e colpirà la terra con la verga della sua bocca, e con il soffio delle sue labbra ucciderà i malvagi.

5  E la giustizia sarà la cintura dei suoi lombi, e la fedeltà la cintura dei suoi reni.

6  E anche il lupo dimorerà con l'agnello, e il leopardo giacerà col capretto; e il vitello, il leoncino e il bestiame ingrassato staranno assieme; e un fanciullo li condurrà.

7  E la mucca e l'orsa pascoleranno; i loro piccoli giaceranno insieme; e il leone mangerà paglia come il bue.

8  E il lattante giocherà sul buco dell'aspide, e lo svezzato metterà la mano nel covo del basilisco.

9  Non vi sarà danno né rovina su tutto il mio santo monte, poiché la terra sarà piena della conoscenza del Signore, come le acque ricoprono il mare.

10  E in quel giorno vi sarà una radice di Isai, che sarà issata come un'insegna del popolo; e ad essa si volgeranno i Gentili; e il suo riposo sarà glorioso.

11  E avverrà in quel giorno che il Signore porrà di nuovo mano, per la seconda volta, a ricuperare il residuo del suo popolo che sarà rimasto in Assiria, in Egitto, a Patros, a Cush, a Elam, a Scinear, ad Hamath e nelle isole del mare.

12  E innalzerà un'insegna per le nazioni, e riunirà gli esuli d'Israele, e radunerà i dispersi di Giuda dai quattro angoli della terra.

13  Anche l'invidia di Efraim se ne andrà, e gli avversari di Giuda saranno recisi; Efraim non invidierà Giuda, e Giuda non opprimerà Efraim.

14  Ma essi voleranno sulle spalle dei Filistei verso ponente, insieme saccheggeranno quelli del levante; metteranno le mani su Edom e su Moab; e i figlioli di Ammon obbediranno loro.

15  E il Signore distruggerà completamente la lingua del mare d'Egitto; e con il suo vento potente scuoterà la mano sopra il fiume e lo colpirà nei sette bracci, e farà sì che lo si attraversi a piè secco.

16  E vi sarà una strada maestra per il residuo del suo popolo rimasto in Assiria, come fu per Israele nel giorno in cui salì fuori dalla terra d'Egitto.

 

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 CAPITOLO 22

 

Nel giorno del Millennio tutti gli uomini loderanno il Signore — Egli dimorerà tra loro — Confrontare con Isaia 12. Circa 559–545 a.C.

 

1  E IN quel giorno tu dirai: O Signore, io ti loderò; sebbene tu fossi adirato con me, la tua ira si è distolta, e tu m'hai confortato.

2  Ecco, Dio è la mia salvezza; avrò fiducia e non avrò paura; poiché il Signore GEOVA è la mia forza e il mio cantico; egli è divenuto pure la mia salvezza.

3  Perciò con gioia attingerete l'acqua dalle fonti della salvezza.

4  E in quel giorno direte: Lodate il Signore, invocate il suo nome, proclamate le sue opere fra il popolo, e annunciate che il suo nome è eccelso.

5  Cantate al Signore; poiché ha fatto cose eccellenti; lo si sa in tutta la terra.

6  Alza la voce e grida, tu abitante di Sion; poiché grande è il Santo d'Israele in mezzo a te.

 

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 CAPITOLO 23

 

La distruzione di Babilonia è un simbolo della distruzione alla Seconda Venuta — Sarà un giorno d'ira e di vendetta — Babilonia (il mondo) cadrà per sempre — Confrontare con Isaia 13. Circa 559–545 a.C.

 

1  LA condanna di Babilonia che vide Isaia, figlio di Amos.

2  Alzate un vessillo sopra l'alto monte, ed elevate la voce verso di essi, agitate la mano, perché possano entrare nelle porte dei nobili.

3  Io ho comandato ai miei santificati, ho chiamato pure i miei potenti, poiché la mia ira non è su coloro che gioiscono della mia grandezza.

4  Il rumore della moltitudine sui monti come di un gran popolo, un tumultuoso rumore dei regni delle nazioni radunate assieme; il Signore degli eserciti passa in rassegna gli eserciti per la battaglia.

5  Vengono da un paese lontano, dall'estremità del cielo, sì, il Signore e le armi della sua indignazione, per distruggere tutto il paese.

6  Urlate, perché il giorno del Signore è alla porta; verrà come uno sterminio dall'Onnipotente.

7  Perciò tutte le mani diventeranno fiacche, si struggerà il cuore di ogni uomo.

8  E avranno paura; fitte e dolori li assaliranno; saranno stupefatti l'un verso l'altro; i loro volti saranno come fiamme.

9  Ecco, viene il giorno del Signore, crudele d'ira e di fiera collera, per lasciare il paese desolato; ed egli ne sterminerà via i peccatori.

10  Poiché le stelle del cielo e le sue costellazioni non daranno la loro luce; il sole sarà oscurato nel suo corso, e la luna non farà risplendere la sua luce.

11  E io punirò il mondo per il male, e i malvagi per la loro iniquità; farò cessare l'arroganza degli orgogliosi e abbatterò la superbia dei tiranni.

12  Renderò l'uomo più prezioso dell'oro fino; sì, un uomo più di un lingotto d'oro di Ofir.

13  Perciò io scuoterò i cieli e rimuoverò la terra dal suo luogo, nell'ira del Signore degli eserciti e nel giorno della sua fiera collera.

14  E sarà come un capriolo braccato e come una pecora che nessuno raccoglie; e ciascuno si volgerà verso il suo proprio popolo, e ciascuno fuggirà nel suo proprio paese.

15  Chiunque è orgoglioso sarà trafitto, sì, e chiunque si è unito ai malvagi cadrà per spada.

16  Anche i loro figli saranno fatti a pezzi dinanzi ai loro occhi, le loro case saranno saccheggiate e le loro mogli violentate.

17  Ecco, io aizzerò contro di loro i Medi, che non guarderanno all'argento e all'oro e non ne proveranno diletto.

18  I loro archi faranno pure a pezzi i giovani; e non avranno pietà del frutto del grembo; i loro occhi non risparmieranno i fanciulli.

19  E Babilonia, la gloria dei regni, la bellezza dello splendore dei Caldei, sarà come quando Dio rovesciò Sodoma e Gomorra.

20  Non sarà mai più abitata, né vi si farà più dimora di generazione in generazione; né l'Arabo vi pianterà la tenda; né i pastori vi faranno i loro ovili.

21  Ma vi si sdraieranno le bestie selvagge del deserto; e le loro case saranno piene di lugubri creature; e vi dimoreranno le civette e vi danzeranno i satiri.

22  E le bestie selvagge delle isole grideranno nelle case desolate, e i draghi nei palazzi deliziosi; e il suo tempo è prossimo a venire, e i suoi giorni non saranno prolungati. Poiché io la distruggerò prontamente; sì, poiché sarò misericordioso verso il mio popolo, ma i malvagi periranno.

 

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 CAPITOLO 24

 

Israele sarà radunata e godrà di un riposo millenario — Lucifero fu scacciato dal cielo per ribellione — Israele trionferà su Babilonia (il mondo) — Confrontare con Isaia 14. Circa 559–545 a.C.

 

1  POICHÉ il Signore avrà misericordia di Giacobbe, e sceglierà ancora Israele, e li metterà nel loro paese; e gli stranieri si uniranno ad essi, e aderiranno al casato di Giacobbe.

2  E i popoli li prenderanno li e condurranno al loro luogo, sì, da lungi fino alle estremità della terra; ed essi ritorneranno alle loro terre di promessa. E il casato d'Israele le possederà e il paese del Signore sarà per i servi e le serve; ed essi terranno schiavi coloro dei quali erano schiavi; e governeranno sui loro oppressori.

3  E avverrà in quel giorno che il Signore ti darà riposo, dal tuo dolore e dalla tua paura, e dalla dura schiavitù in cui ti facevano servire.

4  E avverrà in quel giorno che tu pronuncerai questo detto contro il re di Babilonia e dirai: Come è finito l'oppressore, come è finita la città dorata!

5  Il Signore ha spezzato il bastone dei malvagi, gli scettri dei governatori.

6  Colui che colpiva con ira il popolo con colpi incessanti, colui che tiranneggiava con collera le nazioni, è perseguitato, e nessuno si oppone.

7  La terra intera è in riposo ed è tranquilla; prorompono in canti.

8  Sì, gli abeti gioiscono in te, e anche i cedri del Libano, e dicono: Da quando sei stato abbattuto, nessun taglialegna è salito contro di noi.

9  L'inferno di laggiù si è mosso per te per venirti incontro al tuo arrivo; ha scosso i morti per te, sì tutti i grandi della terra; ha fatto alzare dai loro troni tutti i re delle nazioni.

10  Essi tutti parleranno e ti diranno: Sei tu pure divenuto debole come noi? Sei divenuto simile a noi?

11  La tua pompa è calata nel sepolcro; non si ode più il suono delle tue cetre; sotto di te c'è un letto di vermi e i vermi ti ricoprono.

12  Come sei caduto dal cielo, o Lucifero, figlio del mattino! Sei abbattuto a terra, tu che fiaccavi le nazioni!

13  Poiché hai detto in cuor tuo: Ascenderò al cielo, eleverò il mio trono al di sopra delle stelle di Dio; mi siederò pure sul monte dell'assemblea, alle estremità del settentrione;

14  Ascenderò al di sopra della sommità delle nuvole; sarò simile all'Altissimo.

15  Invece sarai calato in inferno, nelle estremità della fossa.

16  Coloro che ti vedranno ti guarderanno attentamente e ti esamineranno, e diranno: È questo l'uomo che faceva tremar la terra, che scuoteva i regni?

17  E che rendeva il mondo come un deserto, e ne devastava le città e non apriva la casa dei suoi prigionieri?

18  Tutti i re delle nazioni, sì, tutti, riposano in gloria, ognuno di essi nella propria dimora.

19  Ma tu sei gettato fuori dalla tua tomba come un ramo abominevole, e come i resti di coloro che son uccisi, trafitti con la spada, che scendono nelle pietre della fossa; come un cadavere calpestato sotto i piedi.

20  Non sarai unito a loro nella sepoltura, perché hai distrutto il tuo paese e hai ucciso il tuo popolo; alla posterità dei malfattori non sarà mai più data rinomanza.

21  Si prepari la strage dei suoi figlioli per l'iniquità dei loro padri, affinché non si alzino, né posseggano il paese, e non riempiano di città la faccia della terra.

22  Poiché io mi alzerò contro di essi, dice il Signore degli eserciti, e reciderò da Babilonia il nome e il residuo, i figli e i nipoti, dice il Signore.

23  Ne farò pure un possesso per le civette e le pozze d'acqua; e la spazzerò con la scopa della distruzione, dice il Signore degli eserciti.

24  Il Signore degli eserciti ha giurato dicendo: Sicuramente, come ho pensato, così avverrà; e come mi son proposto così sarà —

25  Che porterò l'Assiro nel mio paese, e sulle mie montagne lo calpesterò sotto i piedi; allora il suo giogo se ne andrà via da loro, e il suo fardello se ne andrà via dalle loro spalle.

26  Questo è il proposito che è stabilito su tutta la terra; e questa è la mano che è stesa su tutte le nazioni.

27  Poiché il Signore degli eserciti se l'è proposto, e chi l'annullerà? E la sua mano è stesa, e chi la respingerà?

28  Nell'anno in cui morì re Achaz ci fu questa condanna:

29  Non gioire, tu Palestina tutta, perché è spezzato il bastone di colui che ti colpiva; poiché dalla radice del serpente uscirà un basilisco, e il suo frutto sarà un ardente serpente volante.

30  E i primogeniti dei poveri si nutriranno e i bisognosi giaceranno al sicuro; io ucciderò la tua radice con la carestia, ed egli ucciderà il tuo residuo.

31  Urla, o porta; grida, o città; tu, Palestina tutta, sarai dissolta; poiché verrà un fumo da settentrione, e nessuno sarà solo nei suoi tempi stabiliti.

32  Che risponderanno allora i messaggeri delle nazioni? Che il Signore ha fondato Sion, e i poveri del suo popolo confideranno in essa.

 

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 CAPITOLO 25

 

Nefi esulta nella semplicità — Le profezie di Isaia saranno comprese negli ultimi giorni — I Giudei torneranno da Babilonia, crocifiggeranno il Messia e saranno dispersi e flagellati — Essi saranno ristabiliti quando crederanno nel Messia — Egli verrà la prima volta seicento anni dopo che Lehi lasciò Gerusalemme — I Nefiti obbediscono alla legge di Mosè e credono in Cristo, che è il Santo d'Israele. Circa 559–545 a.C.

 

1  ORA io, Nefi, parlo un poco riguardo alle parole che ho scritto, che sono state dette per bocca d'Isaia. Poiché ecco, Isaia disse molte cose che erano difficili da comprendere per molti del mio popolo; poiché essi non conoscono il modo di profetizzare in uso fra i Giudei.

2  Poiché io, Nefi, non ho insegnato loro molte cose riguardo agli usi dei Giudei, poiché le loro opere erano opere di tenebra e le loro azioni erano azioni di abominio.

3  Pertanto io scrivo al mio popolo, a tutti coloro che riceveranno in seguito queste cose che scrivo, affinché possano conoscere i giudizi di Dio che vengono su tutte le nazioni, secondo la parola che egli ha detto.

4  Pertanto datemi ascolto, o mio popolo, che siete del casato di Israele, e porgete orecchio alle mie parole; poiché, anche se le parole d'Isaia non vi sono chiare, nondimeno esse sono chiare per tutti coloro che sono pieni dello spirito di profezia. Ma io vi do una profezia, secondo lo spirito che è in me; pertanto io profetizzerò secondo la semplicità che è stata mia fin dal tempo in cui uscii da Gerusalemme con mio padre; poiché ecco, la mia anima si diletta nella semplicità verso il mio popolo, affinché possano imparare.

5  Sì, e la mia anima si diletta nelle parole di Isaia, poiché io sono uscito da Gerusalemme e i miei occhi hanno visto le cose dei Giudei, e io so che i Giudei comprendono le cose dei profeti, e non vi è altro popolo che comprenda le cose che furono dette ai Giudei come loro, a meno che non siano istruiti alla maniera delle cose dei Giudei.

6  Ma ecco, io, Nefi, non ho istruito i miei figli alla maniera dei Giudei; ma ecco, io personalmente ho dimorato a Gerusalemme, pertanto conosco le regioni circostanti; e ho fatto menzione ai miei figlioli dei giudizi di Dio, che sono avvenuti fra i Giudei secondo tutto ciò che ha detto Isaia, e non li scrivo.

7  Ma ecco, proseguo con la mia profezia, secondo la mia semplicità, nella quale so che nessuno può errare; nondimeno nei giorni in cui le profezie di Isaia saranno adempiute gli uomini sapranno con certezza il tempo in cui esse avverranno.

8  Pertanto esse hanno valore per i figlioli degli uomini, e chi suppone che non ne abbiano, parlerò particolarmente a loro, e limiterò le parole solo al mio popolo; poiché io so che saranno di gran valore per loro negli ultimi giorni; poiché in quel giorno le comprenderanno; pertanto le ho scritte per il loro bene.

9  E come una generazione è stata distrutta fra i Giudei a causa dell'iniquità, così essi sono stati distrutti di generazione in generazione secondo le loro iniquità; e nessuno di loro è mai stato distrutto senza che ciò fosse stato predetto loro dai profeti del Signore.

10  Pertanto è stato loro detto della distruzione che sarebbe venuta su di loro, immediatamente dopo che mio padre lasciò Gerusalemme; nondimeno essi indurirono il loro cuore; e secondo la mia profezia sono stati distrutti, salvo quelli che sono stati deportati prigionieri a Babilonia.

11  Ed ora questo io dico a motivo dello spirito che è in me. E nonostante siano stati deportati, essi ritorneranno di nuovo e possederanno la terra di Gerusalemme; pertanto essi saranno di nuovo ristabiliti nella terra della loro eredità.

12  Ma ecco, essi avranno guerre e rumori di guerra; e quando verrà il giorno in cui l'Unigenito del Padre, sì, proprio il Padre del cielo e della terra si manifesterà loro nella carne, ecco, essi lo rigetteranno a causa delle loro iniquità, della durezza del loro cuore e della rigidità del loro collo.

13  Ecco, essi lo crocifiggeranno; e dopo essere stato deposto in un sepolcro per lo spazio di tre giorni egli risorgerà dai morti, con la guarigione nelle ali; e tutti coloro che crederanno nel suo nome saranno salvati nel regno di Dio. Pertanto la mia anima si diletta a profetizzare riguardo a lui, poiché ho veduto il suo giorno, e il mio cuore rende gloria al suo santo nome.

14  Ed ecco, avverrà che, dopo che il Messia sarà risorto dai morti e si sarà manifestato al suo popolo, a quanti crederanno nel suo nome, ecco, Gerusalemme sarà di nuovo distrutta; guai infatti a coloro che combattevano contro Dio e contro il popolo della sua chiesa.

15  Pertanto i Giudei saranno dispersi fra tutte le nazioni; sì, e anche Babilonia sarà distrutta; pertanto i Giudei saranno dispersi per mano di altre nazioni.

16  E dopo che saranno stati dispersi, e che il Signore Iddio li avrà flagellati per mano d'altre nazioni per lo spazio di molte generazioni, sì, di generazione in generazione finché saranno persuasi a credere in Cristo, il Figlio di Dio, e nell'Espiazione, che è infinita per tutto il genere umano — e quando verrà quel giorno in cui crederanno in Cristo e adoreranno il Padre in nome suo, con cuore puro e mani nette, e non attenderanno più un altro Messia, allora, a quel tempo, verrà il giorno in cui sarà senz'altro necessario ch'essi credano a queste cose.

17  E il Signore porrà di nuovo mano per la seconda volta a ristabilire il suo popolo dal suo stato perduto e decaduto. Pertanto egli procederà a compiere un'opera meravigliosa e un prodigio fra i figlioli degli uomini.

18  Pertanto egli porterà alla luce per loro le sue parole, parole che li giudicheranno all'ultimo giorno, poiché esse saranno date loro allo scopo di convincerli del vero Messia, che fu da loro rigettato, e per convincerli che non hanno più bisogno di attendere un Messia a venire, poiché non ne verrà alcuno, a meno che non sia un falso Messia che ingannerebbe il popolo; poiché non vi è che un solo Messia di cui hanno parlato i profeti, e quel Messia è Colui che sarà rigettato dai Giudei.

19  Poiché, secondo le parole dei profeti, il Messia viene dopo seicento anni dal tempo in cui mio padre lasciò Gerusalemme; e secondo le parole dei profeti, e anche la parola dell'angelo di Dio, il suo nome sarà Gesù Cristo, il Figlio di Dio.

20  Ed ora, fratelli miei, io ho parlato chiaramente, affinché non possiate errare. E come vive il Signore Iddio che trasse Israele fuori dalla terra d'Egitto, e dette a Mosè il potere di guarire le nazioni dopo che erano state morse dai serpenti velenosi, se esse avessero gettato lo sguardo sul serpente ch'egli aveva innalzato dinanzi a loro, e gli dette pure il potere di colpire la roccia e farne uscire l'acqua, sì, ecco, io vi dico che come sono vere queste cose e come il Signore Iddio vive, non è dato alcun altro nome sotto il cielo se non questo Gesù Cristo, di cui ho parlato, tramite il quale l'uomo possa essere salvato.

21  Pertanto, per questo motivo, il Signore Iddio mi ha promesso che queste cose che io scrivo saranno tenute e preservate, e tramandate alla mia posterità di generazione in generazione, affinché possa essere adempiuta la promessa fatta a Giuseppe, che la sua posterità non perirà mai finché durerà la terra.